Bacchelli Giuseppe

Bacchelli Giuseppe

8 Maggio 1849 - 21 Dicembre 1914

Note sintetiche

Scheda

Giuseppe Bacchelli (Bologna, 8 maggio 1849 - ivi, 21 dicembre 1914), laureato in giurisprudenza a Bologna nel 1871, fu avvocato e pubblico amministratore, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati nel 1914-15, presidente della Deputazione provinciale e consigliere comunale di Bologna dal 1889 al 1893. Fu coinvolto in numerosi interventi urbanistici della città, quali la nascita della Scuola d'Applicazione degli Ingegneri nel 1877 negli edifici dell'ex monastero dei celestini; o l'ampliamento della zona universitaria fra il 1899 e il 1905 con la costruzione degli Istituti di Anatomia Umana e Patologica, Fisica e Mineralogia. Celebre l'opposizione che fece nel 1910 verso gli interventi di restauro di Alfonso Rubbiani nel palazzo del Podestà, convogliati nella pubblicazione Giù le mani dai nostri monumenti antichi. Altra posizione pubblica fu nel 1912 in opposizione alla nomina di Gabriele D'Annunzio alla cattedra di letteratura dell'Università dopo la morte di Giovanni Pascoli.

Bacchelli viene così ricordato da Alberto Chappuis nel 1928 nella rivista Bologna d'oggi: Nel Pantheon della nostra Certosa, accanto ad uomini illustri che onorarono Bologna colle virtù dell'intelletto e con azioni gentili e generose, non sarebbe fuori proposito che anche la venerata memoria di Giuseppe Bacchelli venisse ricordata in un busto marmoreo. Si ha purtroppo la facile ossessione d'innalzare sugli altari certi carneadi, per cui nel Pantheon degli uomini illustri, molti busti starebbero meglio relegati altrove. Tutti ricorderanno Giuseppe Bacchelli per un fervido apostolo della vita cittadina, una mente eletta ed equilibrata. Benemerito nel campo della pubblica amministrazione, colla sua operosa attività seppe elevarsi al disopra delle frivole e paesane competizioni, dei soliti pettegolezzi di provincia, meritandosi calda ed appassionata ammirazione da parte degli amici, dei colleghi e della cittadinanza tutta. All'Istituro Ortopedico Rizzoli, oggi così amorevolmente diretto dal prof. Vittorio Putti, dedicò opera intelligente e luminare. Francesco E. Rizzoli morì nel 1880, lasciando come volontà testamentaria questi tre scopi: dare incremento alla scienza; dare sollievo alle sofferenze dell'umanità, contribuire al decoro cittadino, scopi che Giuseppe Bacchelli raggiunse completamente. Dopo un periodo d'incertezza e di studi, Bacchelli condusse questo rinomato Istituto a vita fiorentissima e precisamente dal 1892 al 1896, epoca in cui venne eletto presidente della Deputazione provinciale. Effettuò opere grandiose nella Provincia e fuori, come lavori di difesa fluviale per la chiusa di Casalecchio di Reno a causa della famosa rotta del 1893, il tronco della Ferrovia Bologna – Verona e la Direttissima Bologna – Firenze. G. Bacchelli fu anche amico degli Artisti e a questi congiungendo le squisite doti di profondo conoscitore di molte questioni storiche e di ogni manifestazione artistica, seppe portare valido aiuto, incitamento e fraterna collaborazione. Bacchelli molto oprò per la glorificazione del salone del Podestà, molto si distinse perchè il grande affresco oggi compiuto dal De Carolis, raggiungesse attraverso le inevitabili difficoltà del tempo, il suo migliore compimento. Molto egli fece per le buone direttive della Società Francesco Francia. Di cui con affetto paterno seppe guidare per lungo tempo le sorti. Battagliò con ardimento e coraggio contro l'ossessione di certe invadenze stilistiche errate, che allora si notavano qua e là nella nostra Bologna in restauro. Ad Alfonso Rubbiani tenne fronte con quelle ragioni che in fondo sono il substrato spirituale della discussione serena e perchè allora nel valente restauratore molte esagerazioni contrastavano allo spirito e alla convinzione d'idee più giuste. Chi non ricorda la famosa questione della merlatura delle cornici di molti edifici petroniani, per la quale il Rubbiani era un'ossessione? Bacchelli prediligeva la conservazione di quello che più fedelmente la storia genuina solo può eternare nel rigore e nella legge della sua autenticità e protestando cavallerescamente contro il Rubbiani, non aveva torto. Sulla facciata dell'aristocratico palazzo Salina Amorini, in via Barberia, rivediamo le simpatiche sembianze di G. Bacchelli, in un artistico medaglione, ma vorremmo però che l'effigie di questo benemerito concittadino, che tanto si prodigò per il bene della sua Bologna, sorgesse a degna memoria nel pantheon accanto agli uomini più autorevoli del tempo passato. Alla sua morte è ricordato anche dal sindaco Francesco Zanardi nella seduta del 29 dicembre 1914: È per me doveroso rievocare al Consiglio la figura di Giuseppe Bacchelli, la cui fine immatura significa la scomparsa di un uomo dotato di fermi propositi, di alto sentire, di grande amore per la sua città, ricordandone la vita spesa a sostegno e difesa della sua fede incrollabile nel campo delle idee e dei principi. Non v'ha chi non conosca l'opera data da Giuseppe Bacchelli nell'amministrazione della pubblica cosa alla quale diede il contributo della sua competenza e della sua attività, avendo egli saldo il concetto nell'anima dei doveri che agli uomini onesti impone la pubblica fiducia. La sua parola vibrante di un sentimento che nella leale fierezza dimostrava l'animo diritto e fermo, suonò ogni qualvolta gli interessi della città - ch'egli amava con geloso affetto - erano minacciati; ed anche nel campo artistico egli sostenne battaglie e polemiche che rivelavano la profonda e varia sua cultura. All'avversario leale e sereno porto il tributo del mio omaggio reverente, unendomi al cordoglio che ne accompagna la repentina dipartita.

E' sepolto nella cripta di famiglia collocata lungo il Muro di Cinta della Certosa di Bologna.

In collaborazione con Storia Amministrativa del Comune di Bologna

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Documenti
Bologna d'oggi - 1928 - n. 3
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Bologna d'oggi - Rassegna bimestrale illustrata. Anno II n. 3 - giugno agosto 1928. Tipografia Vighi & Rizzoli, Bologna. Collezione privata.