Teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati

Teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati

Scheda

Il teatro di Villa Aldrovandi Marescotti Mazzacorati rappresenta l’unica testimonianza bolognese di una tradizione aristocratica assai antica e vivace non solo a Bologna, o nelle città emiliane, ma anche nell’Italia settentrionale. La maggior parte della documentazione che potesse spiegare questo corpo di fabbrica in relazione al progetto generale di ristrutturazione della villa (di cui fa parte) è andato distrutto con la guerra. Di ugual destino sono stati anche tutti gli altri teatrini esistenti nelle campagne bolognesi dove i nobili vi costruivano le residenze estive.

E’ grazie alla volontà di Gianfrancesco Marescotti, appassionato di teatro e attore dilettante, se il corpo di fabbrica viene costruito e funge da perno a tutta la ristrutturazione e rifacimento della facciata della villa a partire dal 1761, data in cui Gianfrancesco eredita tutti gli averi alla morte del padre, inizia, di fatto, la ristrutturazione e costruzione del teatro. Questo edificio viene costruito nell’ala di mezzogiorno dietro all’emiciclo di sinistra. E’ possibile accedervi attraverso un atrio tribolato ricavato tra lo spazio di risulta tra la sala e il portico e/o le porte situate ai lati dell’arcoscenico. Il sottopalco può ospitare fino a 200 sedie mentre il palcoscenico può estendersi in profondità. Accanto alla platea è presente un vano adibito a deposito dell’attrezzeria e guardaroba mentre una scaletta, situata nell’ultima stanza dell’appartamento di facciata, conduce ad un ballatoio dal quale è possibile accedere ai palchi. Non bisogna pensare erroneamente a questo teatro esclusivamente come un mero elemento di svago o dimostrazione di uno status sociale. E’ vero che gli aristocratici del tempo amavano essere i protagonisti delle diverse attività che ruotavano intorno al proprio teatro, (dallo scrivere o modificare delle opere, dal metterle in scena o recitare le parti dei protagonisti) ed è altrettanto vero che questa era una delle varie attività caratterizzanti le varie feste che spesso coinvolgevano zone diverse della villa. Sta di fatto però che nel 700, questa attività legata alla recitazione diede vita ad un vero e proprio teatro dilettantesco aristocratico, in concorrenza con quello del teatro pubblico, basato su una produzione più colta e raffinata.

All’inaugurazione del teatro Marescotti, ad esempio, avvenuta il 24 settembre viene messo in scena l’Alzira di Voltaire. Il teatro si caratterizza anche per la presenza di 24 cariatidi o di sirene in stucco che sostengono le balconate. Dagli inventari, che ad es. ci hanno potuto confermare che il teatro è definitivamente terminato nel 1772, non è stato possibile collocare queste figure decorative nel tempo. Non ci è dato sapere chi le ha realizzate ne quando. Sono state fatte diverse ipotesi ma con risultati incerti. L’unico elemento certo è la presenza di queste figure in diversi teatri italiani. Di tutto questo universo dilettantesco non resta nulla di materiale, come apparati di scene o costumi, si può solo intravedere qualcosa leggendo le cronache del tempo. La famiglia Mazzacorati, oltre al loro stemma presente sulla facciata della villa hanno posto, come testimonianza della loro presenza, il medesimo stemma sull’arcoscenico del teatro. Quest’ultimo, così come Villa Aldrovandi Marescotti Mazzacorati, dopo la metà del 900 ha subito diversi cambiamenti strutturali e restauri o lavori discutibili causati dalle diverse finalità d’uso del complesso. Oggi il teatro è visitabile su appuntamento ed ospita diversi eventi e visite guidate organizzate da associazioni culturali.

Angela Pierro

Bibliografia: Villa Aldrovandi Mazzacorati, Momenti del neoclassico tra Camaldoli e Belpoggio, edito Grafis Edizioni. I padroni della Villa, catalogo mostra, a cura di Marina Calore.

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