Castello Manservisi

Castello Manservisi

Scheda

Alessandro Manservisi, proprietario di una delle più importanti sartorie di Bologna, acquistò quanto rimaneva dell'antico castello di Castelluccio nel 1886. Subito dopo venne iniziata una consistente ristrutturazione. In precedenza, il complesso era appartenuto alla nobile famiglia dei Nanni-Levera, tra i maggiori possidenti della montagna grazie alla protezione del card. Lambertini, poi papa Benedetto XIV. Il risultato della ristrutturazione fu un castello in stile neogotico con torri, portici e archi a sesto acuto. Per i lavori furono chiamati abili scalpellini e maestri del ferro battuto a mano che produssero grate, lampioni, mensole, anelli per legare cavalcature, ferramenta per infissi di legno nel rispetto di quell'architettura romantica che fu di gran moda negli ultimi trent'anni dell'Ottocento e ad inizio Novecento. Alessandro Manservisi morì nel 1912 lasciando erede testamentario il fratello Gino e disponendo che l'intera proprietà fosse: "[...] devoluta ad istituto di beneficenza come stazione climatica per poveri bambini figli di gente onesta e che frequentino le scuole comunali con buona condotta… che siano alimentati e svagati con le rendite tutte del mio patrimonio dal maggio all’ottobre che si riapriranno le scuole. Scelti, tanti maschi che femmine in numero uguali, per essere ammessi dovranno essere tutti imbussolati per poi estratti a sorte, a mezzo di una bambina scelta per l’estrazione dei concorrenti.” La colonia sopravvisse anche dopo la morte di Gino Manservisi e continuò fino a tutti gli anni Settanta del secolo scorso gestita dalla fondazione Dall’Olio – Manservisi. Attualmente il castello e numerosi terreni di Castelluccio appartengono alla Azienda Pubblica di Servizi alla Persona per Minori e Disabili I.R.I.D.eS, costituita dalla Giunta regionale nell’aprile 2008, nell’ambito del programma per il riordino e la trasformazione delle Opere Pie attraverso la fusione di sei di esse tra cui, appunto, la Fondazione Dall’Olio Manservisi. La sala degli arazzi si è conservata fino ai nostri giorni grazie ad un imponente programma di restauro. Delle otto tele- arazzi volute dallo stesso Alessandro Manservisi nei primi anni del Novecento e create da Giacomo Lolli (pittore bolognese esperto in questo tipo di realizzazioni), quattro si trovano sopra le porte e contengono testi in rima probabilmente composti dallo stesso proprietario; uno contiene lo stemma con la mano elaborato dal Manservisi che di mestiere faceva il sarto; tre contengono scorci di vita paesana e di vita rurale con esplicito riferimento al borgo di Castelluccio e nell'ultimo si riconosce un corteo in abiti medioevali ad imitazione della cavalcata dei magi di Benozzo Gozzoli che si ammira a Firenze e, forse, come a Firenze, con funzioni di celebrazione del "castellano".

Daniela Schiavina

In collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

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