Progetto per monumento funebre

Progetto per monumento funebre

1810/1820

Scheda

Il bel disegno, ora nelle collezioni della Fondazione Carisbo, è opera di Giuseppe Muzzarelli, noto ornatista, allievo di Petronio Fancelli, che Bianconi, nella sua Guida edita nel 1845, dice ancora vivo, “operando con lode, in età sessagenaria”. Nel primo decennio dell’Ottocento, l’artista realizza nella Certosa bolognese numerosi monumenti funebri in cui è, solitamente, affiancato da pittori figuristi come Francesco Basoli (fratello del ben più noto Antonio), Pietro Fancelli, Vincenzo Rasori e Luigi Bendini. Esegue da solo il monumento funebre per Isabella Ranuzzi, moglie di Ercole Tanari, dimostrando capacità di affrontare anche le parti figurate.

Il progetto, all’interno di una finta nicchia con volta a botte a lacunari sostenuta da pilastri celati come lesene riquadrate, al di sopra di uno zoccolo liscio, presenta il sarcofago, poggiante su due basamenti a forma di “T” rovesciata, e coronato dal frontone con acroteri, recante al centro una lucerna. Al disopra del sepolcro, due angeli con la face rovesciata, sorreggono la lapide con l’iscrizione. Il monumento è concluso da un fastigio con al centro, entro un medaglione, il ritratto di profilo del defunto, affiancato da un leone e da un grifone.

Testimonianza dell’estrema cura nell’ideazione delle sue opere, con la possibilità di un riesame della primitiva soluzione adottata, è anche fornita
dallo stesso artista in una nota, conservata nell’Archivio Storico del Comune di Bologna, indirizzata alla Segreteria dell’Accademia. Muzzarelli comunica l’intenzione di modificare un progetto, relativo al sepolcro per la famiglia Gozzadini, presentato il 2 agosto 1819, in quanto ritiene che “il
cornicione riuscirebbe alquanto pesante, crederei bene di allegerire gli ornamenti del fregio e di ristringere la cornice. Così pure pensarei di omettere nello zoccolo il festone intrecciato con due faci sostituendovi uno scudetto in chiaro=scuro portante lo stema della casa suddetta”. Il segretario dell’Accademia, Leandro Marconi, nella lettera del 24 aprile 1820 al senatore Cesare Alessandro Scarselli, riguardo all’esecuzione si dimostra sicuro che, da parte del Muzzarelli, “non verranno trascurati tutti i pregi dell’arte… per rendere questo suo lavoro degno della pubblica approvazione”.

Il nostro progetto rivela una notevole vivacità grafica nella resa dei particolari, come l’angelo di sinistra che ha una grazia quasi parmigianinesca, mentre la ricchezza dell’apparato decorativo testimonia la conoscenza del repertorio classico a cui l’artista attinge a piene mani. Il monumento Ranuzzi ha un impianto simile, ma nella versione a fresco, semplificata, domina una rigidezza stereotipata che contrasta con la freschezza inventiva del disegno acquerellato.

Teresa Ferrari, Daniela Sinigalliesi

Testo tratto dal catalogo della mostra "Luce sulle tenebre - Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna", Bologna, 29 maggio - 11 luglio 2010.

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