Castel D'Aiano, (BO)

Castel D'Aiano, (BO)

1943 | 1945

Scheda

Castel d’Aiano, coi i suoi 830 m.slm è il Capoluogo più alto della Provincia di Bologna, guarda da una parte il versante della valle del Reno e dall’altra la valle del Panaro, con una suggestiva vista sulla catena del Cimone.
Si trova a circa 55 Km. sia da Bologna che da Modena e questa sua posizione di confine fu, nel medioevo, per lungo tempo, teatro di aspre contese fra i due grossi comuni emiliani e solo nel 1308 fu definitivamente posto sotto la signoria di Bologna.
Le strade per raggiungere Castel d’Aiano sono sì ricche di curve, ma sempre ben tenute e piacevoli da percorrere, specialmente perché si può ammirate il verde dei boschi, le case di montagna e, se fortunati, si possono scorgere nei prati vicino ai boschi anche gruppi di daini e cervi.
Qui si può godere di un mondo un po’ meno frenetico anche se altrettanto attivo e soprattutto quiete; si può gustare la quiete in tutti i suoi diversi significati: il silenzio, molto prezioso in tempi sempre più soggetti a forti pressioni e tempi sempre più incalzanti; la pacatezza del rapporto fra le persone.
Castel d’Aiano e le sue frazioni (Villa d’Aiano, Labante, Roffeno, Casino e Sassomolare) offrono anche servizi commerciali accoglienti e ben forniti dei prodotti tipici della zona, servizi di ospitalità e ristorazione di ottima qualità, spazi e attrezzature per lo sport ed una zona artigianale in espansione; offrono inoltre luoghi di indiscusso interesse, per esempio: il Santuario della Madonna di Brasa, ricostruito dopo la 2^ guerra mondiale, la chiesa di Santa Lucia, già monastero Benedettino, collocato sulla “Nonantolana”, via Romea medioevale che transitava sul territorio ed inoltre le famose “Grotte di S. Cristoforo”, cavità naturali di grande pregio, formate da una sorgente calcarea che produce un particolare travertino detto “sponga”.

Durante la 2^ guerra mondiale, Castel d’Aiano ebbe fino all’autunno del 1943, quando, dopo la caduta del fascismo, si cominciarono a verificare i primi cenni della divisione profonda fra gli Italiani, una vita abbastanza tranquilla, sempre tenendo conto di tutti i problemi che un paese in guerra può avere.
Nell’autunno del 1943 si ebbe in paese una manifestazione di aperta ostilità verso colui che era stato sino ad allora comandante della G.N.R. e ciò comportò l’insediamento a Castel d’Aiano di un battaglione della guardia nazionale repubblicana, con la giustificazione che era per tutelare l’ordine pubblico, ma in realtà era per fronteggiare e combattere i primi moti partigiani, che si stavano facendo sempre più frequenti.
Intanto gli Alleati Anglo/Americani continuavano la loro marcia verso il nord e sempre più speditamente si avvicinavano ai nostri territori emiliani ove l’esercito tedesco preparò l’ultimo ostacolo della Campagna d’Italia.
L’ostacolo era rappresentato da una munitissima linea difensiva lunga più di 300 chilometri e che andava dal Tirreno all’Adriatico e che i Tedeschi avevano chiamato Gòtenstellung e successivamente Grùne Linie (linea Verde) che è poi diventata famosa come Linea Gotica.
Nell’allestimento della Gotica, i tedeschi sfruttarono al meglio i vantaggi dell’ambiente naturale ( catena appenninica, fiumi e terreni paludosi) e avvalendosi della organizzazione Todt con la mobilitazione di lavoratori italiani coordinati da genieri germanici realizzarono una formidabile serie di fortificazioni in cemento armato, bunker, ostacoli anticarro e molti campi minati, che continueranno anche alla fine della guerra a mietere vittime civili.
Castel d’Aiano si trovava proprio nel mezzo della Linea Gotica. (Libro Circolo Culturale: Gabriele Ronchetti – I Giorni della Linea Gotica -).
Intanto a Castel d’Aiano avveniva un episodio che avrebbe lasciato un segno indelebile nella mente e nell’animo di chi ne fu testimone: la fucilazione di tre presunti partigiani o presunti simpatizzanti. La condanna a morte fu eseguita nella piazza principale del paese, ove i militi del G.N.R. avevano obbligato le persone che erano appena uscite dalla messa domenicale a presenziare, costringendoli con la forza. Il fatto avvenne il 23 aprile 1944. (vedi libro: Goffredo Gaggioli – La tua mano sulle mie mani – Ed. Ponte Nuovo Bologna).
Anche i tedeschi si macchiarono di crimini in molti paesi dell’Appennino.
A Castel d’Aiano fecero eccidi, uccidendo comuni civili innocenti solo per una spietata vendetta: a Labante tra il 26 e 29 settembre 1944 furono uccise dieci persone; a Predellino di Casino il 1 ottobre 1944 fucilarono sei donne, di cui cinque del medesimo nucleo famigliare.

Il fronte ebbe un periodo di stasi nell’inverno 1944/1945, ma non erano fermi i bombardamenti alleati che il 4 e 5 novembre 1944 colpirono pesantemente il paese di Castel d’Aiano ed il Santuario di Brasa, causando morti e feriti.
Andarono completamente distrutti il Santuario Mariano di Brasa, la chiesa parrocchiale ed il municipio con entrambi gli archivi e molte case vicino alla chiesa (vedi foto 3).

La notte fra il 18 e 19 febbraio 1944 riprese l’offensiva alleata che portò, dopo molte cruente battaglie, alla liberazione dei paesi dell’Appennino.
Castel d’Aiano vide, il 5 marzo 1945, l’arrivo delle truppe americane della X^ Mountain Division, che entrarono in un paese distrutto. A ricordo è stato eretto un monumento ai numerosi caduti di detta divisione.
Nei pressi di Castel d’Aiano, in battaglia, fu ferito il tenente Bob Dole, che in anni recenti è stato candidato alle presidenziali Statunitensi. Di recente, in occasione di una delle visite che i reduci della X^ effettuano nei luoghi ove hanno combattuto, è stato inaugurato un monumento al soldato scelto John Magrath, caduto eroicamente in azione di guerra.

Passata la guerra, gli abitanti di Castel d’Aiano hanno intrapreso con fatica, sacrifici e volontà l’opera di ricostruzione, hanno ripreso il lavoro nei campi, hanno riportato il paese nel suo attuale aspetto: un piccolo paese di montagna con una sua dignità e le sue caratteristiche che ne hanno sempre fatto una meta per le vacanze estive.
Per salvaguardare la memoria collettiva su tragiche pagine della nostra storia recente, per non doverle rivivere più e meglio illustrare cosa fu e come si svolsero le operazioni militari sulla linea Gotica, è stato realizzato un “Plastico multimediale della Linea Gotica”, opera interessantissima e forse unica nel suo genere, che può essere visitata anche e soprattutto da scolaresche.

Info e prenotazioni e per richiedere invio materiale informativo: Comune di Castel d’Aiano – tel. 051 6735718 

Comune di Castel d'Aiano

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Antifascismo e lotta di Liberazione
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Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel bolognese Comune per Comune, Bologna, ANPI, 1998