Minghetti Erminio

19 gennaio 1899 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza elementare
Occupazione: Bracciante

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 1 febbraio 1944 - 21 aprile 1945)

Scheda

Erminio Minghetti, da Luigi e Diamantina Martelli; nato il 19 gennaio 1899 a Molinella. Nel 1943 residente a Malalbergo. Licenza elementare.
Bracciante. Iscritto al PSI. Ancora giovanissimo, divenne prima attivista sindacale e poi dirigente delle leghe di Molinella.
Nel 1923, perché trovato armato, fu denunciato alla magistratura per il tentato omicidio dei fascisti Carlo Gaiani e Vittorio Forlani. Assolto in istruttoria, tornò all'impegno politico e sindacale e fu uno dei massimi dirigenti della lotta dei lavoratori in difesa delle conquiste sindacali e cooperativistiche. All'inizio del 1926 - con Gaetano Bagni, Giuseppe Bolognesi ed Ettore Stagni - diede vita al Sindacato libero lavoratori di Molinella al quale aderirono i lavoratori che ancora si opponevano alla dittatura fascista. Sciolto nel giugno il sindacato, il 19 novembre 1926 - dopo la fine dello stato democratico - fu uno dei primi socialisti bolognesi a essere arrestato. Per «Attività antifascista e sindacale a Molinella» fu assegnato al confino per 3 anni e inviato nell'isola di Ustica (PA).
Il 9 dicembre 1927 fu arrestato con altri 56 antifascisti confinati come lui a Ustica - tra i quali i socialisti bolognesi Giuseppe Bentivogli, Luigi Fabbri, Carmine Pastore Mancinelli, Giuseppe Massarenti, Giulio Miceti, Marcello Toschi e Amleto Villani - e denunciato al tribunale militare per tentata evasione, «attività sovversiva svolta nell'isola» e «ricostituzione di partiti disciolti, incitamento all'insurrezione e propaganda sovversiva».
Il procedimento passò dal tribunale militare a quello speciale. L'1 agosto 1928 fu assolto in istruttoria - come gli altri antifascisti, tutti detenuti nel carcere di Napoli - e rispedito al confino. Ma anziché a Ustica fu inviato a Ponza (LT) dove restò sino al 25 dicembre 1929.
Gli fu impedito di tornare a Molinella per cui prese residenza ad Altedo (Malalbergo). Giudicato elemento politicamente pericoloso, fu classificato di «3a categoria», cioè passibile di arresto per semplice sospetto. Nonostante il controllo poliziesco, mantenne stretti contatti con i compagni di fede di Malalbergo e Molinella. Il 7 maggio 1942 fu arrestato a Malalbergo, unitamente a Ettore Canova e Alfredo Pancaldi, tutti accusati di attività antifascista.
L'1 giugno 1942 fu assegnato al confino, ma non fece in tempo a esservi trasferito perché il mese successivo fu concessa l'amnistia per il ventennale fascista. Venne ammonito e scarcerato.
Nell'agosto 1943 - dopo la caduta della dittatura - partecipò alla riunione per la fusione tra PSI e MUP che si tenne nello studio di Roberto Vighi, in via Santo Stefano 18, a Bologna, presente Pietro Nenni.

Durante la lotta di liberazione fu uno dei principali dirigenti del PSI nella zona di Malalbergo e Molinella.
Militò prima nel battaglione Gotti della 4a brigata Venturoli Garibaldi e successivamente nella brigata Matteotti Città. Fu presidente del CLN di Malalbergo, nella cui zona operò prevalentemente.
Arrestato dai fascisti, con il figlio Guido il 4 marzo 1945 fu associato alle carceri di San Giovanni in Monte (Bologna). Il 17 aprile fu rimesso in libertà
. Il figlio Guido cadde nella Resistenza.
Riconosciuto partigiano dall'1 febbario 1944 alla Liberazione. Il 15 giugno 1945, su designazione del PSI, fu nominato dal CLN e dall'AMG sindaco di Malalbergo, in sostituzione di Zeno Pezzoli che l'aveva assunta simbolicamente dopo la Liberazione. [O]

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