Pianoro (BO)

Pianoro (BO)

1866 | 1945

Scheda

Situato alle porte di Bologna, sulla Strada della Futa che porta a Firenze, il Comune di Pianoro si estende su di un territorio prevalentemente collinare di 107 Kmq e conta oggi oltre 16.500 abitanti.
Nelle cornice delle valli del Savena e dello Zena si trovano le cinque frazioni di Rastignano, Pian di Macina, Botteghino di Zocca, Pianoro Vecchio-Livergnano e Pianoro Nuovo che è il capoluogo dove, dal dopoguerra, ha sede il municipio ubicato sulla Piazza dei Martiri.
Fino al 1866 esistevano sul territorio due distinte municipalità, allorché venne istituito il nuovo Comune sorto dall’unione di Pianoro e di Musiano. Questa unificazione era stata ufficialmente sancita l’anno precedente, esattamente il 17 dicembre 1865, da un regio decreto del neocostituito Regno d’Italia.
La popolazione si aggirava, in quegli anni, attorno ai 5.000 abitanti e era concentrata in alcuni borghi, mentre numerose erano le case sparse con i poderi in mezzo a una rigogliosa campagna.
Sotto l’influenza della vicina Bologna, si diffusero col nuovo secolo le idee socialiste e nel 1914, alle elezioni amministrative, la lista delle organizzazioni operaie di tendenza socialista conquistò la maggioranza. Fu eletto Sindaco Umberto Bianconcini, calzolaio del PSI, riconfermato nelle comunali dell’autunno del 1920.
Secondo il censimento del 1921 il Comune contava già 10.237 abitanti e la vita dei pianoresi era ancora legata alla terra attorno alla quale si era consolidata una duratura organizzazione sociale basata sulla famiglia patriarcale.
Con l’avvento del fascismo il lavoro del Sindaco e dei Consiglieri Comunali venne fortemente osteggiato. La Giunta comunale dovette riunirsi fuori dal Municipio quando ormai le violenze fasciste arrivarono al punto da mettere in pericolo l’incolumità delle persone. Il 12 agosto del 1921 il Consiglio Comunale fu costretto a dimettersi.
I pianoresi che scelsero il campo della lotta armata si aggregarono prevalentemente in gruppi che formarono poi la 62a Brigata “Garibaldi”.
Le azioni partigiane di questa formazione si svolsero su di un vasto territorio che si estendeva tra la strada statale della Futa e la strada Montanara e non sono separate fra Comune e Comune.
Agli inizi dell’ottobre del 1944, dopo lo sfondamento della Linea Gotica e dopo diversi bombardamenti aerei e cannoneggiamenti che avevano già ripetutamente colpito gli abitanti della frazione di Livergnano e del capoluogo, Pianoro venne raggiunta dalle truppe alleate.
Il 14 ottobre gli anglo-americani riescono a spezzare la difesa tedesca e conquistano lo sperone di Livergnano (m. 556), a cavallo tra la Strada Statale n. 65 per il Passo della Futa.
Il 27 ottobre successivo l’offensiva alleata si arrestò.
La restante parte del territorio comunale divenne così teatro di scontro fra le armate contrapposte per i lunghi mesi di sosta del fronte durante tutto l’inverno 1944-1945.
Gravissime furono le conseguenze per la popolazione.
Roberto Vitali, nel suo saggio “Pianoro, storie ed immagini di un antico Borgo”, così le ha descritte: “Il 14 ottobre gli alleati conquistarono Livergnano. La gente sentiva che la liberazione era imminente (…). Così però non fu (…). Cominciò così l’evacuazione della popolazione civile dalle zone di guerra. I residenti a sud del fronte sfollarono verso Firenze, Siena e Roma, nei centri profughi appositamente allestiti dagli alleati. Quelli a nord furono costretti da un’ordinanza del Comando tedesco a lasciare il paese entro cinque giorni dalla data del bando.
Durante la lunga sosta del fronte, dell’autunno e dell’inverno fino all’aprile del 1945, i bombardamenti aerei e terrestri su Pianoro si intensificarono: alla fine del conflitto il capoluogo – secondo le stime ufficili del Genio Civile – fu distrutto al 98,5%, così da meritare l’appellativo di Cassino del Nord”. (Tanto che la rinascita del capoluogo di Pianoro è avvenuta in un luogo diverso dall’antico).
Il CLN locale, attraverso i contatti presi con i pianoresi raccolti nei centri profughi di Bologna, giunse alla scelta del Sindaco nella persona di Adriano Colombo repubblicano.

 

Brani tratti da L. Arbizzani, “Antifascismo e lotta di Liberazione nel bolognese – Comune per Comune”. ANPI, Bologna, 1998.

Pianoro, dicembre 2007

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Pianoro, Strada Statale 65 - parte prima
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Da un'idea di Raffaele Gaudioso, le ricerche storiche di Riccardo Campi e la regia di Matteo Belli

Pianoro, Strada Statale 65 - parte seconda
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Pianoro, Strada Statale 65 - parte terza
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Documenti
Antifascismo e lotta di Liberazione
Tipo: PDF Dimensione: 17.01 Mb

Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel bolognese Comune per Comune, Bologna, ANPI, 1998

La Resistenza per le vie di Pianoro
Tipo: PDF Dimensione: 383.28 Kb
Vie, piazze, monumenti, edifici dedicati ai partigiani di Pianoro,
A.N.P.I. Pianoro - 8 marzo 2007
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