Monte Vignola

Scheda

Il 24 giugno 1944 i tedeschi attaccano la Stella Rossa nella zona di Luminasio, dove rastrellano 16 persone (per ottenere la loro liberazione nei giorni seguenti don Lino Pelati si recherà ripetutamente ai comandi tedeschi di Panico e Marzabotto). Ai soldati che salgono da Marzabotto si uniscono i militi fascisti del distaccamento di Tolè.
Alle 5 del mattino i tedeschi sono già nella zona delle Versellane e dalle case cominciano a prelevare alcuni uomini che sono costretti a portare le munizioni. Tutta la zona, fin sulla cima di Monte Vignola, viene battuta.
A Montepastore viene ucciso Virgolino Belletti, collaboratore dei partigiani della 63a brg Bolero Garibaldi. Nel pomeriggio alcuni partigiani attaccano i tedeschi sulla strada del fondovalle, non si hanno vittime nello scontro ma i tedeschi e i fascisti reagiscono uccidendo quattro uomini a Pian di Venola. Nonostante lo spiegamento di uomini, l’attacco non colpisce a fondo la Stella Rossa e i partigiani possono sganciarsi verso Medelana. Il comando, dislocato sul Monte Vignola, abbandona la zona e raggiunge Monte Ombraro. Un gruppo di partigiani non sente il richiamo e si salva faticosamente dirigendosi oltre il Setta e alla casa di Umberto Crisalidi. La squadra d’azione, che si trova tra Montepastore e il Monte Vignola, rimane fuori dall’accerchiamento tedesco, oltrepassa il Reno e raggiunge la località America di Villa d’Ignano. Da lì si porta sul Monte Adone, dove incontra un gruppo della 62a brigata Garibaldi.
I tedeschi che provengono da Montepastore, Vedegheto, Tolè e Sasso si trattengono a mezza costa e sparano da lontano. Il loro obiettivo è probabilmente terrorizzare la popolazione, perché bruciano le case e i pagliai e, soprattutto, arrestano gli uomini e li trasportano prima a Pian di Venola, poi a Bologna.
I rastrellati vengono rilasciati grazie all’intervento del parroco di Sperticano don Giovanni Fornasini.
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