Le Esposizioni Universali

Le Esposizioni Universali

1851 | 1900

Scheda

Le Esposizioni Universali esordiscono a Londra nel 1851, con quella che passerà alla storia come l’Esposizione del Crystal Palace, dal nome del palazzo serra appositamente costruito per ospitare la manifestazione, una fiera internazionale di grandi dimensioni, che ospita tutti i settori della produzione umana, comprese le Belle Arti.

La città di Bologna fu presente già in questa occasione, infatti Enrico Bottrigari nella sua Cronaca di Bologna (Zanichelli, 1960) ricorda che furono spediti "1) Saggio di produzione e lavorazione della nostra Canepa, esibito dal nostro Marco Minghetti. 2) Saggio di papirografia a sola forbice dell'Avv. Ercole Livizzani. 3) Manifattura di veli, parte crespi, parte tirati, ed alcuni naturali, esibiti dal Conte Angelo Ranuzzi in 13 pezzi di colori diversi. 4) Saggio del Conte Biagio Bianconcini, di un processo chimico, per cui da una terra silicea quarzosa, si arriva sino alla vetrificazione per formare le Bottiglie. 5) Prodotto della Stoppa della Canepa Bolognese, esibito dallo stesso Bianconcini. 6) Saggio della Zolfatara di Predappio, del Conte Domenico Biscia". E' sempre il Bottrigari che ci ricorda di alcuni concittadini presenti anche all'Esposizione Universale di Parigi del 1867: "ottennero la medaglia d'Oro i nostri concittadini Lollini pe' loro ferri chirurgici ed il Calzoni (Luigi Calzoni, 1802-1880 ndr) pure di Bologna per la lavorazione delle canape. Così i fratelli Celestino e Cesare Monari per la loro industria del riso brillato. Il Giuseppe Majani ebbe quella d'argento per le sue cioccolate e confetture".

A livello ideale le Esposizioni segnano il trionfo delle “magnifiche sorti progressive” della società industriale: per i paesi che le organizzano costituiscono un’ottima opportunità, una finestra sull’economia, uno stimolo allo spirito di fratellanza e cooperazione, un luogo dove favorire il confronto e l’imitazione, con uno scambio di conoscenze finalizzato ad un generalizzato miglioramento dei processi produttivi. In occasione di Parigi 1878, Victor Hugo inneggia ancora ai principi ideali base delle Esposizioni, viste come “… la firma di tutti i popoli posta a un patto di fratellanza”. Le convinzioni liberistiche sono in linea con questi principi. Tenendo conto dell’impossibilità da parte di ogni paese di essere autosufficiente, le Esposizioni sono viste come il luogo dove conoscere e valutare la realtà produttiva altrui per favorire accordi commerciali e il confronto di qualità e prezzi per creare la condizione di una concorrenza propizia ai consumatori. Ma si tratta degli aspetti illusori di una bella utopia: nello stesso periodo in cui Hugo esalta la fratellanza i francesi, riparati dal ventaglio dei buoni sentimenti, si stanno preparando a varare misure protezionistiche, che porteranno a guerre di dazi, e si sta radicando il pensiero dell’industria come lotta e concorrenza.

Del resto, gli auspici ideali si mescolano fin da subito con gli interessi particolari. Nello spirito altruistico di cooperazione iniziale si chiede, per esempio, ai privati di presentare memorie, monografie, piani di produzione, nell’intento di agevolare il miglioramento e la crescita collettivi, ma con scarsi risultati. I privati sono interessati più a farsi conoscere ed incrementare il proprio giro d’affari, piuttosto che raccogliere e organizzare dati e informazioni sulle proprie lavorazioni con cui beneficiare gli altri. Del resto, le Esposizioni diventano in breve parte di un meccanismo embrionale di promozione pubblicitaria attraverso l’esibizione delle onorificenze conquistatevi, anche se non sempre con particolare merito, vista la messe di medaglie distribuite ogni volta. Nella prospettiva di offrire un beneficio alla collettività, un successo almeno parziale è costituito dall’impegno nel favorire l’“istruzione degli operai”. I comitati provinciali organizzano invii di lavoratori affinché sfruttino la manifestazione per accrescere le loro conoscenze e competenze. A Parigi nel 1878 la Francia ne manda 22.000. I giorni festivi sono a biglietto ridotto, proprio per favorire l’ingresso dei lavoratori, e ci sono tariffe ferroviarie speciali. Ma la logica delle Esposizioni, paternalista e borghese, non lascia spazio alle sofferenze e alle rivendicazioni del proletariato, che trova comunque la sua strada, approfittando proprio di quelle agevolazioni pensate per far convenire i lavoratori alle fiere. Il Congrés International Ouvrier sarà organizzato a Parigi nel 1889, in concomitanza con l’Esposizione. La delegazione italiana andrà così a studiare la Bourse du Travail parigina e al rientro, grazie a questa ispirazione, nascerà la Camera del Lavoro di Milano.

