I tramway a cavallo

I tramway a cavallo

1877 | 1904

Scheda

Lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto urbane ed extraurbane di Bologna risale alla fine dell'800, dal momento che ostacoli e resistenze si erano inizialmente frapposti a un’organizzazione più efficiente del traffico urbano. Le caratteristiche delle strade cittadine, anguste e disastrate, provocavano frequenti incidenti e mettevano a rischio l’incolumità dei passanti, mentre stentava ad affermarsi l’uso - diffusosi all’inizio degli anni Sessanta a partire dai lavori di Canton de’ Fiori, ma limitato soltanto ai passaggi principali - di selciarle con lastre di granito e di porfido; secondariamente erano ancora radicate le abitudini agricole nei cittadini bolognesi che, invece di acquistare al dettaglio nelle botteghe i generi di largo consumo, ne facevano arrivare grosse quantità dalla campagna su grandi carri trasportati da buoi; infine i commercianti temevano che l’introduzione di nuovi mezzi di trasporto potesse recare danno ai loro affari. La regolamentazione della circolazione di uomini e mezzi, dunque, avrebbe modificato i costumi esistenti, limitato piccoli privilegi privati e danneggiato qualche interesse.

Nel 1874 erano cominciate le prime sperimentazioni. Il giornale l'Ancora del 14 ottobre così segnalala nascita dell'azienda per ils ervizio del tram a cavallo: "Benché siamo perfettamente persuasi, che una impresa di tal genere farà difficilmente fortuna fra noi, essendo il movimento di Bologna concentrato tutto nel centro, e di più mancandovi quelle notevoli distanze da un punto all’altro della città, che rendono necessari gli omnibus, tuttavia a titolo di notizia, ed augurando al sig. Bianchi-Visconti iniziatore della cosa, che le nostre previsioni siano sbagliate, diciamo essere aperta dall’1 al 15 novembre presso la Banca dell’Emilia la sottoscrizione alle 700 azioni di L. 100 ognuna, che devono costituire il capitale sociale. Questo servizio d’omnibus verrebbe diramato dalla Piazza Nettuno alla porta di Galliera, S. Mamolo, S. Felice e Maggiore. Le ore del servizio sarebbero dalle ore 8 del mattino alle 8 della sera, e la tariffa per ogni corsa verrebbe stabilita in cent. 10 nei giorni feriali e 15 nei festivi".

Tuttavia, nel 1877 fu affidato a società straniere il progetto per la realizzazione di alcune linee di tramway a cavallo - il cui deposito fu stabilito alla Zucca, fuori porta Galliera, ancora zona ortiva - e nel 1880 venne inaugurato il percorso da piazza Nettuno alla stazione ferroviaria e da piazza Maggiore a porta Santo Stefano. In seguito le “ferrovie a cavalli” furono integrate dagli omnibus, destinati a mantenere un ruolo secondario, e dai tram a vapore. Infatti, in risposta all’esigenza di fare convergere su Bologna i traffici provenienti dai maggiori centri locali, non ancora sufficientemente collegati dalle linee ferroviarie, nacque, in una logica della città accentratrice degli interessi della campagna, la prima rete di trasporti periferici che collegava, attraverso linee ferrotramviarie a vapore, il capoluogo a Bazzano e Vignola (1883), a Imola (1886), a Pieve di Cento (1889) e a Malalbergo (1891). I capolinea di questi servizi, che producevano vapori “inquinanti”, furono presto collocati fuori dalle mura. Solo nel 1904 le vetture elettriche sostituirono i tram a cavalli.

Giuliana Bertagnoni

Testo tratto da Cent'anni fa Bologna: angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi, Bologna, Costa, 2000.

Leggi tutto

Luoghi

Eventi

Multimedia
Bologna post unitaria
Bologna post unitaria

Quadro socio politico della Bologna post unitaria nel periodo 1859-1900. Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

Il Piano regolatore
Il Piano regolatore

1888/89, il Piano Regolatore di Bologna. Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

I grandi affittuari terrieri e arretratezza dell'industria bolognese
I grandi affittuari terrieri e arretratezza dell'industria bolognese

1900 - 1914, i grandi affittuari terrieri e arretratezza della industria bolognese. Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

Documenti
Bononia Ridet n. 68 | 1889
Tipo: PDF Dimensione: 1.66 Mb

Bononia Ridet - rivista artistica letteraria universitaria settimanale. N. 68, 13 luglio 1889, Litografia Casanova, Bologna. Collezione privata.

Bononia Ridet n. 308 | 1894
Tipo: PDF Dimensione: 1.28 Mb

Bononia Ridet - rivista settimanale illustrata, n. 308, 3 febbraio 1894. Collezione privata.

Musei dell’Industria di Bologna
Tipo: PDF Dimensione: 274.97 Kb

Scoprire i Musei che illustrano l’evoluzione delle tecnologie meccaniche ed elettroniche. Una sintesi della storia attraverso il lavoro ed il sapere di generazioni.

Apri mappa