Salandra Antonio

Salandra Antonio

13 Agosto 1853 - 9 Dicembre 1931

Note sintetiche

Titolo di studio: Laurea
Occupazione: Politico

Scheda

Antonio Salandra nacque a Troia (Fg) il 13 agosto 1853, da una famiglia di condizioni agiate. Nel 1868 si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Napoli, dove si laureò nel 1872. Gli inizi della sua carriera si collocano principalmente nell'ambito forense, a cui accompagna la stesura di alcuni saggi incentrati principalmente sugli studi economici. Nel 1879 si trasferisce a Roma, chiamato alla cattedra di legislazione economico-finanziaria. I primi anni di insegnamento risultarono anche i più proficui dal punto di vista della produzione scientifica: affrontò tematiche che andavano dal divorzio alle questioni dell'agricoltura.

Il trasferimento a Roma portò Salandra ad interessarsi alla vita politica. La vicinanza a Silvio Spaventa influenzò particolarmente la sua formazione politica, che lo portò a collaborare con Sidney Sonnino nella redazione della rivista La Rassegna. Nelle elezioni del 23 maggio 1886 venne eletto alla Camera nel collegio di Foggia, nello schieramento di centro-destra. Ispirandosi ai principi della Destra storica, ricoprì incarichi di sottosegretario sotto i governi Di Rudinì e Crispi. Durante i governi dell'età giolittiana rimase ai margini della vita parlamentare, fino a quando non venne chiamato a formare un nuovo governo nel marzo 1914, dopo le dimissioni di Giolitti. Lo scoppio della guerra in Europa e il disorientamento dell'opinione pubblica lo spinsero a dichiarare la neutralità dell'Italia. Nei mesi successivi si prodigò con l'aiuto di Sonnino, nominato ministro degli esteri nell'ottobre 1914, nell'ottenere dall'Austria le compensazioni previste del trattato della Triplice Alleanza per la sua espansione nei Balcani. L'intransigenza di Vienna spinse Salandra ad avviare trattative con le potenze dell'Intesa, che si conclusero con la firma del Trattato di Londra il 26 aprile 1915. La denuncia della Triplice Alleanza del 3 maggio e le successive tensioni con i neutralisti spinsero Salandra a presentare le dimissioni, ma il re lo confermò alla guida del governo e il 23 maggio fu colui che appose la firma alla dichiarazione di guerra all'Austria-Ungheria. Salandra rimase in carica fino al 10 maggio 1916, quando fu costretto a dimettersi dopo l'offensiva austriaca nel Trentino. Rimase in disparte fino alla firma dell'armistizio, dopo il quale venne incaricato di seguire le trattative della Conferenza di Parigi come delegato italiano. Come molti liberali Salandra si approcciò al fascismo considerandolo un fenomeno che si sarebbe potuto riportare all'interno dell'alveo costituzionale dello stato liberale, ma nel gennaio 1925 si accorse dell'errore commesso e decise di ritirarsi a vita privata. Nominato senatore nel 1928, dedicò i suoi ultimi anni nella stesura di due volumi di memorie sul periodo della guerra. Si spense a Roma il 9 dicembre 1931.

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Per la guerra: il Governo dell'interventista Salandra.
Per la guerra: il Governo dell'interventista Salandra.

tratto dal film documentario "la Città Rossa nella Grande Guerra" di Alessandro Cavazza e Lorenzo K. Stanzani

Salandra viene sostutuito da Boselli. Gorizia viene conquistata.
Salandra viene sostutuito da Boselli. Gorizia viene conquistata.

tratto dal film documentario "la Città Rossa nella Grande Guerra" di Alessandro Cavazza e Lorenzo K. Stanzani

Documenti
Salandra Antonio
Tipo: PDF Dimensione: 86.70 Kb

Mirtide Gavelli, biografia di Antonio Salandra. Museo Civico del Risorgimento di Bologna

Bibliografia
Enciclopedia Italiana Treccani
Augusto Torre