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Emilio Putti

26 Settembre 1840 - 11 Luglio 1885

Scheda

Il tenente colonnello Emilio Putti proveniva a un’illustre famiglia di pittori e scultori bolognesi che aveva visto alcuni suoi membri partecipare ai moti contro gli Austriaci e poi alle campagne militari per l’Indipendenza. Il padre era lo scultore Massimiliano Massimiliano, sulle orme del quale Emilio, nel 1853, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove risulta iscritto fino al 1857, aggiudicandosi alcuni premi. 

Emilio fu garibaldino insieme al fratello Marcello e in seguito ufficiale dell’esercito italiano. Giunto in qualità di Comandante del presidio a Massaua, il 2 luglio 1885 fu colpito da febbri tifoidee e ricoverato sulla nave ospedale “Garibaldi”; alcuni giorni dopo, l’11 luglio, fu trovato cadavere in mare. Le dure condizioni di vita dei militari italiani nel territorio africano da poco occupato e la scarsità di mezzi e risorse in cui si trovavano ad operare furono oggetto di accese polemiche nel dibattito politico e sulla stampa dell’epoca. Nel caso del colonnello Putti, “amato dai soldati come un padre”, fin da subito fu avanzata l’ipotesi che, al contrario di quanto affermavano i rapporti ufficiali del Ministero della Guerra, non si fosse trattato di un incidente accaduto “in un momento di delirio prodotto dal male”, bensì di un suicidio. Tale atto sarebbe stato determinato dal “malcontento del Putti” per “il modo col quale procedevano le cose nel Mar Rosso” e “dalla stanchezza per la guerra a lui mossa dal colonnello Saletta”. Il ritrovamento di una corda che dal bordo della nave scendeva giù fino nell’acqua, dal lato in cui era stato trovato il cadavere, sembrò confermare questa versione dei fatti. Secondo alcuni “era con quella corda che il Putti si era calato lentamente in mare, onde evitare il rumore del tonfo, e così sfuggire all’amorevole violenza con cui tutti avrebbergli impedito di consumare il suicidio” (La morte del colonnello Putti, in "Il Resto del Carlino", 2 agosto 1885, contenente il rapporto del maggiore medico Panara sulle circostanze della morte di Putti).

La salma rientra a Bologna nel 1888, anno dell'Esposizione Emiliana. Alla mostra di Belle Arti allestita in San Michele in Bosco la famiglia presenta in suo ricordo tre opere: In attesa; Le prime armi del pretore; e Con vent'anni nel core, / pare un sogno la vita e pur si muore!, da identificarsi con Il ritorno delle rondini. Una breve segnalazione artistica viene data da Angelo De Gubernatis: pittore emiliano, residente a Bologna. Ricordiamo aver visto di questo artista alla Mostra di Bologna del 1888 tre lavori: In attesa; Le prime armi del pretore, e : ...Con vent'anni nel core. Pare un sogno la vita e pur si muore, assai ben disegati, e buoni per colorito e per esecuzione.

Mirtide Gavelli, Roberto Martorelli

Bibliografia: Enrico Panzacchi, Ode A Emilio Putti (Morto a Massaua il dì 11 luglio), Bologna, Stabilimento tipografico succ. Monti, 1885; Angelo De Gubernatis, Dizionario degli artisti italiani viventi, ed Gonnelli, Firenze, 1906