Lavezzari Giulio

Lavezzari Giulio

12 Maggio 1849 - 19 luglio 1915

Note sintetiche

Causa della morte: Per ferite
Occupazione: Venditore ambulante

Onorificenze

  • Medaglia d'Argento al Valor Militare

    Medaglia d'Argento:

    “Fece parte, volontariamente, di un drappello,che compì, più volte,la distruzione di reticolati.Il giorno successivo fu tra i valorosi che ripetettero l' operazione,e ,durante l'avanzata che seguì fu sempre in prima linea, comportandosi coraggiosamente, finchè cadde colpito a morte.- Podgora 18-19 luglio 1915”

Scheda

Lavezzari Giulio, (Medaglia d'argento al valor militare), del fu Costantino, "l'ultimo garibaldino", soldato volontario nel 35 reggimento Fanteria, nato a Vigevano nel 1849, dimorante a Bologna, morto per ferite sul Podgora il 19 luglio 1915. Venditore ambulante. Vedovo, lascia un orfano.

“Dal fronte in prima linea (...) questo corpo esploratori di 58 volontari che io appartengo annesso al 2° fanteria dunque noi avemmo il compito in testa del 1° battaglione del 1° fanteria di sostenere il genio per distruggere i fili reticolati per mezzo dei tubi di gelatina due volte si fece questo attacco sempre supportato dalle nostre brave artiglierie” Giulio Lavezzari

Dal Diario Storico Militare del 35° Reggimento Fanteria (Pistoia)
19 luglio 1915 – lunedì: “Nell’attacco portato alla posizione nemica dalla Brigata Re i Volontari del Reggimento aggregati al 2° Fanteria ne costituirono i primi elementi dell’avanzata, occupano per primi le trincee nemiche scacciandone i difensori….. Nove volontari del 35° rimasero sul terreno, tre risultarono dispersi, si ritiene siano anch’essi periti nelle trincee, e sedici tornarono dalla loro impresa bagnati dal loro sangue generoso… Questi giovani Italiani, fra cui parecchi irredenti ed un vecchio sergente , antico, fervido garibaldino che avanzò mostrando al nemico la leggendaria camicia rossa e che cadde colpito alla fronte…..” Dono di Mario Cesarini, volontario sul Podgora con Lavezzari.

Scolpita su di un cippo, presso la sommità del Podgora, “La Canzone di Lavezzari”, composta da Giulio Camber Barni:

LA CANZONE DI LAVEZZARI

Il 24 maggio,
la notte della guerra,
Giuseppe Garibaldi
uscì di sotto terra.

E andò da Lavezzari,
che si beveva il vino;
gli disse: «Lavezzari,
vecchio garibaldino,

Lavezzari, vecchio fante,
è scoppiata un'altra guerra,
ma io non posso andarci:
perche sono sottoterra.

Camerata di Bezzecca,
mio vecchio portabandiera,
va’ te sul Podigora,
e porta la mia bandiera!»…….”

Note

E' ricordato nel Lapidario della Basilica di Santo Stefano a Bologna

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Giulio Lavezzari
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Lettera dal fronte in prima linea.