Le Officine di Casaralta

Le Officine di Casaralta

Scheda

Il 20 ottobre 1919 nascono le “Officine di Casaralta”, un'azienda che avrà lunga fortuna e grande importanza: negli oltre 30 anni successivi si consoliderà come uno de maggiori impianti bolognesi nel settore meccanico. L'azienda nasce dal fiuto imprenditoriale di Carlo Regazzoni, un tecnico specializzato di origini bergamasche che, forte dell'esperienza dirigenziale in altre importanti aziende come Breda, Reggiane, Fervet (dove diventa direttore tecnico), decise di mettersi in proprio all'indomani della fine della guerra, rilevando stabilimenti della Sigma che dal 1915 occupava uno stabilimento in zona Casaralta. L'operazione è resa possibile dall'apporto di capitale di un facoltoso commerciante di pellami bolognese, Cesare Donati.

Le Officine di Casaralta avranno grande fortuna divenendo come una delle ditte produttrici e riparatrici per conto delle Ferrovie dello Stato che, nel dopoguerra, si accingevano al rinnovamento del parco rotabile nazionale. L'azienda si specializzerà ben presto anche nella fornitura di materiali e veicoli per le tranvie elettriche. L'espansione dei nuclei urbani implicava infatti un forte sviluppo dei trasporti cittadini. L'azienda arrivò a rifornire non solo il nucleo urbano di Bologna ma anche diverse città del nord Italia, imponendosi a livello nazionale. La produzione inoltre era molto diversificata: si passava dalla costruzione di semilavorati per altra aziende meccaniche, alla realizzazione meccanismi per gli impianti di bonifica.

La favorevole congiuntura economica del dopoguerra nel settore ferrotranviario aveva favorito un primo sviluppo dell'azienda. Tuttavia le condizioni economiche peggiorarono sensibilmente alla fine degli anni '20, in corrispondenza della depressione economica. Parallelamente Regazzoni si avvicinò ad ambienti politici vicini al fascismo: di particolare importanza la relazione con l'ex ferroviere Leandro Arpinati, ras fascista divenuto podestà di Bologna nel 1927. Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, la fabbrica conterà più di 500 dipendenti e sarà uno dei punti di forza maggiori del sistema produttivo bolognese. Lo stabilimento sarà centro di vita sociale ai margini della Bolognina, quartiere “industriale” per eccellenza del capoluogo.

Nicola Lugaresi

Bibliografia: P.P. D'Attorre, Il treno della vita: un imprenditore bolognese tra fascismo e miracolo economico, in P. P. D'Attorre, V. Zamagni (a cura di), Distretti imprese classe operaia. L'industrializzazione dell'Emilia Romagna. Milano, Franco Angeli, 1992, pp. 425-469; V. Zamagni, L'economia, in R. Zangheri (a cura di), Bologna, Bari, Laterza,1986.

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Lavoro femminile (Il)
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Elisa Erioli, Il lavoro femminile durante la Grande Guerra.

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