Orsoni Arturo

Orsoni Arturo

16 Febbraio 1867 - 6 Luglio 1928

Note sintetiche

Scheda

Arturo Augusto Vincenzo nasce a Vedrana di Budrio il 16 febbraio 1867, alle ore 4 a.m., in casa Orsoni N. 221. Il padre: Lodovico Ignazio (1820 - 1900); la madre: Emilia Righetti (1831 - 1913). Il padre Lodovico nei registri parrocchiali è indicato come “fabbro ferraio”, professione di famiglia per generazioni, conosciuta a Vedrana e non solo: il nipote Oreste (1909 - 1982) è ricordato come “fabbro aratraio” e noto anche per aver inventato un aratro leggero replicato e poi brevettato. Arturo è il decimo di tredici figli, dei quali cinque muoiono a pochi giorni o anni dalla nascita; quattro sorelle entreranno tra le Visitandine dell’Immacolata, un istituto religioso fondato da don Giuseppe Codicè (1838 - 1915) parroco di Vedrana dal 1870 fino alla morte. “Studiò alla nostra Accademia di Belle Arti e si distinse per la pronta intelligenza. Terminò gli studi nell’ultimo periodo d’insegnamento del celebre Salvini. Le direttive del grande maestro di scultura statuaria e l’amoroso studio del classico, lo resero modellatore forte, senza asprezze, piacente e corretto nella composizione e nella linea”. Del curriculum scolastico di Arturo Orsoni si trova documentazione, sebbene incompleta, nel fascicolo personale custodito nell’archivio storico dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna e negli Atti. Lì sono raccolti anche gli attestati di promozione dalla 2a alla 3a elementare (con punti 29 su 30) nell’a.s. 1876-77 “frequentato regolarmente” e successivo 1877-78 (con punti 30 su 30), il tutto garantito dalla triplice firma del maestro, Arturo Testi, del Sopraintendente e del Sindaco di Budrio. Mancano attestazioni di scuola superiore, antecedenti all’ammissione al Regio Istituto di Belle Arti di Bologna, Istituto al quale Orsoni è ammesso, dopo esame, nell’anno 1886-87.

Premessa all’iscrizione al R. Istituto di Belle Arti, una certificazione rilasciata dal Sindaco di Budrio in data 25 settembre 1886: “il giovane Orsoni Arturo di Lodovico d’anni 19 studente nato e domiciliato in Vedrana di questo Comune ha sempre tenuto una condotta plausibile sotto ogni rapporto morale e civile”. Supererà questo primo anno e i due anni successivi del Corso Comune con ottimi risultati: Teoria delle ombre 10; Architettura 10; Prospettiva 9; Ornato 8; Figura 10; Storia 10; Anatomia 9: promosso. 1887-88: Teoria delle ombre 9; Architettura 9; Prospettiva 9; Ornato 8; Figura 10; Storia 10; Anatomia 10: promosso. 1888-89: Teoria delle ombre 10; Architettura 10; Prospettiva 10; Ornato 9; Figura dal rilievo 10; Figura ornamentale 10; Storia 10; Anatomia 10: promosso. Negli anni 1889-90, 1890-91, 4 1891-92, 5 1892-93 Arturo Orsoni è iscritto al corso speciale di scultura; ne esce con ottimi risultati: 1889-90: Scultura 10 medaglia (Promosso); 1890-91: Scultura 10 medaglia; Storia 8; Anatomia 8: Promosso; 1891-92: Medaglia; 1892-93: Medaglia. Di qui la conclusione celebrativa di Giulio Scaramelli Gentili: “Il nostro artista possedeva buona cultura in fatto d’arte, conosceva stili ed epoche e, senza volerlo presentare come un architetto, aveva anche in questo ramo d’arte, cognizioni non comuni ed una rara intuizione nel valutare gli spazi e gli oggetti in conformità dell’effetto ottico e delle distanze. Non ebbe dunque solo valore in quanto scultore e perciò nelle sue opere non troviamo, come spesso avviene in altri, parti contrastanti per fattura o stile. Anche i più semplici suoi lavori sono sempre incorniciati ed ambientati con garbo ed armonia.

