Salta al contenuto principale Skip to footer content

Fanteria - 145° e 146° reggimento, brigata Catania

Schede

Costituita tra il marzo e l'aprile 1915 dai depositi del 3° e 4° Fanteria.

Anno 1915
La Brigata, destinata alle dipendenze della 26a divisione, giunge in Friuli nella prima metà di giugno: nei pressi di Tolmezzo trascorre un periodo dedicato alle esercitazioni. Preceduta da alcuni battaglioni, la Brigata viene dislocata in linea nella seconda metà di luglio, assieme a reparti alpini, nei sottosettori compresi tra l'Alto But e Monte Paularo (sopra Paluzza). Qui vi rimane sino alla fine dell'anno, esercitando una costante attività di pattuglia nonché compiendo lavori di rafforzamento.

Anno 1916
Per i primi quattro mesi dell'anno la "Catania" rimane dislocata nella zona carnica, fino a che non è inviata presso Palmanova, passando sotto il comando della 19a divisione. Dopo una serie di trasferimenti, i due reggimenti vengono divisi: nel giugno il 145° entra in linea nelle posizioni comprese tra la Val Canaglia e le pendici del Monte Pau – nel Vicentino, agli ordini della 20a divisione – mentre il 146° col comando di Brigata viene impiegato tra Corte di Zané e Monte Summano. Alla fine di giugno, alla "Catania" riunita è affidata la difesa della Val d'Astico, dove inizialmente schiera il 146°. Qui la Brigata è impegnata nel tentativo di conquista dell'Altipiano di Tonezza: il 27 alcuni reparti sostengono l'azione che truppe della 9a divisione svolgono contro il Monte Cimone. Sino al 30 giugno si cerca di avanzare verso le pendici della montagna, ma le asperità del terreno e la reazione austriaca non permettono che lievi progressi. Ai primi di luglio il 145° arriva in sostegno del 146° ma, ancora, i risultati dell'azione risultano vani. L'attacco viene ripreso dopo una pausa di due settimane, il 21 luglio: quattro giorni dopo, però, la "Catania" è sostituita dalla "Pistoia" e messa a riposo tra le località di Piovene e Rocchette, sempre nel Vicentino.
A metà dell'agosto la Brigata è inviata, a disposizione del XIV Corpo d'Armata, tra Tapogliano e Crauglio, in Friuli, dove attende ad un periodo di riordino: a metà del settembre è quindi trasferita a Begliana, dove il 17 agosto il 145° è nuovamente operativo – sul Debeli, agli ordini della 16a divisione – mentre il 146° rimane a disposizione del comando del VII Corpo d'Armata. Il 10 ottobre viene lanciata un'azione mirante alla conquista di quota 144: a costo di grosse perdite (sono quasi 1300 gli uomini a cadere sotto i colpi del nemico), in tre giorni l'occupazione si concretizza. Un mese dopo, la truppa è sostituita dalla "Cremona" e trasferita nella zona di riposo compresa fra San Lorenzo, Bozzatta e Lovara (nei pressi di Trissino); il 14 dicembre, infine, la "Catania" torna in linea sul Debeli sempre sotto il comando della 16a divisione.

