Il contributo di Medicina nella Grande Guerra

Il contributo di Medicina nella Grande Guerra

1915 | 1918

Scheda

Medicina, come ogni città, paese, villaggio, assistette nella prima quindicina del maggio 1915 alla partenza pei centri di mobilitazione dei militari appartenenti alle classi 1888 – 89 – 90 – 91 e 1892 (il 1893 era stato richiamato nell'aprile ed i giovani nati negli anni 1894 e 1895 si trovavano già sotto alle armi perché di leva). All'inizio delle ostilità e nei mesi successivi si effettuarono i richiami delle classi dal 1876 al 1887 e nel novembre furono arruolati i giovani nati nell'anno 1896. Nel settembre 1916 partirono le reclute del 1897 e nell'anno 1917 i nati nel 1898 e 1899. Pure nel 1917 si ebbe il richiamo delle classi 1874 e 1875 e vennero revisionati nuovamente tutti i riformati delle classi dal 1876 al 1898, che già nel 1917 ed anni precedenti, in epoche diverse, avevano passato altra visita. Dai dati raccolti dall'ufficio leva del Comune, si può rilevare che i medicinesi chiamati alle armi durante il periodo bellico (esclusa la classe del 1900) ammontarono a non meno di 2800, cifra in vero rilevante nei confronti della popolazione del paese aggirantesi sui quindicimila abitanti.

Allo scoppio della guerra, per effetto dei criteri di mobilitazione, i richiamati medicinesi si trovarono incorporati in diversi reggimenti. Nuclei assai numerosi si riscontrarono principalmente nel 28° e 120° Regg. Fanteria (il 120° aveva il deposito presso il 28°). Nuclei minori invece si ebbero nel 35°, nell'11°, nel 67° e 68° e nel 227° (avente quest'ultimo deposito presso l'80°) ciò sino all'anno 1916; in seguito tale omogeneità scompare e si rintracciano nuclei di soldati medicinesi soltanto nel 28° e 120°. Per l'arma dei bersaglieri, sempre riferendoci al periodo 1915 – 16, si nota che i contingenti dati da Medicina venivano assegnati al 6° ed al 15° avente il deposito presso il 6°. I grafici riportati in fondo al presente opuscolo dimostrano l'entità del contributo di sangue versato dai soldati medicinesi in quegli anni di sacrificio e di eroismo.

Nel 1915 i caduti furono quarantacinque di cui ventotto morti in combattimento sulla fronte Giulia, uno in Cadore, uno sul Trentino, tre in Libia e dodici in ospedali militari per morbo infettivo contratto nell'adempimento del dovere. Nei sanguinosi scontri di questi primi mesi di guerra, dieci medicinesi incontrarono morte gloriosa sul Podgora, sei sulle pendici del M. S. Michele, tre sul M. Sabotino, cinque nella zona di Plava e quattro nei pressi di Monfalcone. Dei quarantacinque caduti nel 1915, quattordici appartenevano al 28° Fanteria, tre al 120°, tre al 35°, due alla Brigata Casale (11° e 12°), quattro alla Brigata Palermo (67 – 68), due al 6° Bersaglieri ed il restante sparsi in altri reggimenti. Nel 1916 i caduti crebbero di numero. Se ne contano cinquantotto di cui cinquantatrè morti in combattimento od in seguito a ferite; tre deceduti in ospedali per malattia e due morti a domicilio in conseguenza di congelamento agli arti inferiori. In questo secondo anno di lotte si annoverano altri quaranta caduti sulla fronte Giulia di cui sette ancora sul Podgora, quattro sul S. Michele, uno sul Sabotino e gli altri sparsi per ogni località della piana di Gorizia e del Carso Triestino. Nell'Altipiano dei Sette Comuni, durante l'offensiva austriaca del maggio e nei combattimenti svoltisi nei mesi successivi, otto medicinesi caddero sul campo della gloria. Nell'azione del M. Colombara (28 – 29 giugno, 5 – 7 luglio) cinque furono i morti e tutti appartenenti al 227° Fanteria. Sempre nel 1916 si ebbero tre caduti sul Trentino, uno nel Cadore ed uno in Albania. Passando in rassegna i diversi reggimenti, troviamo che dei caduti medicinesi nell'anno 1916, otto appartenevano al nominato 227°, tre alla Brigata Pavia (27 – 28), tre al 120°, quattro all'8° e sei al 15° Bersaglieri. Anche nel terzo anno di guerra su quarantasei militari indicati nei grafici, tre caddero nella piana di Gorizia, diciotto sul Carso Triestino, quattro nel medio Isonzo, tre sull'Altipiano dei Sette Comuni, uno sul Trentino, due sul Grappa, uno in Tripolitania. In quell'anno si ebbero pure due morti nei combattimenti svoltisi nella pianura udinese durante la ritirata di Caporetto. Sette altri militari morirono per malattia (cinque in ospedali, uno in prigionia ed uno a domicilio). Nell'anno 1918, ultimo della guerra, che segna la riscossa e la vittoria del nostro esercito, si verificò una percentuale maggiore di caduti. Ottantatré furono i concittadini che ebbero troncata la giovane esistenza: quattro caddero nei combattimenti svoltisi nella zona del Grappa, otto sul Piave nella "battaglia del solstizio", uno in Albania, due sul fronte francese ed i rimanenti perirono in seguito a malattia (trentatré in ospedali, ventisette in prigionia e otto a domicilio). Ai morti durante il periodo bellico altri se ne aggiunsero negli anni successivi per un totale di venticinque, tutti deceduti per ferite riportate o malattia contratte in guerra. Di questi la maggioranza morì a domicilio; quattro soltanto decedettero in ospedali militari del regno ed uno perì a Salonicco. Di particolare e significativo rilievo è il numero dei medicinesi che nel periodo bellico si segnalarono per atti di valore, ottenendo il giusto ed ambito premio.

