Magni Francesco

Magni Francesco

1828 - 1887

Note sintetiche

Scheda

Docente di clinica oculistica all'Alma Mater Studiorum. Insegnò all’Università di Bologna, in cui diresse la clinica oculistica e fu Rettore. Convinto patriota, nel 1848 partecipò alla battaglia di Curtatone. Gli sono dovute in particolare ricerche sulla microscopia. Carducci lo ricorda per il parere chiestogli in merito allo strabismo della figlia Albertina. E' sepolto alla Certosa di Bologna, Chiostro VII cortile lato est, pozzetto 331
Il busto su cippo quadrato si deve allo scultore livornese Salvino Salvini, professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna dal 1861 al 1893. Il ritratto realistico del defunto appartiene al gusto del tempo dove la scultura entra in competizione con la fotografia e allo stesso tempo avvolge i personaggi ritrattati di un'aura vagamente celebrativa, non dissimile da quelli dei monumenti destinati a piazze e giardini pubblici (es. il busto di Cavour per l'omonimo giardino pubblico di Bologna, opera di Carlo Monari). Qui il Magni spira un'aria profetica e ieratica cui contribuiscono la barba prolissa e lo sguardo fiero. Al di sotto del busto marmoreo che lo ritrae è apposta l'epigrafe che recita:
FRANCESCO MAGNI / CON DESIDERIO (..)MORI SEMPRE / DELLA TANTA SUA BONTA’ / POSERO / LA VEDOVA ROSINA EMILIANI / I FRATELLI I NIPOTI / REVERENTI AL NOME SUO / ILLUSTRE NELLA UNIVERSITA’ / DELLA QUALE FU MOLTANNI RETTORE / E DOVE PER PRIMO / PROFESSO’ CLINICA OFTALMICA / AMATO CON GRATITUDINE / DAI COLLEGHI DAI CITTADINI / PER I BENEFIZI DA LUI RESI / ALLA SCIENZA ALLA PATRIA / N. A SPEDALETTO DI PISTOIA / LUGLIO MDCCCXXVIII / M. IN SAN REMO / II FEB MDCCCLXXVII

Così viene ricordato dal celebre commediografo Alfredo Testoni (1856-1931) nel suo "Bologna che scompare" edito da Zanichelli nel 1905: "A un altro tavolo troneggiava la testa michelangiolesca di Francesco Magni, rettore dell'Università e presidente dell'Associazione Progressista. Era il rappresentante del partito liberale che aveva per capi i pentarchi, Zanardelli e Cairoli, Nicotera, Crispi e Baccarini, partito che ebbe per ultimo organo La Patria, sorta dalle ceneri del Matto, caduto il Mistrali. Dopo il Vignaldalferro, il Borsari, e il prof. Pietro Sbarbato, prese la direzione di quel giornale l'avv. Francesco Ballarini; (...) i quali non risparmiavano alcuno. Non risparmiavono nemmeno il Magni, che, a capo del partito progressista, doveva trovarsi spesso a contatto col giovane segretario Sacerdoti, di volto e di statura così differenti dall'illustre professore che a vederli insieme paravano proprio magni et... parvi."

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Il Resto del Carlino, anno 1 n.1, 20 marzo 1885. Bologna, Società Tipografica Azzoguidi