Lodi Gaetano

Lodi Gaetano

1830 - 1886

Note sintetiche

Scheda

Il pittore Gaetano Lodi (Crevalcore, 1830 - Bologna, 1886) si forma presso l'Accademia bolognese di Belle Arti nel corso di ornato. Successivamente entra nella bottega di Giuseppe Badiali, poi da Giuseppe Manfredini e infine dal decoratore Andrea Pesci, con cui entra in società. Tra i primi lavori vi sono nel 1857 alcuni decori per gli allestimenti effimeri, dipinti in occasione del soggiorno a Bologna di Pio IX, mentre altri 'archi trionfali' vengono da lui decorati a Castelfranco Emilia e Cento. Affreschi più significativi sono eseguiti nei palazzi Rossi e Dal Monte a Bologna e al 1859 si data la decorazione del teatro Comunale di S. Giovanni Persiceto. Di poco successive sono le volte della Sala delle Signore nel Caffè del Corso a Bologna, prima opera completamente autonoma.

Dopo un breve soggiorno a Firenze rientra a Bologna nel 1862, per realizzare la decorazione delle sale e delle volte del portico della sede della Banca d'Italia, edificio progettato dal napoletano Antonio Cipolla e terminato nel 1865. Questi affreschi colpiscono a tal punto il Re Vittorio Emanuele II che, oltre ad onorarlo con una medaglia, lo vuole a Firenze nello stesso anno per dipingere nella villa Medicea di Poggio a Caiano, divenuta residenza reale. In questi affreschi l'artista recupera lo stile delle 'raffaellesche' rinascimentali, desunte a loro volta dalle 'grottesche' delle volte della Domus Aurea di Nerone. Due anni dopo è chiamato a Milano dall'architetto emiliano Giuseppe Mengoni, per eseguire alcune decorazioni della Galleria Vittorio Emanuele, lavoro che favorisce la nomina a pittore ornatista della casa reale, cui seguono nel 1870 gli interventi nel Casino Reale di S. Rossore, dove dipinge le decorazioni di gran parte delle sale. Seguono poi decori per la sede della Banca d'Italia a Firenze (sala ottagonale su progetto del Cipolla), per il Quirinale di Roma (salone e atrio di ingresso) e il palazzo Reale di Torino (scalone).

Nel giro di breve tempo seguono, tra 1873 e 1877, diversi soggiorni al Cairo in Egitto. Qui realizza le pitture di una sala da pranzo all'interno dell'harem a Ghisec, altri decori nel palazzo Khedivale e i disegni per un servizio da tavola realizzato per il vicerè dalla ditta Ginori. Il soggiorno egiziano si conclude con la supervisione delle raffaellesche dipinte nella residenza Cicolani. Nel 1878 ottiene la cattedra di ornato nell'Accademia di Belle Arti felsinea: tra i suoi allievi vi sono Edoardo Breveglieri e Alfredo Tartarini. Nel 1881 dipinge le decorazioni nell'atrio del teatro della sua città natale, Crevalcore, e nello stesso tempo assume la direzione artistica della Società Cooperativa delle Ceramiche d'Imola. Alla morte, giunta nel 1888, viene ricordato da Tito Azzolini che scrive, tra l'altro, come il suo stile aveva abbandonato il classico e convenzionale dell'arte che dominava la mente degli artisti nei tempi passati, per ritornare alla semplicità ed eleganza dei tempi del rinascimento. Nel centenario della nascita un suo altro allievo, Augusto Sezanne, gli organizza una manifestazione celebrativa a Crevalcore.

Roberto Martorelli

Testo tratto da: R. Martorelli, Cento anni di scultura bolognese. L’album fotografico Belluzzi e le sculture del Museo civico del Risorgimento, numero monografico de “Bollettino del Museo del Risorgimento”, LIII, 2008

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Bologna post unitaria
Bologna post unitaria

Quadro socio politico della Bologna post unitaria nel periodo 1859-1900. Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it