Corpo dei pompieri

Corpo dei pompieri

1814 | 1933

Scheda

"Quanta strada e quale progresso ha fatto il Corpo dei Pompieri dal principio dell'ottocento, in cui l'avviso dato dalla campana della Asinella faceva accorrere in Palazzo i brentatori e i muratori pompisti, iscritti al servizio degli incendi, sparsi per la città, i quali, sotto la direzione dell'Architetto e del Capomastro muratore d'ufficio, dovevano trarre le macchine e gli utensili custoditi in un camerone del Palazzo Comunale, di cui tenevano le chiavi l'artiere Francesco Comelli, fabbricatore di pompe, abitante presso la chiesa di S. Colombano, - allora dei Santi Fabiano e Sebastiano, - e il custode Domenico Ruvinetti, abitante nelle adiacenze della Residenza Municipale! (...) Due gravissimi incendi scoppiati nel 1830 spinsero il Conservatore del Comune conte Carlo Pepoli, a scrivere un rapporto al senatore di Bologna, marchese Francesco Bevilacqua Ariosti, rapporto vivacissimo. (...) Solamente nel novembre dell'anno 1837 fu stabilito il servizio permanente dei pompieri di guardia al Palazzo Apostolico (Palazzo Comunale), nel quale anno fu fatto acquisto di due pompe, l'una inglese e l'altra francese, per una spesa complessiva di scudi 811,05. (...) Nel 1849 fu nominato il primo Comandante del Corpo nella persona del conte Giovanni Bentivoglio. Lo stato maggiore comprendeva undici ufficiali. Ufficiali e sottuficiali di compagnia furono in numero di tredici; brigadieri in numero di quattro, più un furiere porta polizze e quattro avvisatori. Il Corpo era formato di numero cento pompieri. (...) Nel 1853 venne nominato Comandante del Corpo Pompieri il marchese Annibale Banzi. Nell'anno 1859, per dimissioni del marchese Annibale Banzi, fu nominato Comandante il marchese Camillo Zambeccari. (...) Dietro proposta del Comandante Tattini fu nel 1862 fatto acquisto della pompa vuotapozzi e nello stesso anno furono stanziate in bilancio dal consiglio comunale lire 3000 per acquisto di nuove macchine. Nel 1868 il Consiglio municipale approvò l'istituzione di un corpo di musica dei pompieri, proposta fatta dal maestro Enrico Drusiani. (...) Solamente nel 1870 fu dalla Giunta Municipale fatto un contratto con l'Assuntore della inaffiatura stradale affinchè fossero tenuti a disposizione dei pompieri due cavalli e un conducente, servizio che importava una spesa di lire venticinque mensili. (...) Morto il 1° dicembre 1878 il comandante Angelo Tattini, fu nel febbraio 1879 promosso a Comandante il capitano Ballarini. (...) Nel 1881 fu inaugurato l'acquedotto nella città e in seguito furono stabiliti gli idranti per incendio. (...) Nel 1882 la Giunta Municipale stabilì colla Società Italiana dei Telefoni l'impianto di undici linee telefoniche ad uso del Corpo dei Pompieri. (...) Nel 1895 furono accresciuti di otto gli idranti posti nelle vie della città, cosicchè il loro numero totale salì a novantaquattro. (...) Nel 1900 fu nominato Comandante interinale l'ingegner Luigi Monti. Il 5 dicembre 1900 fu solennemente murata nella caserma una lapide alla memoria del pompiere Querzè Valentino che 'precipitando dall'alto di una casa incendiata perdette d'anni 24 la vita che tre volte nei precedenti tre mesi aveva posto a rischio per la salvezza'. (...) La dotazione di oggi si compone di sei autopompe, di sei motopompe, di tre pompe a vapore, di due scale Magirus e di una autoscala Metz. (...) Durante la grande guerra i pompieri ebbero a riportare una medaglia d'argento al valore militare, una di bronzo al valore civile, ventisei croci al merito di guerra. Vi furono due feriti e cinque volontari. L'incendio più grave dalla fondazione del Corpo, di cui tutti noi abbiamo nella mente la terribile visione è stato quello del Teatro Comunale la notte del 29 novembre 1931." Testo da 'Il corpo pompieri bolognese', rivista 'Il Comune di Bologna', gennaio 1933.

31 Marzo 1868: sull'onda delle riforme e degli adeguamenti post-unitari, viene approvato dal Consiglio comunale il nuovo Regolamento per lo spegnimento degli incendi. Si stabilisce nell'articolo 1 che ogni cittadino è obbligato, per ragioni di pubblica sicurezza, a rivolgersi ai civici Pompieri in caso di incendi in città e nei sobborghi. Resta a carico del danneggiato la spesa del servizio secondo le tariffe fissate dal Comune. Nell'articolo 2 si stabilisce che è compito di ciascun cittadino avvisare immediatamente i Pompieri del Palazzo municipale in caso di avvistamento di un incendio, indicando la località precisa e lasciando la propria firma. Con l'articolo 5 si stabilisce come suddividere la spesa relativa all'intervento del Corpo dei Pompieri nel caso il fabbricato appartenga a diversi proprietari e si fissa il termine massimo per il relativo pagamento in 30 giorni. Il 23 Luglio 1896 la Giunta approva la riforma del Regolamento del Corpo dei pompieri discusso dal Consiglio nei mesi precedenti.

