Monumento di Gaspare Garatoni

Monumento di Gaspare Garatoni

monumento composito 1820 circa

Scheda

La memoria a Gaspare Garatoni è dedicata ad uno dei massimi conoscitori dell'opera di Cicerone e viene realizzato in un momento stilistico di transizione. I primi anni dell’800 vedranno la Certosa ornata da monumenti dipinti, i quali però avevano il grave difetto di deteriorarsi velocemente. A partire dagli anni venti si assisterà ad una incisiva presenza di monumenti scultorei, sia per un cambiamento culturale in senso pienamente neoclassico, sia per il controllo sui progetti dell’Accademia delle Belle Arti. Controllo che consentiva l’assegnazione dei lavori ai suoi artisti.
Non è dunque un caso se per il monumento Garatoni il ritratto viene realizzato da Giacomo De Maria, uno degli artisti più in voga dell’epoca e figura di primissimo piano all’interno dell’Accademia. Purtroppo allo stato attuale degli studi non è possibile individuare l’architetto che ha disegnato il sobrio monumento. Opera però che nell’inserimento del busto in una corona di alloro cita intelligentemente le imago clipeate romane, dandoci un omaggio ‘filologico’ al defunto.
Il progetto del monumento fu presentato nel 1820 all’Accademia di Belle Arti di Bologna per l’approvazione e l'esecuzione sarà stata eseguita poco dopo. Riportiamo un brano tratto dalle descrizione del monumento inclusa nella Collezione scelta dei Monumenti Sepolcrali del Comune Cimitero di Bologna. edita da Natale Salvardi nel 1825. “...Non si sa di quale autore sia il disegno del semplice e dignitoso monumento fatto porre alla memoria di questo insigne Filologo nel nostro Comunale Cimitero dalla pietà della Rosa Garatoni, ultima di quella famiglia, e sorella ed erede di lui. Tutta la mole di esso monumento è di marmo così detto di S. Ippolito, e il busto, che ritragge al vero i lineamenti del Garatoni, è opera del lodatissimo professore Giacomo De Maria”.

Roberto Martorelli

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Descrizione del Cimitero di Bologna
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Descrizione del Cimitero di Bologna (Description of the Certosa cemetery), fascicolo XLI, ultimo della Collezione. Giovanni Zecchi, Bologna, 1829. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

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