Omicidio di Aldo Fabbri

Omicidio di Aldo Fabbri

5 giugno 1910

Scheda

Due donne di paese speravano di riscattare le loro umili origini nella Bologna di fine Ottocento, ma si erano ritrovate a vendere il proprio corpo nei quartieri più squallidi della città. Adele Cavalieri e Rosa Tattini avevano entrambe un carattere irascibile e si provocavano a vicenda, il tutto di solito finiva quasi sempre in una zuffa. L’origine di queste liti si deve ad un uomo conteso. All’epoca del delitto, Adele Cavaliere aveva 27 anni, era mora avvenente e robusta, Rosa Tattini aveva 26 anni, bionda nonostante la chiamassero “la Bruna”, per la somiglianza con un’attricetta famosa di quegli anni. La sera del 5 giugno 1910 una fitta pioggia ricopriva Bologna, ma le due donne avevano comunque trovato il tempo per l’ennesima lite, vennero separate da alcune persone fra le quali l’amante della Cavalieri, Aldo Fabbri. Rosa Tattini dopo la lite giurò di vendicarsi e si diresse velocemente verso casa, andò ad armarsi di una rivoltella e uscì in cerca della nemica. Si incontrarono verso le 23.30 in via Mattuiani, la Cavalieri però era ancora in compagnia del Fabbri, che si era nuovamente messo in mezzo tra le due, e la Tattini gli sparò in piena faccia, uccidendolo all’istante.

Il delitto suscitò un grande panico fra gli abitanti della via Mattuiani. Il morto fu accerchiato da alcune persone accorse sul posto dopo aver sentito il rumore degli spari. Alcuni testimoni corsero ad avvertire la questura, mentre altri cercarono di fermare le donne. La Cavalieri venne inseguita dalla Tattini: temendo per la propria vita la Cavalieri si rifugiò in questura mentre la Tattini più tardi venne ritrovata in casa e degli agenti la trassero in arresto. Il dottor Luigi Gualandi verificò il decesso di Aldo Fabbri, che aveva il viso deformato dalle ferite. Le donne vennero interrogate separatamente e le due versioni combaciavano, anche se si davano la colpa a vicenda, fra insulti e ingiurie. La Cavalieri dichiarò in questura che quella sera aveva visto la Tattini in via Ruini e di averle chiesto la restituzione di una sciarpa. Al rifiuto della Tattini nacque un diverbio che si trasformò in una violento litigio, con pugni, graffi e morsi, finché i presenti non intervennero a dividerle. Più tardi la Tattini la aggredì in via Mattuiani, e sparò contro al Fabbri perché questi aveva prese le sue difese. La Tattini fu mandata in carcere e la Cavalieri trattenuta per essere ancora interrogata.

Loredana Lo Fiego

Bibliografia: Antonio Bagnoli, Nathalie Anne Dodd, Bologna criminale, il volto più inquietante e drammatico della ricca e placida capitale dell'abbondanza, Roma, Newton Compton, 2006

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