Palazzo e molino Pizzardi

Palazzo e molino Pizzardi

Scheda

Il Mulino di Ponte Poledrano, situato sul canale Navile, fu fondato nel 1352 dalla nobile famiglia bolognese dei Lambertini. Tale complesso con le sue pertinenze subì molteplici e varie vicissitudini storiche fino a che nel 1811 il marchese Carlo Bentivoglio d'Aragona vendette a Camillo e Gaetano Pizzardi, esponenti di una delle famiglie bolognesi più influenti, l'intero possedimento. Carlo Alberto Pizzardi, nella seconda metà del XIX secolo, ne fece la tenuta agroindustriale più importante della pianura bolognese, riportando il Mulino all'antico splendore. Intorno agli anni Ottanta Pizzardi avviò un completo rifacimento dell'edificio, sia tecnologico che estetico, rendendolo parte integrante di un complesso liberty che comprendeva anche la residenza del proprietario, progettato da Alfonso Rubbiani e decorato dai maestri dell'Aemilia Ars. Morto Carlo Alberto Pizzardi, nel 1922 le sue proprietà passarono all'Amministrazione degli Ospedali di Bologna, Mulino compreso. L'Amministrazione avviò subito un ulteriore ammodernamento tecnologico dell'opificio e lo diede in gestione alla famiglia Calanchi, che ne rimase titolare fino alla sua chiusura nel 1974. Attualmente il Mulino Pizzardi si presenta come una delle testimonianze più preziose del patrimonio industriale italiano: conserva infatti ancora intatta gran parte del proprio apparato produttivo, fatto di macchinari, trasmissioni, turbine e molto altro.

Daniela Schiavina

In collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna

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L'economia bolognese dall'unità alla grande crisi agraria - 1859 | 1880
L'economia bolognese dall'unità alla grande crisi agraria - 1859 | 1880

Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

Documenti
Eredità di Carlo Alberto Pizzardi (L')
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La storia di Bologna passa anche attraverso la generosità del marchese Pizzardi, al quale si devono restauri illustri e due dei maggiori ospedali cittadini.

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