Monghidoro - Pietramala

Scheda

Il 18 agosto 1944 una squadra della Stella Rossa, guidata da Alfonso Ventura, si reca a controllare la posizione tenuta dal partigiano Nino Cevenini in una casa isolata tra Monghidoro e Pietramala, trovandosi al centro di uno scontro armato.
Una pattuglia tedesca che ha preso a sparare contro la base partigiana impedisce a Ventura di portare aiuto ai compagni. Lo scontro dura diverse ore e solo a sera i tedeschi si ritirano lasciando sul terreno alcuni morti.
Il giorno successivo i tedeschi, che hanno piazzato la contraerea sul Monte Oggioli, tornano per rastrellare la zona e si susseguono numerosi scontri con i partigiani. Nell’azione si distinguono le capacità tattiche di Karaton, il soldato russo sfuggito ai tedeschi e da poco entrato nella Stella Rossa.
Il comandante Mario Musolesi, completata la mappa dell’attacco nemico, pensa di contrattaccare con tutta la Stella Rossa partendo dalla conca compresa tra Monte Oggioli e Monte Freddi. Grazie all’azione di un gruppo di volontari guidati da Alfonso Ventura, viene messa a tacere la batteria di Monte Oggioli.
Verso sera le avanguardie della Stella Rossa si portano sulla strada della Futa, dove attaccano vari automezzi nemici. Intanto il comandante, appreso che i tedeschi si stanno organizzando con forti contingenti provenienti da Monghidoro, Firenzuola, Covigliano, Bruscoli, Montefredente, San Benedetto Val di Sambro, Madonna dei Fornelli e Castel dell’Alpi, ordina alla Stella Rossa di sganciarsi.
Negli scontri muore il partigiano Gianfranco Grassilli.

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