Diamo l'elenco dei prodi che si guadagnarono, sui campi di battaglia, ricompense al valore:

Decorati al valore (defunti) | ADVERSI GIOVANNI, medaglia di bronzo; AVONI VITTORIO, medaglia d'argento; BERNARDI ATTILIO, medaglia di bronzo; BERTOLINI LUIGI, medaglia d'argento; CALVI ORESTE, medaglia di bronzo; CALZA LUDOVICO, medaglia di bronzo, croce di guerra al valore; CHECCHI GIUSEPPE, medaglia di bronzo; CUSSINI AUGUSTO, medaglia d'argento; DALL'OLIO GAETANO, medaglia di bronzo; GIORDANI DOMENICO, due medaglie d'argento; ORFEI ALFONSO, medaglia d'argento (proposto per la medaglia d'oro); TANAGLIA ICILIO, medaglia d'argento, medaglia di bronzo, encomio solenne; TOMBA MARCELLO, medaglia di bronzo; ZUFFA MARCELLO, medaglia di bronzo, encomio solenne.

Decorati al valore (viventi) | BONZI ALFONSO, medaglia di bronzo; BRINI LODOVICO, medaglia d'argento e medaglia di bronzo; BUTTAZZI GIACOMO, medaglia di bronzo; FANTI GINO, medaglia di bronzo; GAIBA CALISTO, due medaglie d'argento e una di bronzo; GRASSIGLI ENRICO, medaglia d'argento; PARMEGGIANI GAETANO, medaglia di bronzo; RAPPINI ENRICO, medaglia di bronzo; RONCHI EVARISTO, medaglia di bronzo; SANTINI ALFONSO, medaglia di bronzo; SELLERI CARLO, medaglia di bronzo; SIMONI ASTORRE, due medaglie d'argento ed una di bronzo; SPISNI GAETANO, medaglia di bronzo; TOTTI ANTONIO, medaglia di bronzo; TURTURA LUIGI, medaglia di bronzo; ZANARINI RODOLFO, medaglia di bronzo.

Accanto a questi nomi ci è doveroso ricordare il concittadini Plata Augusto, vera tempre di patriota, che allo scoppiare della guerra, sebbene sessantenne, volle vestire il grigioverde, prendendo parte coi volontari del 35° Reggimento Fanteria ai primi fatti d'arme sulle pendici del Podgora. E poiché abbiamo accennato come numerosi furono i medicinesi che parteciparono al conflitto coi reggimenti 28° e 120°, riportiamo in breve sintesi quanto alcuni reduci hanno voluto dire sulle battaglie alle quali i reggimenti presero parte, scrivendo fulgide pagine di gloria.

