Zuffa Angelo

Zuffa Angelo

20 Marzo 1891 - 20 settembre 1917

Note sintetiche

Causa della morte: Per ferite
Occupazione: Dipendente Poste e Telegrafo

Onorificenze

  • Medaglia di Bronzo al Valor Militare
    Destinato quale interprete di colonne irrompenti nelle linee nemiche, marciava sempre alla testa, entrando ovunque per primo nei posti avversari. Percorreva, sotto il fuoco, più volte, il terreno interposto tre le colonne, per guidarle ai loro obiettivi. Concorreva validamente alla cattura di prigionieri, e dava tutto se stesso, al buon successo dell'azione, esempio ai compagni di coraggio e di spirito di sacrificio. - Val Sugana, 17 settembre 1917

Scheda

Zuffa Angelo, (Medaglia di bronzo al valor militare), di Germano, soldato nel 3° reggimento Genio telegrafisti, nato a Medicina nel 1891, dimorante a Medicina, morto per ferite nella 15° sezione sanità il 20 settembre 1917. Fattorino telegrafico. Celibe.

"Classe 1891 – Soldato nel 3° Regg. Genio. Morto il 20 settembre 1917 nel vallone di Grigno (Valsugana) per fratture multiple da sfracellamento. Sepolto nel cimitero Parrocchiale di Pieve Tesino (Trento). Decorato della med. Di bronzo al V. M.: “Quale interprete di reparto avanzato, spontaneamente si offriva all'assalto di trincee nemiche, entrando in esse per primo con mirabile slancio e sprezzo del pericolo, incitando così con l'esempio compagni a seguirlo. Valsugana, 17 settembre 1917”. Encomio solenne: “Con sprezzo del pericolo, in pieno giorno, in zona battuta dalla fucileria e dalle mitragliatrici avversarie, si recava volontario a riallacciare la comunicazione telefonica con un posto avanzato, momentaneamente caduto in mano nemica, e che era stato riconquistato dai nostri. Cima Pallone, 5 maggio 1916”. Croce di Guerra – Med. Camp. Libia – Camp. 1915-18

Aveva partecipato alla guerra Libica rimanendo per oltre 17 mesi sotto l'insidia nemica, dando bella prova di virtù militari per ardimento e consapevolezza del dovere. Congedatosi ottenne un impiego a Bologna presso l'amministrazione delle Regie Poste e Telegrafi, facendosi presto distinguere per la sua diligenza ed operosità. Spirito vivace, compreso nel puro ideale di Patria, fu fra coloro che videro necessaria la lotta affinché l'Italia, integrata nei suoi legittimi confini, fosse più grande, più rispettata, più gloriosa. Venuta l'ora della riscossa rinunciò all'esonero che gli sarebbe spettato per l'impiego ricoperto, né volle rimanere in un ufficio postale delle retrovie. Chiese di ritornare al suo reggimento ed essere destinato presso i reparti di prima linea. Fu nel Trentino in Val di Ledro, poscia in Valsugana a contatto con le truppe operanti e partecipò volontario a diversi fatti d'arme offrendo esempio di spirito di sacrificio e valore. Ferito non gravemente in un pericolosissimo allacciamento telefonico eseguito in pieno giorno sotto il tiro nemico, mentre veniva trasportato dall'Osp. Da Campo 085 al treno sanitario di Grigno, un incidente all'autoambulanza improvvisamente lo travolgeva coi compagni in un profondo burrone, troncando i suoi sogni dorati". (Testo tratto da 'In memoria dei medicinesi caduti per la patria 1915 - 1918', Medicina, Tipografia Luciano Luminasi, 1933).

Note: Per Albo d'Oro: morto il 20 settembre 1917 nell'ospedale da campo 085 per ferite riportate in combattimento. Nel settembre 1917 sia la 15 Sezione di Sanità che l'ospedale da campo 085 erano a Pieve Tesino (Tn).

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