La Rotta del Reno a Casalecchio

La Rotta del Reno a Casalecchio

1 Ottobre 1893

Scheda

Il Museo del Risorgimento possiede una ricca documentazione fotografica sulle opere di ricostruzione della chiusa e di arginatura del Reno a Casalecchio che si deve ad Alessandro Cassarini, che seguì le diverse fasi su incarico della Provincia di Bologna.

La piena del fiume Reno, di portata eccezionale, avvenne il primo ottobre 1893. Un nubifragio violentissimo si abbatté la notte precedente sull’Appennino, causando l’ingrossamento di tutti i piccoli affluenti e del Reno stesso. A Casalecchio il livello delle acque si innalzò di ben cinque metri sul ciglio inferiore della chiusa, «provocando la tracimazione del canale e l’atterramento di una cinquantina di metri del robusto muro che lo conteneva».

Un nuovo alveo, scavato dal defluire violento delle acque dalla chiusa, assai più profondo rispetto al ciglio più basso della chiusa, richiamò rapidamente l’intero corso del fiume, lasciando inattiva la derivazione predisposta per far confluire le acque nel canale di Reno e mettendo seriamente in pericolo la stabilità della stessa chiusa. «Lo svuotamento del canale di Reno causò l’inattività di tutti i molini e officine che dalle sue acque traevano forza motrice, bloccò lo spurgo di una gran parte della rete fognaria di Bologna, e paralizzò la circolazione nel canale Navile, privando altresì della necessaria irrigazione un’estesa zona della bassa bolognese coltivata a risaia».

I pur immediati tentativi per non aggravare i danni e riattivare la deviazione dell’acqua compiuti dal Consorzio degli utenti del canale non sortirono alcun effetto, sia per gli scarsi mezzi disponibili, sia per il susseguirsi di nuove ondate di piena che ampliavano ulteriormente l’alveo e provocavano il crollo di altri tratti di sponda murata del canale. L’oneroso impegno di ripristinare la chiusa venne assunto dall’amministrazione Provinciale presieduta da Giuseppe Bacchelli, che usufruì dei fondi messi a disposizione dalla Cassa di Risparmio, all’epoca diretta dal consigliere provinciale Cesare Zucchini.

La ricostruzione, diretta dall’ingegnere Giuseppe Boriani, iniziò il 24 gennaio 1894, si concluse il 2 marzo ed impiegò circa 600 operai al giorno. Il rifacimento della derivazione delle acque nel canale di Reno permise la riattivazione delle attività economiche ad esso collegate già nella primavera di quello stesso anno. Contemporaneamente venne avviato un vasto lavoro di riattamento e di irrobustimento della chiusa per metterla al riparo dal rischio di nuove piene. Al termine dei lavori, che videro la partecipazione sia di imprese locali sia di altre regioni, la spesa complessiva fu di 488.000 lire, alle quali andavano aggiunte le 221.000 lire per la riapertura del canale e le 144.000 per il restauro dell’edificio della vecchia chiusa.

La campagna fotografica svolta offre una preziosa testimonianza non solo dell’imponente lavoro di ripristino, aggiungendo altre immagini come quelle della grande “bandiga” del 23 febbraio 1894 offerta agli operai, ai tecnici e alle autorità, in occasione della conclusione dei lavori. Una serie di 23 fotografie relative all'avvenimento, contenente anche immagini identiche a queste firmate da Cassarini, è conservata presso l'Archivio storico della Provincia.

Testo tratto da Cent'anni fa Bologna: angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi, Bologna, Costa, 2000.

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DOCUMENTARIO | BOLOGNA NEL LUNGO OTTOCENTO (1794 - 1914)
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Documentario - Bologna nel lungo Ottocento (1794 - 1914), 2008. La città felsinea dall'età napoleonica allo scoppio della Grande Guerra.

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Acque nascoste a Bologna
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