Monumento Tomasoli Laziosi

Monumento Tomasoli Laziosi

1818 ca.

Scheda

Nel portico sud del Chiostro Maggiore si trova, la tomba del conte forlivese Pellegrino Tomasoli, morto a 55 anni nel 1818, cavaliere di Malta, “personaggio di molto ingegno e sapere” che, nell’ultimo scorcio del XVIII secolo, vede deluse le speranze di una brillante carriera ecclesiastica a causa della “invasione dei Galli”, come annota lo Zecchi.

La tomba fu commissionata dalla sorella, suora francescana nel convento di S. Stefano di Imola, che vi fece traslare anche le spoglie di alcuni cugini precedentemente ospitate nel sepolcro di famiglia nella cappella di S. Antonio della Chiesa di S. Paolo in Monte, distrutta per far posto alla villa Aldini sul colle dell’Osservanza.
Sia Zecchi che Salvardi (1825), riportano, a corredo dell’incisione del monumento, il nome degli esecutori: lo scultore carrarese Francesco Franzoni è autore del busto del defunto, mentre il “valente scalpellino Petronio Rasori Bolognese” realizza gli apparati decorativi in marmo attorno all’iscrizione, ed al “lodato ornatista Onofrio Zanotti” spettano le “dipinture”. All’interno di una nicchia, al di sopra di un cippo con la lapide sul fronte, concluso da un minuscolo frontone triangolare delimitato da acroteri, è collocato il busto “all’antica” del Tomasoli.

La tomba è, pertanto, uno dei numerosi monumenti funebri eseguiti entro il 1825, tipici exempla virtutis cari alla concezione foscoliana, cui il sobrio repertorio di derivazione classica conferisce “un’aura di maggior prestigio” (A. Mampieri, in AA.VV., La Certosa di Bologna, 1998, p. 219). Secondo le indicazioni a stampa a Roberto Franzoni si deve il ritratto, mentre l’elegante fregio con uno strumento musicale al di sopra della lapide spetta a Petronio Rasori, noto anche per l’altar maggiore della Chiesa di Baricella, ispirata a quella di San Salvatore a Bologna. Quasi completamente perdute le decorazioni di Zanotti (1787 - 1861), raffinato ornatista che, dopo l’apprendistato presso Giuseppe Fancelli e Gaetano Caponeri, collabora a lungo con Antonio Basoli e, fra il 1815 ed il 1825, lavora anche per altri tre monumenti funebri, fra cui tuttora esistente è quello per Giovanni Guidi, eseguito insieme al maestro Caponeri nel 1818.

L'epigrafe centrale riporta: HEIC EST CORPVS CONDITVM / PEREGRINI LAVR F TOMASOLI / LAZIOSI TOMACELLI BELLONI / DOMO FOROLIVII / COM EQ HIEROSOLYM / QVEM PRIMA AETATE ROMAM PROFECTVM / OB INGENII / DOCTRINAEQ LAVDEM / MVNERA HONORESQ ECCL OBITVRVM / INFAVSTA GALLOR EXPEDITIO INTERCEPIT / PIVS IN DEVM BENEFICVS IN FAMILIARES / EFFVSVS IN EGENOS / VIXIT A LV M I D II / DEC EX APOPL IIII N DEC MDCCCXVIII / ANNA MARIA EX VIRGG FRANCISCALIB / QVAE FVER FOROCORN AD AED STEPHAN / SOROR ET HERES / FECIT FRATRI CARISSIMO BENEMERENTI / ET CONSANGVIN QVOR CINERES INLATI SVNT / E MONVM CELLAE ANTONIAN AD PAVLLI IN MONTE / FRATRVM FRANCISCALIVM REFORMATORVM

Il monumento era giunto a noi in gravissime condizioni conservative, con gravi cadute delle decorazioni lapidee e la perdita quasi totale delle pitture. Un complesso restauro conclusosi nel 2013 ha ridato una corretta lettura dell'opera e ricollocato parte delle decorazioni marmoree che per anni sono state conservate in deposito.

Teresa Ferrari, Daniela Sinigalliesi

Aggiornamento del testo pubblicato in: B. Buscaroli, R. Martorelli (a cura di), Luce sulle tenebre - Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna, catalogo della mostra, Bologna, Bononia University Press, 2010.

Leggi tutto
Apri mappa

Simboli

Eventi

Luoghi

Opere

Persone