Monari Medardo

Monari Medardo detto Giorgio

28 Giugno 1926 - 8 Febbraio 1949

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza elementare
Occupazione: Autista

Riconoscimenti

  • Partigiana/o (11 settembre 1943 - 21 aprile 1945)

Scheda

Medardo Monari, «Giorgio», da Ettore e Teodolinda Franceschini; nato il 28 giugno 1926 a Pianoro. Nel 1943 residente a Bologna. Licenza elementare. Autista. Militò nel battaglione Gianni della 7a brigata GAP Gianni Garibaldi con funzione di comandante di plotone e operò a Bologna. Riconosciuto partigiano con il grado di sottotenente dall'11 settembre 1943 alla Liberazione. E' sepolto nella Certosa di Bologna, Campo 1945 - parete est. La lapide ricorda come 'tragico incidente schiantò la sua vita temprata dallo sport, nella luce corrusca di traguardi ambiti, raggiunti e da raggiungere'. A suo nome è intestato il 'Moto club Medardo Monari'.

"La storia di Medardo Monari è stata quella di un grande appassionato di moto e valido meccanico proveniente dalla prolifica "Fucina Bolognese" di piloti e costruttori artigianali di moto. Fu ragazzo dal carattere aperto e gioviale, pilota dal talento innati, stella comparsa e scomparsa nell'arco di due soli anni di gare (1947/1948). Nato a Pianoro il 28 giugno 1926, era di famiglia modesta: il padre Ettore faceva il muratore e la mamma Teodolinda la casalinga. Erano tempi grami in Italia in quegli anni, cosa che portò la sua famiglia a immigrare diverse volte tra Pianoro, Monte San Pietro e subito dopo nel dicembre 1926 a Sasso Marconi, quando finalmente si stabilirono a Bologna l'1 giugno 1934.

Il bravo Medardo per aiutare la famiglia, iniziò a lavorare in giovane età, facendo il bigliettaio sulla funivia di San Luca. In seguito venne assunto dalle ferrovie statali, con mansioni di autista/operaio e così lavorando duramente e facendo pesanti sacrifici, riuscì a mettere via dei soldi per comperarsi una vecchia Matchless G3L (in produzione dal 1938 al 1946), un residuato bellico proveniente dai campi ARAR (Azienda Rilievo Alienazione Residuati) di Cesena. La moto veniva usata dai portaordini inglesi durante la seconda guerra mondiale ed aveva una sola nota moderna, la forcella anteriore telescopica con smorzamento idraulico ad olio. Questa nuova forcella detta 'teleidraulic' venne introdotta dalla Matchless in anteprima mondiale sui modelli G3L dal 1941. Il telaio era rigido posteriormente, aveva un motore da 349 cc ad aste e bilanceri, forniva allora 16 CV a 5200 giri/min, ed il cambio classico inglese era separato. Medardo, da ottimo meccanico che era, con la collaborazione dei suoi amici ferrovieri, modificò la Matchless rendendola competitiva ed affidabile, così nel 1947 iniziò a gareggiare nel Campionato Italiano di terza categoria. Con la Matchless vinse subito quattro gare, dimostrando una immensa perizia nella guida, frutto del suo naturale talento, ma ormai il motore più che sfruttato della sua vecchia G3L aveva dato tutto, e così si rese urgente avere una nuova moto per continuare a gareggiare. Prontamente Medardo, con i suoi amici e colleghi Remo Galli, Walter Gualandi e Antonio Dovadoli, autofinanziandosi si misero al lavoro riciclando un motore monocilindro Guzzi da 498,4 cc che dava circa 17,5 CV a 4300 giri/min, tolto da un motocarro Ercole Guzzi. Il motore venne modificato grazie anche alla disponibilità dell'officina del Compartimento Ferroviario di Bologna, che era ottimamente attrezzata. Realizzarono così un nuovo albero motore, poi aumentarono il rapporto di compressione e vari affinamenti alla distribuzione, che portarono il motore a girare a mille giri in più della versione di serie. Venne anche realizzato in tempo record il telaio, prendendo esempio dalla Guzzi Condor, usata agli inizi carriera dal pilota Arcisio Artesiani, che in seguito passò alla Gilera e infine alla MV Augusta come pilota collaudatore della nuova quattro cilindri dell'ing. Remor. Medardo, con questa replica della Condor efficiente e veloce, proseguì alla grande la stagione 1947: infatti vinse consecutivamente a Oderzo, La Spezia, Senigallia, Ferrara, e fece il secondo posto a Bologna. Il titolo gli sfuggì sul circuito di Dalmine (prova conclusiva del campionato), per un problema ai freni. Comunque venne promosso in seconda categoria.

Nel 1948 Monari iniziò il Campionato Italiano di seconda categoria, con una Guzzi Condor originale, con cui frantuma tutti i record alla Bologna-Osservanza. Vinse anche a Faenza e subito dopo cambiò moto e corse con la Gilera Saturno "Sanremo", con cui affrontò tutte le gare con incredibile impegno, così da portarsi in testa alla classifica. La Gilera Saturno assecondò in pieno le caratteristiche di guida di Monari che erano un giusto mix di irruenza, tecnica e coraggio. Medardo aveva anche una folta schiera di ammiratori al seguito e presenti in molte delle vittorie ottenute in quest'anno. C'erano anche alla decisiva e memorabile gara che Medardo fece sulla pista di Monza del 24 ottobre 1948: la gara partì sotto una pioggia battente che creò non pochi problemi ai piloti e alle moto, non a caso dei ventidue partenti finirono la gara solo in sette. Allo start Medardo passa in prima posizione seguito da Geminiani e Masetti, quando dopo pochi giri ebbe un guasto ai freni che lo costrinse ad uno stop ai "box". Riparato il guasto riparte con una grinta incredibile e giro dopo giro recupera il grande distacco che aveva accumulato sui due battistrada, d'impeto supera sia Masetti che Geminiani lasciandoli entrambi di stucco e tra il tripudio generale vince gara e campionato italiano classe 500cc di seconda categoria. Il 1949 doveva essere la stagione della consacrazione nell'olimpo dei migliori piloti di sempre e la Gilera gli affidò in forma ufficiale una Saturno Sport, per potersi allenare sulle strade dei dintorni di Bologna. Ecco che il fato volle che nulla si realizzasse per lui: in un tragico martedì sera dell'8 febbraio si stava allenando alla guida della Saturno e – percorrendo la curva di S. Anna presso i caseggiati di Osteriola sbandò, cadde ed a seguito del grave trauma cranico subito - nonostante venisse subito soccorso - spirò nel locale ospedale. Così si spensero tragicamente i sogni del bravo Medardo. Lasciò un vuoto incolmabile alla moglie ed alla figlia ancora molto piccola, a tutto l'ambiente motoristico bolognese e nazionale, che perse in un solo colpo un vero campione in pista e nella vita.

Il Moto Club, creato nel 1947, dopo la morte di Medardo Monari fu dedicato a lui da parte degli amici e dai compagni ferrovieri di Bologna. Il 28 maggio 1950 venne inaugurata ad Arcore nella fabbrica Gilera una lapide dedicata a quasi tutti i piloti periti in gara sulle proprie moto, tra cui Medardo Monari, Jader Ruggeri e Oscar Clemencigh. Erano presenti la moglie Ida e il figlio Ferruccio, centinaia di motociclisti e tutti i consessionari Gilera italiani." (Testo a cura del Moto Club Medardo Monari - Bologna)

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