Opera di sussidio morale e materiale organizzata dalla cittadinanza medicinese durante il periodo bellico. Mentre sui campi di battaglia i giovani offrivano il braccio ed il petto per la difesa della Terra italiana, nel nostro parse si organizzarono ed ebbero vita varie forme di assistenza morale e materiale a favore dei combattenti e delle loro famiglie. Principalmente va segnalato quanto, a cura del locale Comitato della Croce Rossa Italiana, coadiuvato egregiamente da un gruppo di volonterose signorine, venne compiuto durante il periodo che va dal giugno 1915 al luglio 1919. Dalla relazione che il Comitato stesso compilò sul finire del 1919, desumiamo che gli organi costituiti e sovvenzionati dalla Croce Rossa (Sottocomitato di Medicina) furono: 1- L’Ufficio notizie (corrispondenza ed informazioni); 2- La Casa del Soldato; 3- La Scuola infermieri; 4- Il Laboratorio per indumenti militari.

Ufficio notizie. Sorto con fini modesti, assunse di mano in mano proporzioni più vaste per aver accertato i molteplici servizi costituiti a pro delle famiglie dei militari onde, facilitare i rapporti fra le famiglie stesse ed i loro cari che difendevano la Patria. Tale attività è chiaramente desunta dai seguenti dati statistici che stralciamo dalla relazione di cui sopra: 1) Corrispondenza (lettere spedite per richiesta di notizie) N. 15.000; 2) Pacchi per militari al fronte (spediti) N. 8.168; 3) Pacchi postali vari (spediti) N. 1.500; 4) Raccomandate e assicurate (spedite) N. 450; 5) Corrispondenza e pacchi ai prigionieri di guerra N. 8.696; 6) Abbonamenti per l’invio del pane ai prigionieri N. 350; 7) Ricerche relative ai militari malati, feriti e morti N. 1.950; 8) Notizie di militari ricevute da altre sezioni e sottosezioni N. 1.863. Casa del Soldato. Venne aperta nel 1915 per offrire ospitalità ed assistenza ai soldati delle varie armi in distaccamento a Medicina. In essa i militari avevano gratuitamente carta da lettere, buste, cartoline e gli analfabeti trovavano gentili persone che prestavano la loro opera per la compilazione della corrispondenza con le famiglie. Durante il 1915-16 e 17 la Casa del Soldato curò la confezione e la spedizione di n. 1240 pacchi contenenti gli abiti civili delle reclute. Per il Natale de 1915, onde rendere meno penosa la lontananza dalle proprie case dei giovani soldati del 35° Reggimento Fanteria, venne organizzata, valendosi delle offerte dei cittadini, una festicciola con pesca benefica, distribuzione di oggetti e rappresentazione cinematografica. Scuola infermieri. Venne diretta da sanitari del paese e dette ottimi risultati per il numero dei frequentatori ai corsi teorici e pratici svolti negli anni 1915 e 1916. Laboratorio per indumenti militari. Durante il periodo bellico ne funzionarono due: uno gratuito e uno a pagamento. Nel laboratorio volontario si provvide alla confezione gratuita di indumenti e oggetti vari a vantaggio dei combattenti e dei militari degenti negli ospedali. Nell’anno 1915 si raccolsero e so confezionarono n. 700 indumenti di lana e tela che vennero inviati alla III Armata. Nel 1916 furono consegnati al Comitato di Bologna altri 400 capi fra indumenti e vari. Negli anni successivi l’opera venne intensificata per l’aumentato numero delle collaboratrici. Nel laboratorio a pagamento venne svolto il servizio di vigilanza, distribuzione ed amministrazione del lavoro che veniva affidato alle famiglie dei richiamati. Dal 5 novembre 1917 al 15 luglio 1919 il laboratorio confezionò: n. 225 pastrani; n. 1400 paia di pantaloni di panno; n. 800 paia di pantaloni di tela; n. 150 paia di pantaloni di fustagno; n. 1625 giubbe di panno; n. 925 giubbe di tela; n.150 giubbe di fustagno; n. 3350 pia di mutande; n. 2600 camicie. Allorchè alla fine di ottobre dell’anno 1917 cominciarono a giungere anche nel nostro paese i primi profughi delle terre invase, l’Ufficio notizie prese cura pura di queste famiglie che avevano dovuto abbandonare ogni loro cosa sotto l’impeto travolgente del dilagare austriaco sul suolo italiano. Immediatamente fu provveduto per la sistemazione ed anche in questa dolorosa circostanza si raccolsero indumenti e somme che vennero erogate in favore dei nuovi ospiti. L’ufficio curò il disbrigo di numero 900 pratiche relative a ricerche di profughi ed internati civili.

Testo tratto da 'In memoria dei medicinesi caduti per la patria 1915 - 1918', Medicina, Tipografia Luciano Luminasi, 1933. Trascrizione a cura di Lorena Barchetti.

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