Poli Ubaldo

Poli Ubaldo detto/a Piccolo

Note sintetiche

Causa della morte: In combattimento
Occupazione: Operaio/a

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 1 ottobre 1943 - 30 ottobre 1944)

Onorificenze

  • Medaglia d'Argento al Valor Militare

    Valoroso combattente, entrato tra i primi nelle file partigiane, si distingueva in numerosi combattimenti, meritandosi per le sue spiccate doti di capacità e di coraggio, la nomina di vice comandante di brigata partigiana. Nel corso di una rischiosa azione, mentre con la propria formazione si accingeva a guadare il fiume Reno, veniva improvvisamente attaccato da preponderante avversario. Alla intimazione di resa, rispondeva col fuoco della sua arma automatica opponendo strenua resistenza finché, dopo aspro combattimento, cadeva da prode alla testa dei pochi superstiti nell'estremo tentativo di infrangere lo schieramento nemico.
    Casteldebole (Bologna), 30 ottobre 1944

Scheda

Ubaldo Poli, «Piccolo», da Guglielmo ed Elvira Calari; nato l'8 marzo 1918 a Zola Predosa; ivi residente nel 1943. Operaio ferraiolo.
Prestò servizio militare nel genio a Verona fino all'8 settembre 1943.
Subito dopo l'inizio della lotta di liberazione fece parte delle squadre armate che vennero costituite a Zola Predosa e condussero la guerriglia per tutto l'inverno 1943-44 lungo la statale Bazzanese.
Nell'aprile 1944, quando numerosi partigiani del gruppo furono arrestati dai fascisti, abbandonò Zola Predosa e salì sull'Appennino tosco-emiliano aggregandosi a una brigata della divisione Modena operante a Montefiorino (MO), con Corrado Masetti «Bolero» e altri. Dopo la caduta della repubblica partigiana tornò nel Bolognese ed entrò a far parte della 63ª brigata Bolero Garibaldi. Operò a Monte San Pietro e Zola Predosa.
Nell'autunno divenne vice comandante della brigata. Fece parte del gruppo di 20 partigiani che — dopo i duri scontri sostenuti con i tedeschi nella zona di Monte Capra, alla fine dell'ottobre 1944 - Masetti aveva deciso di condurre a Bologna, per prendere parte a quella che si riteneva l'imminente insurrezione. Giunto a Casteldebole (Bologna), la sera del 29 ottobre, il gruppo non potè guadare il fiume Reno, in piena per le forti piogge di quei giorni. Mentre si trovava in una cava di ghiaia, sulle rive del fiume, dove aveva cercato rifugio per la notte, fu circondato da forti contingenti di SS e paracadutisti tedeschi, avvertiti da una spia. Anche se non avevano alcuna speranza di salvezza, i partigiani resistettero per tutta la mattina del 30 ottobre 1944 sparando sino all'ultimo colpo. Cadde con gli altri 19 compagni con le armi in pugno.
Gli è stata conferita la medaglia d'argento alla memoria al valor militare.
Riconosciuto partigiano dall'1 ottobre 1943 al 30 ottobre 1944.
Il suo nome è stato dato ad una strada di Zola Predosa.[O]

Note

E' ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.

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Ha fatto parte di

Opere

Eventi

Bibliografia
Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919- 1945)
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri N.S.
1985 Bologna ISB