Il 18 gennaio 1884 viene inaugurato l'ampliamento dei locali della Borsa di Commercio nel palazzo comunale su progetto di Filippo Buriani. Il locale viene ad occupare il cortile detto della Cisterna, sede dell'antico Orto dei Semplici e utilizzato nell'800 per le manovre dei pompieri. Il 10 luglio 1902 divampò un terribile incendio nella cantina-magazzino della ditta Malmusi e Gentili, tra via Caprarie e via Mercato di Mezzo (ora via Rizzoli). La ditta infatti era uno dei pochi fornitori di carburanti per le primissime automobili che circolavano in città. Lo scoppio del benzene coinvolse cose e persone. I pompieri intervennero, ma non furono sufficienti: occorse mobilitare anche quattrocento militari per spegnere definitivamente le fiamme. Al termine delle operazioni il numero delle vittime risultò importante: morirono tre pompieri (Luigi Landuzzi, Benito Stagni e Alfonso Marescalchi) e si contarono oltre cinquanta persone ferite. La sede della Malmusi e Gentili si trovava all'interno del palazzo senatorio Lambertini che, nella sua lunga storia, era stato -tra l'altro- sede dell'albergo del Commercio e della Birreria Ronzani. Ovviamente, la distruzione dell'edificio fu pressoché totale e, una volta rimosse le macerie delle abitazioni bruciate, in via Pelliccerie fu creata la piazzetta detta delle Cimarie. Il 13 maggio 1912, il fittone, cioè il paracarro collocato in via Spaderie e considerato dalla goliardia un mitico simbolo fallico, è trasferito all'inizio del portico di palazzo Poggi in via Zamboni. Portato su una barella da due pompieri, il cosiddetto "palo del sindaco" è accolto da una folla di studenti universitari, con tanto di banda e bandiere. Su un numero unico commemorativo, i goliardi decretano al fittone rimosso un nuovo nome di battesimo: Perché stava nel cuor della città / Lo si nomò dal cittadin maggiore / Ora ch'è accanto all'Università / Lo chiameremo il ... palo del Rettore.

Il 13 gennaio 1915 un violento terremoto colpisce e devasta l'Italia centrale. Il sindaco Francesco Zanardi aprendo i lavori del Consiglio comunale esprime la solidarietà della città e comunica di aver offerto al Ministro dell'interno l'aiuto alle popolazioni con l'invio di una squadra di Pompieri nelle zone terremotate. Il 14 gennaio parte da Bologna su due autolettighe un primo gruppo di pompieri guidato dal comandante Vincenzo Cavara e dall'ufficiale medico Riccardo Gregorini, che insieme alle altre squadre giunte per ferrovia al comando dell'ingegner Paolo Graziani, allestiscono l'accampamento nei pressi di Avezzano, raggiunto nella serata del 16 gennaio dall'assessore Demos Altobelli che presta attivamente il proprio aiuto nei soccorsi della popolazione. Altri aiuti, viveri, materiale di medicazione raccolti dai Comitati di soccorso subito formatisi, arrivano da Bologna nei giorni successivi portati da Argentina Altobelli e dallo stesso sindaco Francesco Zanardi. Nello stesso anno, nell'ambito dell'assistenza ai combattenti della guerra che rientrano dal fronte viene organizzata una complessa organizzazione in cui il Comune collabora con le autorità militari, la Croce Rossa e il corpo dei pompieri, potenziato con soldati automobilisti e della Sanità militare. Il 22 e 23 agosto 1915 si tiene una "passeggiata benefica pro lana": i pompieri percorrono le vie cittadine raccogliendo vestiti di lana e di pelle. Nei giorni seguenti è effettuata la cernita del materiale per lavarli, smacchiarli e rammendarli. Nei mesi successivi altre forniture di indumenti riguarderanno i pompieri bolognesi aggregati al 62° Battaglione e gli ospedali territoriali della Croce Rossa.

In collaborazione con Cronologia di Bologna e Storia amministrativa del Comune di Bologna

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Documenti
Corpo pompieri di Bologna (Il)
Tipo: PDF Dimensione: 2.38 Mb

Alessandro Tirelli, Il Corpo pompieri di Bologna, estratto dalla rivista 'Il Comune di Bologna', gennaio 1933

Ehi! ch'al scusa.. 1882 n. 5
Tipo: PDF Dimensione: 2.14 Mb

Ehi! ch'al scusa.., anno 3, n. 5, 4 febbraio 1882, Bologna, Società Tipografica Azzoguidi

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