Monumento Montanari

Monumento Montanari

1891

Scheda

Risale al 1891, su progetto di Attilio Muggia (1861 - 1936), l'esecuzione del sepolcro Montanari, arricchito da sculture in marmo di Diego Sarti (1859 - 1914), artista bolognese che, dopo aver frequentato l'Accademia delle Belle Arti, si impone come uno dei più significativi scultori di fine '800: attivo in Certosa (sue sculture si trovano, oltre che nel Chiostro VII, nel Chiostro VI), ottiene importanti incarichi dal Comune di Bologna per la realizzazione di alcune opere d'arte pubblica, tra cui la Fontana della Ninfa posta al centro della Scalea della Montagnola, inaugurata nel 1896. Nel 1888 gli viene commissionata anche la grande fontana per l'Esposizione Emiliana, poi collocata nel parco della Montagnola.

Il suo stile, rivelatore di una particolare abilità esecutiva ed espressiva, e il suo linguaggio dai toni fortemente veristi con implicazioni decadentiste, si evidenziano nelle figure che decorano il sepolcro Montanari: un angioletto, custode del defunto ed elemento di speranza, siede con noncuranza sull'arca reggendo un caduceo, simbolo legato al commercio. La figura alata si contrappone alla giovane donna, dal volto contratto dal dolore e dalla desolazione, rappresentata ai piedi del sarcofago; un braccio sostiene la testa, mentre l'altro accarezza un ricco mazzo di fiori, con cui finiscono per fondersi i capelli. Non manca, nella figura della “Dolente”, quel gusto sensuale, quasi erotico, che sarà caratteristico del Modernismo, e che si sposa qui, inevitabile congiungimento, con la morte. E' infatti soprattutto nella figura femminile modellata da Diego Sarti, nel suo corpo morbido, nella sua fisicità prorompente, nel suo integrarsi con le linee flessuose degli elementi naturali che rinveniamo alcuni tratti anticipatori dello stile liberty, poi ampiamente esplicitato e sviluppato dall'allievo Giuseppe Romagnoli. Appagante alla vista e altrettanto curato è il lato posteriore del sepolcro: le maestose ali dell'angelo si stagliano contro il cielo, mentre una rosa giace abbandonata sul basamento.

Risale al 2011 il ritrovamento di due sculture di Diego Sarti, Mater e una Venere, rinvenute nei depositi del Museo d'Arte Nazionale della Catalogna, le quali erano state acquistate dal Comune di Barcellona nel 1891 e nel 1898, in occasione di due esposizioni nazionali svoltesi nella città. L'importanza di Sarti nella scena artistica nazionale – alla 2° Biennale veneziana è, insieme a Giuseppe Romagnoli, il solo scultore bolognese invitato, e figura accanto a pittori come Monet, Puvis de Chavannes e scultori come Rodin – si accompagna dunque alla notorietà a livello internazionale, invitandoci a riconsiderare quel ricordo di città provinciale che molti hanno della Bologna ottocentesca.

Giulia Ferrari
Gennaio 2014

Bibliografia: G. Rivani, Un artista da ricordare – Diego Sarti nelle sue opere, Tip. A. Brunelli, Bologna, 1928; E. Contini, Diego Sarti tra Eros e Thanatos, in “Atti e memorie dell'Accademia Clementina di Bologna”, 1986, n. 19, pp 111-116; G. Pesci  (a cura di), La Certosa di Bologna – Immortalità della memoria, Editrice Compositori, Bologna, 1998; R. Martorelli, Cento anni di scultura bolognese. L’album fotografico Belluzzi e le sculture del Museo civico del Risorgimento, numero monografico de “Bollettino del Museo del Risorgimento”, LIII, 2008.

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Diego Sarti - Monumento Montanari
Diego Sarti - Monumento Montanari

Diego Sarti (1859 - 1914), Monumento Montanari, 1891. Certosa di Bologna, Chiostro VII.

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