Salta al contenuto principale Skip to footer content

Aurelio Aureli

1844 - 1870

Scheda

Aurelio Aureli (Bologna, 1844 - Modena?, 1870), pittore di figura Nasce il 10 di dicembre figlio del pittore, incisore e professore Ludovico Aureli (Bologna 1816-1865), che fu anche autore di un Corso progressivo d'ornato (Bologna, Lit. Angiolini, 1840), si iscrive in Accademia nel 1857 e frequenta fino al 1865. Vince premi accademici nel 1857 (Anatomia pittorica), nel 1858 (Anatomia pittorica ed Elementi di Figura) e nel 1863 è premiato con una medaglia in Pittura (insegnamento superiore). Nel corso degli anni Sessanta presenta regolarmente e con successo alla Protettrice: nel 1862 la Società acquista Il lavoro, o Fanciulla intenta al lavoro, per 250 lire e lo assegna al conte Ippolito Grassi Marsigli; nel 1863 Paolo e Virginia (n. 92) e Una lettura nel Medio Evo; nel 1865 è la volta de La figlia e la bara del padre (n. 93) e Un bacio (n. 94). Nel 1866 presenta È lui!, in vendita a 650 lire e Giuseppe Bentivoglio e Sivio Pepoli che è tra le opere acquisite dal Re ad ornamento della villa reale di San Michele in Bosco. All'Esposizione Triennale delle Accademie dell'Emilia del 1867 presenta un altro soggetto storico: Le ultime ore di Beatrice Cenci, acquisito dalla Protettrice. Si tratta di un quadro che ha decisamente successo dato che Guido Guidi, sul "Gazzettino delle Arti e del Disegno" (n. 40 del 13 novembre 1867), recensendo la Triennale, inserisce Aureli tra i giovani artisti bolognesi più promettenti: “L’Aureli, il Faccioli, il Serra e l’Orfei giovani artisti di Bologna, qual più, qual meno hanno mostrato nelle opere esposte che sono in via di progresso, e più sempre progrediranno ove ricordino consultare assiduamente il vero, e curare sopratutto [sic] il disegno”. Proprio insieme ai compagni Orfei, Faccioli e Serra, il giovane pittore è ritratto in una fotografia ricordo donata al loro comune professore d'Accademia, Giulio Cesare Ferrari; nel 1866 lo stesso Ferrari si interessa in favore di Aureli presso Adeodato Malatesta (1806-1891) per una cattedra in Accademia a Modena. Nel dicembre successivo sempre sul “Gazzettino” (n. 41 del 7 dicembre 1867), si dà notizia che Beatrice Cenci di Aureli, insieme ad altri acquistati dalla Società Protettrice di Bologna, sarà esposto a Firenze: tra tutti è questo il quadro da segnalare al pubblico. Ancora nel luglio dello stesso anno (p. 200: n. 25 del 6 luglio 1867) sulla Cronaca Artistica del Gazzettino si legge che: "Il Sig. Aurelio Aureli, pittore di Bologna sta ora lavorando un grande quadro di soggetto storico che rappresenta: Gli ultimi istanti di Propezio [sic] de Rossi, quando riceve un Ambasciatore di Clemente VII". Aureli sembra dunque un giovane promettente, proiettato verso un solido futuro artistico. Muore prematuramente l'11 giugno 1870. 

Isabella Stancari Testo tratto da: Isabella Stancari, 'Il Primo album fotografico Belluzzi e i pittori bolognesi della Seconda metà del secolo XIX', Bollettino del Museo civico del Risorgimento, Bologna, anno LXIII - LXVI, 2018 – 2020, Bologna, 2022. Bibliografia e fonti: L'Arte Bolognese [post 1898]; Opere 1862; Rapporto 1862, n. 18; Opere 1863; Atti 1864, p. 31; Società Protettrice 1865, nn. 59 e 60; Società Protettrice 1866, n. 59; Atti 1867, p. 17, 21; Gazzettino 1867, pp. 200, 328; Guidi 1867, p. 317; Masini 1867a, pp. 13, 16; Bottrigari 1960-1962, III, p. 397; Bologna 1983b, pp. 63, 64; Rivi 1998, p. 144; Giumanini 2002, p. 34; Giumanini 2008, p. 189; Conti 2013, p. 108.