Pincherle Leo

Pincherle Leo

4 Luglio 1910 - 25 Ottobre 1976

Note sintetiche

Scheda

Leo Pincherle nasce a Bologna il 4 luglio 1910. E’ figlio di Maurizio Pincherle, noto pediatra che sarà, dal 1929, direttore della clinica pediatrica Gozzadini, in tempi in cui la pediatria era ancora una disciplina relativamente giovane. Il nonno paterno è Salvatore Pincherle, uno dei padri dell’analisi funzionale, primo matematico italiano ad essere nominato presidente dell' International Mathematical Union e docente presso l’università di Bologna dal 1881 fino al suo ritiro per limiti d’età nel 1928. La madre, Lidia Bolaffio è figlia di Leone, giurista e professore di diritto commerciale nonché attivo propulsore della tecnica stenografica, di cui si interessa fin dai primi anni di studi universitari e alla cui storia e sviluppo in Italia il suo nome è strettamente legato.

E’ dai nonni materni che Leo, ad appena due anni, andrà a stare in seguito alla prematura morte della madre e fino al matrimonio in seconde nozze del padre con Gilda Cameo. E’ di nuovo con i nonni materni che Leo rimarrà per finire gli studi ginnasiali a Bologna quando la famiglia Pincherle si trasferisce a Siena per seguire Maurizio, cui sono state affidate la cattedra e la direzione della clinica pediatrica dell’Università di Siena. Terminati brillantemente gli studi liceali, Leo si iscrive a Fisica e nel 1931 consegue la laurea. I quattro anni successivi Leo li trascorre a Roma, presso il laboratorio di Enrico Fermi in via Panisperna. Il 1936 lo vede sposato e professore incaricato del corso di Fisica teorica presso l’Università di Padova. Rimane però in contatto con il “gruppo di via Panisperna” e comunque Fermi non si dimentica di lui quando, in una lettera al rettore della Columbia University datata 22 settembre 1938, ringraziando per la disponibilità a inviargli una lettera di invito a ricoprire una cattedra e quindi a giustificare l’espatrio, coglie l’occasione per dare al rettore americano “alcune informazioni sulla situazione dei fisici italiani che hanno perso la loro posizione per motivi legati alla razza”. Di Leo così scrive: “Leo Pincherle, ex professore associato di fisica teorica a Padova (circa 30 anni d'età, sposato, con uno o due bambini). Ha pubblicato studi piuttosto interessanti sui problemi di intensità delle linee a raggi X”.

In effetti, nel settembre 1938, all’applicazione della prima legge razziale che prevede l’espulsione da tutte le scuole di insegnanti di origine ebrea, Leo ha 28 anni, un figlio di un anno e la moglie, Nora Cameo, nipote di Gilda, è incinta del secondo figlio. Nel presentare la situazione dei suoi passati e presenti giovani collaboratori, Fermi intende favorire la loro possibilità di trovare lavoro negli Stati Uniti e comunque fuori dai confini italiani. Leo non andrà negli Stati Uniti ma nel 1939 verrà chiamato dal prof. Flint ad insegnare al King's College di Londra. Ma la seconda guerra mondiale è scoppiata, il viaggio verso l’Inghilterra pieno di incognite e i coniugi Pincherle, che già da prima della nascita del secondo figlio sono a Zurigo presso i parenti svizzeri di Nora, vengono convinti a lasciare il piccolo Aldo Italo in Svizzera. Purtroppo il bambino si ammalerà e morirà a soli 9 mesi.

Nel 1940, all’entrata dell’Italia in guerra a fianco della Germania, Leo viene internato ma, su richiesta dell’Università, dopo 5 mesi viene rimesso in libertà e riprende l’insegnamento. A guerra conclusa, il padre Maurizio si auspica un ritorno di Leo in Italia, come risulta evidente da alcune annotazione sui suoi diari. Leo sceglierà di restare in Inghilterra dove, nel 1948, gli viene offerta la posizione di direttore scientifico del Telecommunications Research Establishment (TRE) di Malvern. In Inghilterra resterà per il resto della sua vita rientrando in Italia solo per passare delle vacanze con la famiglia nelle Marche, a Palombina, nella villa della zia acquisita Ada Cameo Sinigaglia.

Il suo principale campo di ricerca fu la teoria delle bande e, dalle parole di Ernst Sondheimer che scrive il necrologio apparso sulla rivista scientifica Nature, Leo Pincherle, soprattutto, amava insegnare e stare in contatto con i suoi studenti e a sua volta da essi era molto amato. La morte lo coglie improvvisamente a 66 anni. Sempre nel necrologio su Nature, Sondheimer scrive: “His sense of humour, dry and delicious, showed in his fund of stories about well-known contemporaries - always amusing and never malicious. His quiet demeanour concealed plenty of fire and imagination, as you soon discovered when you partnered him at bridge. He was the most knowledgeable of men on fundamental aspects of European culture and history and wore his learning lightly; his love of music and the arts was intense, his taste discriminating. He was, in the best sense, both very Italian and very English, combining in his person that internationalism in science and that European spirit which it is so necessary to keep alive today.” [Il suo senso dell'umorismo, asciutto e delizioso, si ritrovava nel suo infinito repertorio di aneddoti su suoi famosi contemporanei – aneddoti sempre divertenti e mai maliziosi. Il suo atteggiamento tranquillo nascondeva una riserva di fuoco e di immaginazione, come si poteva ben notare quando lo si aveva come partner al bridge. Era estremamente erudito sugli aspetti fondamentali della cultura e della storia europea ma non faceva pesare la propria conoscenza; il suo amore per la musica e le arti era intenso, il suo gusto discriminante. Era, nel senso migliore, sia molto italiano che molto inglese, unendo nella sua persona quell'internazionalismo nella scienza e quello spirito europeo che è così necessario mantenere vivo oggi.]

Le ceneri di Leo Pincherle, come da sua volontà, sono conservate, assieme a quelle dei nonni Bolaffio, della madre Lidia e del piccolo Aldo Italo, nella tomba Bolaffio Pincherle nel Cinerario della Certosa di Bologna.

Marina Zaffagnini

Bibliografia: Cronaca di un esilio. Un pediatra ebreo tra persecuzione e sofferto rientro (1938-1946), Affinità Elettive Edizioni, Ancona 2011; sito storiamemoria.it (progetti con le scuole superiori di cui il liceo Fermi), Intervista a Ginetta Pincherle (aprile 2006); 20th Century Physics: Essays and Recollections - A Selection of. Historical Writings by Edoardo Amaldi, World Scientific, Singapore 1998; Ernst Sondheimer, Professor Leo Pincherle (obituary), Nature, vol. 266, part 5998, page 202, 1977.

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