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La battaglia di Tolmino – l’attacco di agosto 1915

Battaglia 1 - 31 Agosto 1915

Schede

La difesa frontale austriaca di Tolmino era affidata alle due colline Santa Maria e Santa Lucia, poste all’interno dell’ansa che il fiume Isonzo descrive nei pressi della cittadina; le due colline hanno una base ellittica e nella loro attaccatura formano una sella fra le località di Kozarsce e Modrejce; gli austroungarici avevano organizzato un sistema di trincee fra loro parallele e collegate ai capisaldi di quota 509 e quota 453 sul Santa Maria, mentre sul Santa Lucia si trovavano alla quota 575 (cima nord), quota 588 (cima sud) e quota 510 sottostante la cima sud. Gli attacchi italiani, tutti respinti, già dall’inizio della guerra si sviluppavano dalla zona di Volzana e da quella di Selo.
Nell’agosto 1915 l’attacco diretto a Tolmino per fondo valle Isonzo, fu affidato al gruppo alpini A e al 5° Bersaglieri; il gruppo A per sponda sinistra doveva occupare la cittadina di Dolje e il monte Castello (quota 428), quindi penetrare nell’abitato di Tolmino; il 5° Bersaglieri per sponda destra aveva il compito di forzare lo sbarramento del ponte di San Daniele, facilitato dalla azione della 7° Divisione contro il Santa Maria, per poi piombare dentro a Tolmino in aiuto agli Alpini del gruppo A. Nei giorni 14 e 15 agosto, i battaglioni di prima linea del gruppo A (Ivrea - Cividale -Val Baltea - Val Toce) si portarono a circa 100 metri dai reticolati nemici di Dolje, un attacco di sorpresa fu tentato il giorno 16 senza successo. Contemporaneamente al movimento, la 7° Divisione si fece sotto al Santa Maria con la Brigata Valtellina (65° e 66° ft.) e al Santa Lucia con la Brigata Bergamo (25° e 26° ft.). Particolarmente dura fu l’azione della Brg. Valtellina nei giorni 14 e 15 agosto contro le difese nemiche del ponte di San Daniele e di Volzana; fu tentata pure la conquista del primo gradino di roccia (quota 286) del Santa Maria, riuscita solo il giorno dopo con una serie di attacchi e contrattacchi che costarono pesanti perdite.
Sul Santa Lucia la prima linea austroungarica era sistemata alla quota 300, seguiva poi il piede della altura sino a Kozarsce; la Brg. Bergamo con azione improvvisa e violenta nel pomeriggio del giorno 16 attaccò centralmente, riuscito lo sfondamento i battaglioni di riserva accerchiarono i due tronconi della linea nemica che si erano formati, penetrando nelle trincee e facendo alcune centinaia di prigionieri con bottino di armi e munizioni. L’arrivo dei rinforzi austriaci innescò una serie di contrattacchi portati nei giorni dal 18 al 20 agosto, faticosamente respinti. Nel proseguo del piano per la conquista di Tolmino, il comando della 7° Divisione dispose che i battaglioni Alpini Susa e Val Pellice (gruppo B), forzassero il passaggio del ponte di San Daniele, mentre la Brg. Valtellina, un battaglione di Bersaglieri e il btg. Alpino Exilles dovevano riprendere l’azione contro il Santa Maria; alla Brg. Bergamo, rinforzata da reparti di Bersaglieri e Alpini era ordinata la conquista della intera collina di Santa Lucia. L’avversario, intuito le mosse italiane, aveva spostato la propria artiglieria in modo da inquadrare in pieno il terreno della battaglia che si andava preparando. La notte sul 21 agosto il btg. Susa riuscì a intaccare le difese del ponte di San Daniele; nel pomeriggio del 21 iniziò l’attacco su tutta la fronte falde del Santa Maria – Selo. Il 66° ft. della Valtellina verso sera prese e mantenne il gradino di roccia della quota 286 del S. Maria, mentre l’attacco contro il Santa Lucia fu da subito controbattuto dalla artiglieria nemica, la manovra della fanteria italiana nel suo complesso ne risultò paralizzata. Il giorno 22 riprese l’avanzata; la Brg. Bergamo ritentò l’assalto al Santa Lucia, ancora una volta il concentramento di fuoco avversario la immobilizzò appena uscita dalle trincee, infliggendo perdite gravi alle sue truppe. Il XIV btg. Bersaglieri riuscì a penetrare nelle difese della quota 588 (cima sud) del Santa Lucia sistemandosi in attesa del contrattacco nemico; il tiro delle batterie austriache isolò gli italiani impedendo l’arrivo dei rinforzi, le riserve avversarie attaccarono alla baionetta e la lotta durò diverse ore, poi i superstiti del XIV btg. Bersaglieri ripiegarono alle linee di partenza lasciando sul terreno 13 ufficiali e 400 uomini di truppa. La battaglia non era ancora terminata, il nemico si concentrò sugli Alpini del btg. Susa che erano riusciti ad impossessarsi all’alba del 21 agosto del ponte di San Daniele, sbucando sulla sponda sinistra dell’Isonzo; contro la piccola testa di ponte che si era così formata si scagliarono i reparti austriaci provenienti da Tolmino, sostenuti dalla loro artiglieria che batteva la sponda destra impedendo l’arrivo dei rinforzi italiani; gli Alpini attesero la notte del 22 agosto per sganciarsi e abbandonare il terreno conquistato.
Nelle operazioni dal 14 al 22 agosto, la sola 7° Divisione subì la perdita di 97 ufficiali e 2284 soldati. Bloccato l’attacco frontale a Tolmino, il comando della 2a Armata sospese l’azione per tentare una manovra di avvolgimento; nei giorni 28 e 29 agosto, l’89° rgt. fanteria, i btg. Alpini Intra e Val d’Orco tentarono la conquista del Mrzli, estrema costola rocciosa della catena del Monte Nero protesa su Tolmino, mentre la Brg. Bergamo, il 158° rgt. fanteria e il 5° Bersaglieri operarono contro il Santa Lucia. Il valore espresso dai soldati italiani non ottenne alcuna ricompensa in terreno conquistato. La sera del 29 agosto tutte le operazioni per la conquista di Tolmino furono sospese.

Paolo Antolini