Anno 1917
Nel gennaio, gli uomini vengono trasferiti dal settore del Debeli in Veneto, nei pressi di Cittadella, a disposizione del comando della VI Armata. Verso la fine di febbraio i reggimenti passano sotto la 13a divisione: il 146° è in linea nel tratto che va da Monte Baldo a Passo Stretto (fra le odierne province di Trento e Verona), mentre il 145° si raccoglie a fine mese a Bosco Pian di Ronchelle (sopra Asiago). Dal marzo al giugno i reparti della Brigata si alternano a quelli della "Piemonte" e della "Pesaro" sulle posizioni di Monte Zebio, dove compiono attività di pattugliamento e lavori di rafforzamento.
Dopo un periodo di riordino presso Enego, nella prima metà di luglio la "Catania" è inviata, dopo un trasferimento durato dieci giorni, da Cismon al Vallone di Doberdò del Lago, agli ordini della 27a divisione. Il 145° reggimento entra in linea il 22 luglio, raggiunto il 30 dal 146°. A metà di agosto la Brigata è messa a riposo, mentre il 31 è di nuovo operativa tra quota 208 nord e Opatje Selo (it. Oppacchiasella) sotto il comando della 2a divisione. Il 21 settembre la Brigata è sostituita in linea dagli uomini della "Lazio".
Nel mese successivo, il 26 ottobre, la truppa è agli ordini della 4a divisione tra Pieris e Mortesins, a cavallo del fiume Torre. Il giorno dopo, poiché gli austro-tedeschi hanno lanciato la loro offensiva, gli uomini occupano le trincee della testa di ponte sull'Isonzo, abbandonandole solo dopo aver protetto il passaggio oltre il fiume delle truppe del XXIII Corpo d'Armata. Fatti saltare i ponti, la "Catania" raggiunge la zona compresa tra San Gervasio e Carlino; toccata Latisana l'ultimo giorno di ottobre, la truppa riceve l'ordine di tornare sulle posizioni nei pressi del fiume Stella per presidiarle. Nei pressi di Palazzolo, però, compagnie di avanguardia si trovano a combattere con reparti nemici, che vengono respinti ed in parte catturati. Poiché la pressione avversaria si sta facendo troppo intensa, la Brigata è costretta a ripiegare: il 1° novembre viene passato il Tagliamento, con la "Catania" che si attesta nelle posizioni vicino Stiago (ad est di Portogruaro) alle dipendenze della 28a divisione.
Dopo alcuni trasferimenti il 145° reggimento è il 4 novembre a San Donà di Piave, per costituire una testa di ponte a Musile e difendere il locale ponte ferroviario; il 146°, invece, viene fatto schierare sul Piave il 9 novembre, presso Zenson. Il 12 il nemico riesce ad oltrepassare il fiume nel settore presidiato dal 146°, che però riesce ad arrestarlo grazie a diversi contrattacchi.
Dal 19 dicembre fino alla fine dell'anno la Brigata è a Carbonera (nel Trevigiano) per riordinarsi.

Anno 1918
A metà del gennaio la Brigata è dislocata tra Meolo e Casale sul Sile (a sudest di Treviso), alle dipendenze della 61a divisione. Tra il 24 gennaio ed il 21 febbraio la "Catania" opera a cavallo del Piave, tra San Donà e Musile (nel tratto Cà di Rosa-Cà Gradenigo), quindi nel marzo – dopo un periodo di riposo – è di nuovo in linea nel medesimo settore. Qui i reggimenti si alternano fino alla Battaglia del Solstizio: al lancio dell'offensiva da parte degli austro-tedeschi, il 15 giugno, gli uomini riescono col concorso di altri reparti a fermare il nemico che aveva oltrepassato il fiume sulle linee Cà Malipiero, Cà Bellesine, Cà di Rosa. Per fronteggiare la continua pressione avversaria, alla Brigata è assegnata la difesa del tratto di fronte compreso tra Meolo e Millepertiche (nel Veneziano). Dopo aver resistito anche il giorno successivo, il 19 il 146° è inviato a riposo, nei pressi di Altino (sulla Laguna Veneta), dove il 20 giugno è raggiunto anche dal 145°. Nel periodo in cui è stata impiegata in combattimento, la "Catania" ha lasciato sul campo 3000 uomini della truppa e 85 ufficiali.
Al termine di diversi trasferimenti, a metà del luglio la Brigata è nel Vicentino tra Motta, Cresole e Chiesa di Vivaro, dove attende ad un periodo di riordino. Pochi giorni e la truppa si sposta a sudovest di Vicenza, tra Tavernelle e Sovizzo; il 15 agosto è quindi inviata sul Monte Pasubio, a sua difesa. Il 1° ottobre gli uomini sono rilevati dalla Brigata "Piceno" e tradotti nei pressi di Schio, poi il 6 la "Catania" è nel Padovano, a Campodarsego, quindi ritorna nel Trevigiano, vicino Vedelago. La notizia della firma dell'armistizio coglie gli uomini fra Torreselle ed Ospedaletto, poco oltre Castelfranco Veneto.

Andrea Spicciarelli

FONTE: Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Vol. VI, Roma, Libreria dello Stato 1928, pp. 88-92