Mazza Rosano (Rossano)

Mazza Rosano (Rossano) detto Franco

10 gennaio 1926 - 13 dicembre 1944

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza avviamento professionale
Causa della morte: Esecuzione
Occupazione: Operaio/a

Riconoscimenti

  • Partigiana/o (25 ottobre 1943 - 13 dicembre 1944)

Scheda

Rossano Mazza, nome di battaglia "Franco", da Angelo a Luisa Iozotti; nato il 10 gennaio 1926 a Sasso Marconi. Nel 1943 residente a Bologna. Licenza di avviamento professionale. Operaio meccanico alla SABIEM.

Nell'inverno 1943-44 entrò a far parte del gruppo di giovani che aveva dato vita a una banda partigiana - dalla quale in aprile nascerà la 36a brigata Bianconcini Garibaldi - sull' Appennino tosco-emiliano a Cortecchio (Palazzuolo sul Senio - FI). Il 22 febbraio 1944, quando ingenti forze fasciste attaccarono la base partigiana, restò ferito e venne catturato con Germano Giovannini. Trasportati a Bologna, i due vennero detenuti nelle celle della caserma d'artiglieria di Porta San Mamolo sino al 10 maggio 1944 quando furono trasferiti nel carcere di Castelfranco Emilia (Modena).

Il 17 settembre, durante un bombardamento, riuscì a evadere e salì sull'Appennino bolognese per aggregarsi alla brigata Stella rossa Lupo. Rientrò a Bologna il 25 settembre quando il CUMER ordinò il concentramento in città di numerosi contingenti di partigiani della montagna, in previsione di quella che si riteneva l'imminente insurrezione popolare che avrebbe dovuto scattare in concomitanza con l'arrivo delle truppe alleate.

Fu aggregato al distaccamento della 7ma brigata GAP Gianni Garibaldi con funzione di commissario politico e acquartierato tra le rovine dell'ospedale Maggiore, in via Riva Reno, dove oggi sorge il palazzo dello Sport.
Il 7 novembre prese parte alla battaglia di Porta Lame al termine della quale, con altri 18 partigiani, trovò rifugio in uno stabile sinistrato in piazza dell'Unità, angolo via Tibaldi. Il 15 novembre i nazifascisti circondarono lo stabile e nel corso di un violento scontro - noto come la battaglia della Bolognina - riportò una grave ferita al capo. Grazie alla generosità dei compagni, che non l'abbandonarono, riuscì a mettersi in salvo e venne ricoverato nell'infermeria clandestina della 7a brigata GAP Gianni Garibaldi in via Duca d'Aosta 77 (oggi via Andrea Costa). Qui fu curato e si ristabilì, nonostante la gravità della ferita.

Il 5 dicembre 1944, pochi giorni prima di essere abbandonata, l'infermeria venne scoperta dai fascisti, a seguito di una delazione. Con altri 13 compagni, tutti feriti, fu portato nella caserma di via Magarotti (oggi via dei Bersaglieri) e torturato. Venne fucilato con gli altri il 13 dicembre 1944 al poligono di tiro. Riconosciuto partigiano con il grado di tenente dal 25 ottobre 1943 al 13 dicembre 1944. [Luigi Arbizzani-Nazario Sauro Onofri]

E' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della  Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.

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Battaglia della Bolognina
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Battaglia della Bolognina, Bolognina di "JACOPO",  Aldo Cucchi, da “Epopea partigiana”, pp.41-43

Bibliografia
Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919- 1945)
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri N.S.
1985 Bologna ISB