Nelle Esposizioni la funzione dimostrativa è molto forte ed esse sono usate come vetrina della potenza nazionale sia dal punto di vista civile, sia militare. Tutti i paesi che nel corso dell’800 organizzano un’Esposizione universale lo fanno per garantirsi un palcoscenico e dare testimonianza della loro mantenuta o conquistata rilevanza a livello internazionale. Così è, per esempio, per la Francia del 1878, desiderosa di dar prova di ripresa e vigore inalterato dopo la sconfitta di Sedan e la caduta dell’Impero nel 1870; o per gli Stati Uniti che, con l’Esposizione di Filadelfia del 1876, vogliono dimostrare all’Europa che la crisi della guerra civile è ormai alle spalle e che un nuovo forte polo di sviluppo economico è emerso dagli scontri secessionisti. Ancora più significativo è l’uso che viene fatto di questi eventi per organizzare un confronto militare indiretto. Le nazioni partecipanti allestiscono sempre con grande cura la propria sezione dedicata alle armi. La Krupp, che pure si presenta principalmente per la sua produzione di acciaio, non fa mai mancare un cannone, sempre più grande man mano che le manifestazioni si susseguono. Considerando che, per motivi strategici, la promozione dei commerci di tipo militare tra le nazioni europee non sia, all’epoca, particolarmente perseguita, è evidente come l’ampio dispiegarsi di ordigni bellici nelle arene espositive abbia in primo luogo un carattere di confronto e comunicazione politici.

Il peso della politica emerge con chiarezza con la manifestazione parigina del 1889, organizzata per celebrare il centenario della Rivoluzione francese. Il messaggio politico esplicito infastidisce a tal punto stati conservatori come Russia, Germania, Austria che la manifestazione farà registrare molte assenze e anche l’Italia si presenterà a ranghi ridotti e su iniziativa dei privati. La politica, alla fin fine, detta in toto le agende delle Esposizioni, influenzando inevitabilmente anche le spese, che si gonfiano a dismisura sia per gli Stati organizzatori, che nella maggior parte dei casi terminano la manifestazione in passivo, sia per quelli partecipanti, dato che spesso intervengono personalmente per sostenere i costi di trasporto dei propri espositori (spese di trasporto e allestimento), per l’invio di commissari e per acquistare i pezzi più belli in mostra. Il gigantismo le affligge fin da subito e gli aspetti economici sono sommersi dagli intrattenimenti e dalle trovate “meravigliose” pensate per stupire i visitatori. Già negli anni ’70 l’interesse realmente economico che dovrebbe potersi esprimere nelle Esposizioni, fa aprire il dibattito sull’opportunità di dare inizio ad esposizioni settoriali, organizzate da privati e senza medaglie, pensate esclusivamente per il beneficio degli addetti ai lavori. Ciò nonostante, il numero di Esposizioni Universali si manterrà consistente, proseguendo fino ai giorni nostri:

1851 – Londra; 1855 – Parigi; 1862 – Londra; 1867 – Parigi; 1873 – Vienna; 1876 – Philadelphia, Stati Uniti; 1878 – Parigi; 1880 – Melbourne, Australia; 1885 - Anversa, Belgio; 1889 – Parigi; 1893 - Chicago, Stati Uniti; 1900 – Parigi

Maria Chiara Liguori

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Organizzazioni

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Eventi

Documenti
Emporio pittoresco (L') 155
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L'emporio pittoresco n. 155, marzo 1867, Sonzogno editore, Milano. Museo Risorgimento Bologna.

Acqua di Felsina
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Premiata Acqua di Felsina Ditta P. Bortolotti Bologna, Stabilimento Successori Monti, Bologna, 1902

Lettura (La)
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Articoli di argomento vario: Touring Club, esplorazioni, cultura funeraria, criminologia e brigantaggio, miniere di zolfo, fusione delle campane, eloquenza, pedagogia, scultura. Estratti dal periodico 'La Lettura - rivista mensile del Corriere della Sera', Milano, 1905/1906

Bibliografia
Esposizione di Parigi 1878 illustrata
AA.VV.
1878 Milano Sonzogno
Esposizione Universale del 1900 a Parigi
AA. VV.
1901 Milano F.lli Treves
L'Esposizione di Parigi e la potenza produttiva delle nazioni moderne
Luzzatti L.
1879 Milano F.lli Dumolard
L’Esposizione di Parigi del 1889 illustrata
AA.VV.
1889 Milano Sonzogno
Le grandi esposizioni nel mondo, 1851-1900: dall'edificio città alla città di edifici, dal Crystal palace alla White city
Baculo A., Gallo S., Mangone M.
1988 Napoli Liguori
Proletariato di fabbrica e capitalismo industriale. Il caso italiano 1880-1900
Merli S.
1972 Firenze La Nuova Italia Editrice
Sulle Esposizioni Industriali con alcune considerazioni intorno alle cause che possono influire sul progresso delle industrie seguito da un programma per la prima esposizione parziale dei prodotti derivati dalle materie tessili e tintoriali. Parlo di ciò che ho veduto e studiato
Arnaudon G.
1870 Firenze, Torino, Milano G.B. Paravia e Comp.