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Luigi Galvani

9 Settembre 1737 - 4 Dicembre 1798

Scheda

Nato a Bologna da una famiglia di orafi, intraprese un percorso di studi che lo portò a laurearsi nel 1759 in medicina e chirurgia e in filosofia presso l'Università di Bologna. Negli anni giovanili frequentò l'oratorio dei padri filippini, e ne trasse un saldo sentimento religioso e una sobrietà di costumi che ne caratterizzarono tutta l'esistenza. Negli anni successivi proseguì la propria formazione come medico chirurgo, svolgendo tra l'altro attività di assistente negli ospedali di Santa Maria della Morte e Sant'Orsola. Particolarmente importante fu il rapporto col professore Domenico Gusmano Galeazzi, con cui avviò un durevole rapporto di collaborazione e di cui nel 1762 sposò la figlia, Lucia.

Nel 1761 entrò come alunno all'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, nel 1765 ne divenne membro aggregato e dal 1772 fu nominato professore di Anatomia e custode delle camere anatomiche dell'Istituto, conservando l'incarico per un decennio nel corso del quale, tra l'altro, riordinò e sistemò la splendida raccolta di cere anatomiche tuttora esistente (oggi parte dei Musei Universitari di Palazzo Poggi). Nel 1782 fu nominato professore di ostetricia dell'Istituto e custode della relativa camera (anch'essa tuttora esistente), funzione che svolse fino agli ultimi mesi di vita. Contemporaneamente, nel 1763 iniziò la carriera universitaria che lo portò ad ottenere, nel 1775, la cattedra di anatomia pratica, mantenendo l'insegnamento fino al 1790, quando ottenne di passare tra i professori emeriti a causa delle cattive condizioni di salute e dei molti impegni. Svolse inoltre diversi incarichi connessi con la professione medica per conto dell'amministrazione pubblica. Condusse un'esistenza piuttosto appartata, scandita quasi esclusivamente dal conseguimento di incarichi accademici e professionali; fece eccezione per il nipote Giovanni Aldini, che introdusse agli studi fisici e poi alla carriera universitaria, e di cui solennizzò la laurea recitando una Oratio (1782). Relativamente scarso il numero delle sue pubblicazioni scientifiche, legate soprattutto all'attività svolta all'interno dell'Accademia. Nel 1791 veniva pubblicata con il titolo De viribus electricitatis in motu musculari. Commentarius, una memoria presentata in Accademia due anni prima, che costituiva il punto di arrivo di una ricerca a cui Galvani si era dedicato da tempo e in cui veniva annunciata la scoperta dell'elettricità animale.

Nel Commentarius Galvani esponeva la celebre esperienza delle contrazioni delle zampe di rana ottenute con il tocco di una lama nel momento in cui da una macchina elettrostatica scoccava una scintilla elettrica, ed esponeva le sue ipotesi sull'elettricità animale, paragonando il funzionamento degli organismi viventi con quello delle macchine elettriche. Lo scritto diede grande fama a Galvani che, molto apprezzato e stimato a Bologna, si era tenuto ai margini della comunità scientifica nazionale e internazionale. Negli anni successivi entrò in polemica con Alessandro Volta, che era arrivato a escludere l'esistenza di una specifica elettricità animale e che spiegava gli esperimenti di Galvani con l'azione dei metalli. La polemica mantenne un carattere esclusivamente scientifico e portò lo stesso Volta ad approfondire la propria ipotesi fino ad arrivare alla scoperta della pila (1800), che ne sancì la validità. All'arrivo delle armate rivoluzionarie francesi (1796), Galvani rifiutò per motivi di coscienza di prestare il giuramento imposto dal nuovo governo repubblicano e fu allontanato dall'insegnamento, privato delle pensioni e morì poco dopo nella sua città. Ebbe funerali dimessi e fu sepolto nel monastero del Corpus Domini dove una lapide, posta sulla facciata della chiesa, lo ricorda. A lui è inoltre dedicato un monumento che sorge sulla piazza omonima, un busto per il Pantheon del Cimitero della Certosa, una lapide posta sulla sua casa natale (in via Marconi) e il Liceo storico della città. Diverse applicazioni delle sue prime scoperte sull'elettricità derivano il nome dallo scienziato bolognese: il galvanometro e i procedimenti galvanici (galvanoplastica, galvanostegia).

Otello Sangiorgi