Monterumici Bruno

Monterumici Bruno detto Roberti

2 aprile 1906 - 5 luglio 1944

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza elementare
Causa della morte: Esecuzione
Occupazione: Operaio/a

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 9 settembre 1943 - 5 luglio 1944)

Scheda

Bruno Monterumici, nome di battaglia "Roberti", da Luigi e Luigia Tonelli; nato il 2 aprile 1906 a Bologna; ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Operaio ortopedico. Iscritto al PCI. Fu dirigente della FGCI e il 22 agosto 1927 venne arrestato a Modena, unitamente a 2 compagni, perché trovato in possesso di materiale di propaganda antifascista. Il 22 marzo 1928 fu rinviato a giudizio davanti al Tribunale speciale dal quale il 10 agosto 1928 venne condannato a 7 anni e 10 mesi di carcere per "ricostituzione del PCI, propaganda sovversiva". Scontò parte della pena nelle carceri di Volterra (PI) e Viterbo e riebbe la libertà il 5 novembre 1932 a seguito della concessione dell'amnistia per il decennale fascista. Il 23 marzo 1933 fu nuovamente arrestato, con Sostegno Falzoni e Cesare Morara, per diffusione di volantini. Il 13 luglio venne scarcerato e ammonito. Il 4 gennaio 1938 subì un terzo arresto. Finì in carcere con altri 76 antifascisti accusati di "organizzazione comunista bolognese attiva nel 1936-1937" che oltre "alla tradizionale azione illegale era riuscita a sviluppare un'efficace azione nei sindacati fascisti, tra i disoccupati e nell'ambiente universitario". Rinviato a giudizio il 2 settembre 1938, davanti al Tribunale speciale, il 26 novembre venne condannato a 18 anni di reclusione. Scontò parte della pena nel carcere di Fossano (CN) dal quale uscì nell'agosto 1943, dopo la caduta del fascismo. Trascorse gli anni di detenzione leggendo numerosi libri di storia, sia italiani che stranieri.

All'inizio della lotta di liberazione fu tra i primi organizzatori delle squadre armate bolognesi in città che diedero poi vita alla 7ma brigata GAP Gianni Garibaldi, nella quale militò. Arrestato il 26 giugno 1944 dalle brigate nere, venne a lungo torturato, quindi ucciso e abbandonato in via Tibaldi il 5 luglio 1944. Quasi certamente non rivelò il proprio nome ai fascisti, perché in data 4 aprile 1945 la polizia lo ricercò, ovviamente senza trovarlo, nel suo domicilio. Riconosciuto partigiano dal 9 settembre 1943 al 5 luglio 1944. Al suo nome è stata intitolata una strada di Bologna. [Nazario Sauro Onofri]

E' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.

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Bibliografia
Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919- 1945)
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri N.S.
1985 Bologna ISB