Monumento Gancia

Monumento Gancia

1896

Scheda

La tomba è collocata nell'area ovest del campo del Chiostro Settimo. L’opera è costituita da un cippo in marmo con croce latina al quale nella parte sinistra si affianca un ragazzino. Questi è rappresentato a figura intera, in punta di piedi, nell’atto di dare un bacio al volto di un altro bambino, incastonato nel cippo. E' la rappresentazione del saluto del fratello più grande verso quello più piccolo, morto prematuramente e rappresentato come un piccolo cherubino alato. Il bambino indossa un abito alla marinara, divisa che fu molto utilizzata per l’abbigliamento infantile, a partire dal periodo umbertino. Tale divisa era caratterizzata da un completo formato da giacca blu marine, rimborsata in vita, con colletto di piquet bianco annodato davanti e quadrato dietro e da un paio di pantaloncini corti al ginocchio, stretti da una fascetta. A questo abito si abbinavano calzini bianchi o blu, scarpe nere o marroni e berretto. Anche le bambine indossavano questo vestito e l’unica differenza consisteva nella sostituzione dei pantaloni con una corta gonnellina a pieghe. 

Successivamente nel basamento viene aggiunta una fotografia con epigrafe dedicata a Domenico Gancia, morto per "i disagi della guerra" nel maggio 1921.

Pietro Veronesi (Bologna 1859-1936) fu allievo di Salvino Salvini presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, realizzò oltre cinquanta opere per la Certosa di Bologna tomba Gangia nel campo del Chiostro VII; il rilievo, busto e medaglione della stele Berti Pichat nel braccio a ponente della Galleria degli Angeli; il busto e la figura della bambina del cippo Oppi nel braccio sud del Chiostro VI); collaborò inoltre alla decorazione della scalea della Montagnola realizzando il rilievo raffigurante il “Ritorno dalla vittoria di Fossalta”.


Silvia Sebenico

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Autunno - inverno, 1907-1908. Bologna, via Belle Arti 33. Catalogo di moda e abbigliamento.