Mengoli Giovanni

Mengoli Giovanni

30 Agosto 1860 - 15 Gennaio 1926

Note sintetiche

Scheda

Giovanni Mengoli nacque a Bologna il 30 agosto 1860. Di famiglia modesta, poté seguire studi regolari solo fino alle scuole elementari. Dalle poche notizie che si hanno sulla prima parte della sua vita, pare che avesse successivamente frequentato un istituto professionale con indirizzo arti grafiche: in quegli anni erano infatti un settore in grande sviluppo. Il suo primo lavoro fu così quello di apprendista presso alcune tipografie cittadine.

La famiglia Mengoli – composta oltre che da lui, dal padre Pietro, dalla madre Gaetana e dalla sorella Enrica- viveva in via San Vitale, 17. I genitori erano portinai dello stabile. Una volta adempiuto al servizio militare di leva, anche grazie all’aiuto del prof. Francesco Magni che abitava nello stesso palazzo dove lavoravano i signori Mengoli, Giovanni fu assunto all’Universita’. Era il 1 marzo 1884. Giovanni era intelligente ed intraprendente: ben presto se ne accorse anche Olindo Guerrini, dal 1886 reggente della Biblioteca Universitaria. Il custode della biblioteca medesima era morto da poco e vi era la necessità di sostituirlo. Ecco, allora, che lui ne prese il posto. Nel frattempo, aveva conosciuto la sua futura moglie, Virginia Vacchi, figlia del produttore di salumi e ristoratore Gaetano, la cui fabbrica si trovava in via San Vitale al n. 66/A. L’ambiente universitario risulto’ essere molto stimolante per Giovanni, anche grazie alle personalità che si ritrovo’ accanto: Corrado Ricci, Alberto Bacchi della Lega, Ludovico Frati, Rinaldo Sperati e lo stesso Olindo Guerrini. Nel 1887 lascio’ l’abitazione di famiglia per trasferirsi in un alloggio che l’Universita’ gli aveva messo a disposizione in quanto custode e portiere. L’appartamento era in via Borgo San Giacomo n. 1. Nel 1891 si celebro’ il matrimonio con Virginia Vacchi. Dall’unione nacquero ben sette figli. Nell’ottobre 1893 Giovanni ebbe un avanzamento di carriera grazie alla considerazione che Guerrini (ora direttore della Biblioteca Universitaria) nutriva nei suoi confronti. In una lettera lo definiva infatti “persona che mostra un’intelligenza superiore all’ufficio assegnatole, potendo disimpegnare lodevolmente anche le attribuzioni di distributore”. Allo stesso modo, molti docenti riponevano in lui grande stima. In quel preciso momento storico, Bologna fu interessata da significativi cambiamenti urbanistici. Lo stabile dove viveva la giovane famiglia era prossimo alla demolizione e Giovanni con moglie e figli nel 1894 dovette trasferirsi. Andarono ad abitare in via Belle Arti, 12. Nelle vicinanze della nuova casa si trovava il Palazzo Bentivoglio, sede in cui si riunivano Alfredo Baruffi e altri artisti che si riconoscevano sotto il nome di “Giambardi della Sega” e dove nacque la cosiddetta “Accademia della Lira”.

A quel punto della sua vita, Giovanni Mengoli doveva mantenere una famiglia che cresceva e le entrate non bastavano mai ma, come abbiamo visto, aveva una mente svelta e possedeva spirito di iniziativa. Inoltre, stando a contatto con grande parte dell’”intellighenzia” bolognese, aveva appreso nozioni e tecniche sui più svariati argomenti. Guerrini, in modo particolare, era anche un ottimo fotografo e, proprio in quegli anni, la fotografia e l’uso della cartolina postale avevano avuto uno sviluppo esponenziale. Soprattutto il commercio delle cartoline illustrate aveva attirato editori stranieri in Italia. Giovanni, forte delle sue esperienze giovanili in tipografia, penso’ che avrebbero potuto avere fortuna anche editori locali e decise di tentare di diventarlo. Inizio’ allora ad acquistare o a commissionare riprese fotografiche di monumenti, palazzi e chiese di Bologna: del resto, non gli era difficile, visto che Guerrini era anche presidente del Circolo Fotografico cittadino. Comincio’ così ad acquisire immagini, che faceva stampare nella tipografia di via Belle Arti, 14 vicino a casa sua. Olindo Guerrini lo sostenne pienamente (un secondo lavoro non era incompatibile con l’occupazione statale) e nel 1900 il nostro fondo’ la sua ditta con sede in via Rizzoli, 11/E. La ditta, gestita insieme alla moglie, vendeva cartoline illustrate di Bologna e provincia e numerose serie da collezione. Lui, infatti, poteva essere presente solo nel pomeriggio, dato il suo impiego all’ateneo. In breve tempo il negozio ebbe successo ed era frequentato da artisti e personalità della cultura. In particolare, si creo’ una collaborazione con Flavio Bertelli, che disegno’ – tra l’altro- alcune maschere della commedia dell’arte poi trasformate in una nota serie di cartoline.

Nel 1902 la famiglia cambio’ di nuovo residenza e trasloco’ al 98 di via Zamboni, numero civico non più esistente. L’attivita’ di editore proseguì con discreto seguito per una decina d’anni e, pur dovendo far fronte al recupero debiti e al saldo di prestiti, la produzione di cartoline ando’ avanti con nuove iniziative. Nel 1911 tutta la zona del Mercato di Mezzo nella quale era ubicata l’attivita’ fu interessata dai lavori di demolizione dovuti all’esecuzione del PRG Del Comune di Bologna approvato nel 1889. Nel 1913 anche Mengoli dovette lasciare lo stabile dove si trovava il negozio per portarlo provvisoriamente in via Ugo Bassi, 30. Nel frattempo, però, si ammalo’ gravemente e per due anni non riuscì a lavorare come avrebbe voluto. Pur con l’aiuto dei figli ormai adulti, non gli fu possibile continuare: i debiti lo stavano travolgendo e il clima internazionale non lasciava presagire nulla di buono nemmeno per l’Italia. Dopo aver messo in liquidazione l’attivita’, la ditta fu chiusa definitivamente il 22 maggio 1915. Passata la tragedia della Prima Guerra Mondiale che aveva avuto grosse conseguenze e lutti i famiglia, nel 1922 Giovanni Mengoli venne collocato a riposo dall’Università. Quattro anni dopo, il 15 gennaio 1926, morì.

Ma non è morto il suo ricordo, che si perpetua nelle cartoline che ancora oggi documentano Bologna tra fine Ottocento e inizi Novecento. Cartoline che i collezionisti si contendono nei mercatini dell’antiquariato e nelle offerte dei siti specializzati on-line. Fortunatamente, nel 1947, ciò che rimaneva del campionario originale di Giovanni Mengoli fu ceduto dalla figlia Evelina alla Cassa di Risparmio In Bologna. L’amico Alfredo Baruffi era infatti divenuto conservatore delle collezioni d’arte dell’istituto bancario cittadino e ne aveva caldeggiato l’acquisto intuendo l’imprescindibile valore storico-documentario della raccolta. Attualmente il fondo è conservato presso la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, una delle sedi del percorso museale “GENUS BONONIAE. Musei nella città” fortemente voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio In Bologna.

Daniela Schiavina

In collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

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Mengoli Rodolfo

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località Prunaro di Sotto di San Martino, Marzabotto, (BO), 20 ottobre 1944

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