Belmeloro

Belmeloro

via Belmeloro

Scheda

Via Belmeloro: da largo Alfredo Trombetti (angolo via Francesco Acri) a viale Quirico Filopanti.
Prima documentazione dell'odonimo: 1624 (Bel Meloro).
Fino all'inizio del XX secolo, via Belmeloro cominciava da via Zamboni e terminava su via Sant'Apollonia. In seguito la via fu prolungata fino al viale e nel secondo dopoguerra, con delibera consiliare del 9 ottobre 1948, al tratto da via Zamboni a via Francesco Acri fu assegnato il nome di Largo Alfredo Trombetti.
L'odonimo Bemeloro nacque probabilmente nel XVII secolo. Nel XVI secolo veniva considerata divisa in più tratti, il cui il primo era chiamato Campo di S.Sismondo, da via Zamboni alla chiesa di San Sigismondo (troncato in Sismondo dagli studiosi dell’epoca), ed il secondo, che raggiungeva via Sant'Apollonia (già Gatta Marza), era chiamato Vinazzi dei Malvezzi. Esisteva anche una a Piazzola di San Sismondo, consistente nello spiazzo o sagrato davanti alla chiesa tutt'ora esistente di San Sigismondo.
Bel Meloro fu citato per la prima volta all’inizio del XVII secolo e con questo nome inizialmente veniva identificato il breve tratto dell’attuale via, tra via dell’Unione e via Sant’Apollonia (già Gatta Marza), lasciando gli altri odonimi (Campo di San Sigismondo, Vinazzi dei Malvezzi) al tratto occidentale, prossimo a via Zamboni.
Fu solo durante il XVIII secolo che l’odonimo Belmeloro cominciò ad indicare la via per tutta la sua estensione (da via Zamboni, già Strada San Donato) a via Sant’Apollonia, già Gatta Marza).

I Malvezzi che diedero nome alla via nei tempi più antichi sono quelli che abitarono la Cà Grande dei Malvezzi, tutt'ora esistente in Largo Trombetti 4 e facente parte dell’Università di Bologna.
L'odonimo Vinazzi, presente anche in altre parti della città, con diverse varianti (Vinazzetti, Vinazzoli, Vignacci, etc) è da riferire al latino Vignatium, Vignatia, che significa luogo coltivato a vigna, e non, come ipotizzarono alcuni antichi storici, luogo dove si buttavano gli avanzi, detti vinaccie, del mosto dopo la torchiatura.
Per l'interpretazione di Bel Meloro, l'ipotesi più accreditata è che l'odonimo si riferisse ad una pianta di alloro (mlór, in bolognese), particolarmente rigogliosa da meritarsi l'aggettivo di bello: bell'alloro, ovvero Bel Mlór, Bel Meloro).
Se questa ipotesi è corretta, è evidente che la pianta di alloro era nei pressi dell’incrocio con via Sant’Apollonia, visto che all’inizio del XVII secolo solo il tratto vicino a tale incrocio era chiamato Bel Meloro.

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Opere

Bibliografia
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1738 Bologna Bartolomeo Borghi negli Orefici all'Angelo Custode
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Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi
1624 Bologna
Nomi et cognomi di tutte le strade, contrade et borghi di Bologna
Giovanni Zanti
1583 Bologna Rist. anast Bologna : Grafis
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1635 Bologna Clemente Ferroni
Origine di Bologna (www.originebologna.com)
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