Affacciatosi alla produzione artistica in quel periodo bolognese dominato da Enrico Barberi, Diego Sarti, Tullo Golfarelli ed altri, entrò in lizza coi migliori giovani del suo tempo, Ettore Sabbioni, Giuseppe Romagnoli, Arturo Colombarini, Pasquale Rizzoli (suo compagno di corso di scultura negli anni 1899-90; 1890-91) ecc. I primi passi furono coronati da successo. Nel 1894 vinse il concorso Curlandese col tema ‘La fucilazione di Gioacchino Murat’. Più tardi, nel concorso per i bassorilievi da collocarsi nel frontone della scalea della Montagnola, ottenne l’approvazione di riprodurre in marmo il suo bozzetto che rappresentava: ‘La distruzione del Castello di Galliera’. Così egli compiva felicemente e con buone speranze i primi passi nel difficile cammino dell’arte”. Nel 1894, Arturo Orsoni è nell’elenco degli Elettori per la Giunta delle Belle Arti. Una volta uscito dall’Accademia, mantenne rapporti con quell’ambiente e in particolare con qualche suo insegnante. Così fu con Silvio Gordini (Russi 1849 – 1937) che dal 1887 al 1921 fu professore di ornato ed ebbe Orsoni come apprezzato allievo, tanto da coinvolgerlo, nel 1898, in un lavoro: ricorreva, quell’anno, il cinquantesimo anniversario dello Statuto Albertino; Bologna donò a Torino una Bandiera d’Onore. Per quest’opera Gordini disegnò l’asta e il ricamo della bandiera: il capitello, la corona e l’aquila che sormontano l’asta in bronzo dorato. “Gli ornamenti in rilievo, la foggia e il componimento dei membri minori della sottile colonnetta sono stati modellati con amore e perfezione dallo scultore Orsoni”. Dall’Autobiografia di Enea Stefani (1886 - 1974), sappiamo che Orsoni, insieme ai professori Alfonso Rubbiani, Dagnini e Gordini, frequentava la bottega degli argentieri Zanetti e che Orsoni aveva un suo studio di scultore, nel quale studio avrebbe accolto volentieri lo stesso Stefani che allora coltivava la passione per la scultura, poi abbandonata per quella di argentiere.

Nel 1899 è a Caracas per conto della Ditta Davide Venturi & Figlio. Giulio Scaramelli Gentili ricorda questo episodio con una certa enfasi: “I tempi erano (anche più d’oggi) difficili per i giovani artisti specialmente, ed egli come tanti altri dovette industrializzare la propria arte. Si recò per questo nel 1899 in America a rappresentare un’importante ditta della nostra Città. Fu quello certo il momento più angoscioso della sua vita d’artista; e quantunque in quelle lontane terre non restasse gran tempo, pure giunse a farsi apprezzare ed a meritare, si può dire con sicurezza, una distinzione onorifica. Ritornato in Patria, riprese dopo poco, con maggiore lena e costanza la prediletta Arte, riuscendo a compiere quelle opere di cui ora dirò le più importanti”. Nel luglio 1900, Orsoni concorre al bozzetto per il monumento a Garibaldi. Il concorso lo vinse Arnaldo (Arnoldo) Zocchi. E’ membro della Società “Francesco Francia”: non figura tra i soci fondatori, ma è inserito nell’Albo d’oro degli iscritti. Nelle esposizioni di Belle Arti, promosse dalla Società degli anni 1898-1922, non è segnalata però nessuna sua partecipazione. Negli anni 1908-1909, Arturo è registrato ancora a Vedrana insieme alla madre e alla sorella Virginia, vedova di Enrico Ronchi (1841 - 1896), e con un figlio di questa sorella, Carlo. Nel 1922-1923 questo ramo degli Orsoni non è più a Vedrana. Il fratello Alessandro, maestro di musica, si sposa nel 1889; non abita a Vedrana e muore nel 1892.

Il 24 giugno 1924, a Bologna, nella Cappella di S. Giuseppe delle Piccole Apostole del S. Cuore in via Orfeo 36, sposa Elisa Boschetti. Abitano a Bologna, in via degli Angeli, n. 26, 19 parrocchia dei SS. Giuseppe e Ignazio. Qui muore, dopo malattia, il 6 luglio 1928, ore 4 a.m. Le esequie, con trasporto di prima classe e messa esequiale ugualmente di prima classe, nella parrocchia dei SS. Giuseppe e Ignazio; la sepoltura, a Vedrana, il giorno 7 luglio.

Vincenzo Favaro

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Orsoni Arturo
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Vincenzo Favaro, Arturo Orsoni (1867 1928), note e bibliografia del profilo biografico. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

Orsoni Arturo
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Giulia Gallerani, Arturo Orsoni (1867 - 1928), profilo biografico. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

Lodi Gaetano
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Giulio Ricci, Gaetano Lodi. Dalla rivista "Il Comune di Bologna" - marzo 1932. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

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In ricordo, Bologna, IX Congresso Eucaristico Nazionale, 7, 8, 9, 10, 11 settembre 1927. Supplemento al n. 16 di Luce eucaristica. Collezione privata.

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Bologna d'oggi - Rassegna bimestrale illustrata. Anno III n. 3 - maggio luglio 1929. Officina grafica Combattenti, Bologna. Collezione privata.

Certosa di Bologna (La)
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Angelo Raule, La Certosa di Bologna - Guida; Nanni, Bologna, 1961, INDICE DEI NOMI