Salta al contenuto principale Skip to footer content

Fanteria - 31° e 32° reggimento, brigata Siena

Schede

Sede dei reggimenti in tempo di pace: Napoli Distretti di reclutamento: Alessandria, Ancona, Avellino, Cremona, Cuneo, Firenze, Girgenti, Milano, Napoli, Perugia, Sacile, Sassari

Anno 1915
La Brigata, partita da Napoli, il giorno 11 giugno si trova a Turriaco alle dipendenze della 19° divisione, sulla riva destra dell’Isonzo.
Durante la I° Battaglia dell’Isonzo attacca le difese nemiche di Castelnuovo, perdendo oltre 1500 soldati. La lotta per la conquista del caposaldo continua anche nella II° Battaglia dell’Isonzo, la Brigata riesce a dare profondità alla sua penetrazione con la conquista di altre trincee avversarie.
Dopo un periodo di riposo, il 22 settembre, III° Battaglia dell’Isonzo, riprende l’avanzata dalle stesse posizioni, trovando però il cammino sbarrato da una trincea denominata “delle frasche”; tale posizione viene ripetutamente attaccata e nella notte del 23 ottobre conquistata, purtroppo il giorno dopo il contrattacco austriaco, portato sotto l’ombrello di fuoco di numerose batterie, ha successo e la Siena è respinta alle linee di partenza.
Ma l’obiettivo è di grande importanza e nei giorni 28 e 29 ottobre reparti della Siena e del 15° Bersaglieri la riprendono: l’artiglieria austriaca rende insostenibile la loro permanenza nella trincea che viene di nuovo abbandonata. Le forti perdite subite obbligano il comando d’armata ad inviare la Brigata nelle retrovie per attendere i nuovi complementi.

Anno 1916
Fino a marzo la Siena è posta come riserva della 15° divisione nei pressi di Feltre. In aprile tutta la 15° divisione si avvicina alla linea del fuoco nel settore di Panarotta e monte Armentera, battaglioni della Siena partecipano ad attacchi locali lanciati per migliorare le nostre posizioni; la risposta del nemico a queste operazioni costringe tutta la Brigata ad entrare in linea, nel tratto monte Manderiolo – Armentera.
Il 15 maggio l’offensiva di primavera voluta da Conrad (Strafexpedition)trova la Siena nelle stesse posizioni; gli attacchi austriaci sono portati con grande impiego di uomini e artiglieria, reparti della Brigata vengono isolati ed accerchiati, il ripiegamento avviene con grave sacrificio di uomini e materiale.
L’accorrere di nuove Brigate di fanteria sugli altipiani, permette alle nostre truppe di arrestare la ritirata sull’ultima catena di monti prima della pianura veneta. La Siena viene rilevata in linea dalle truppe della 10°divisione e può passare a riposo per riordinarsi.
Ai primi di luglio ha inizio il nostro contrattacco, la Brigata è nella colonna che punta sul monte Ortigara: la battaglia aspra ed incerta si trascina per giorni, poi il nemico forte di posizioni in roccia dominanti il terreno dello scontro, blocca ogni sforzo italiano, la nostra linea si assesta così da cima Caldiera al passo dell’Agnella.
Nei mesi seguenti la Brigata divide le forze: il 32° opera nel settore delle alpi di Fassa, il 31° rimane in altipiano e, assieme al 135° reggimento, forma il sottosettore Val Maora – fiume Brenta.
Ad ottobre, ormai impraticabili i campi di battaglia in alta montagna, il 32° sostituisce il 135° fanteria e la Siena è di nuovo integra nelle sue forze.

Anno 1917
Dopo un breve turno di riposo, la Brigata è trasferita in Carso per partecipare alla X° Battaglia dell’Isonzo, nel tratto di fronte tra la quota 247 e la rotabile di Selo. Ad onta del valore dispiegato dai suoi fanti, non si segnalano che modesti successi: l’1 giugno la Siena viene ritirata dalla linea del fuoco per le gravi perdite subite.
Nei giorni seguenti si accendono violenti scontri perché gli austriaci tentano di riprendere anche le poche posizioni lasciate, non riescono però a far retrocedere le divisioni italiane e in agosto, XI° Battaglia dell’Isonzo, l’avanzata italiana riprende dalle stesse posizioni conquistate a giugno. La Siena ha come obiettivo il costone di Komarje, raggiunto ed abbandonato più volte, costa la perdita di 1400 soldati senza che vi sia una conquista mantenuta.
Il 24 ottobre, XII° Battaglia dell’Isonzo, la Brigata è a riposo nelle vicinanze del torrente Torre; per l’ordine di ripiegamento al Tagliamento lanciato da Cadorna, essa si schiera come retroguardia delle truppe che stanno abbandonando la zona di Gorizia e la Bainsizza.
Il 29 ottobre passa il Tagliamento al ponte di Cornino e rimane lungo la sponda destra del fiume a disposizione del Corpo speciale del generale Antonino Di Giorgio, tra Lestans e Madonna del Zucco.
Nei giorni seguenti sulla sponda sinistra del Tagliamento si ammassano le divisioni austro tedesche, sino a che, calata la piena del fiume, truppe scelte trovano il modo di attraversarlo, attaccando i nostri soldati ormai a corto di munizioni. La Brigata Siena retrocede combattendo di retroguardia, e il giorno 5 novembre passa il Piave al ponte della Priula, il 12 si raduna vicino a Padova ed il 23 è inviata a San Secondo Parmense per riorganizzarsi.

Anno 1918
Solamente in marzo la Siena rientra in linea nel settore Palone – monte dei Pini in Val d’Ampola (Giudicarie).
Il 21 giugno, iniziatasi la grande battaglia del Solstizio, la Brigata è inviata per ferrovia nelle vicinanze di Treviso, dove rimane di riserva; alla fine del mese, respinto il nemico oltre il Piave, ritorna alle primitive posizioni.
In ottobre, i preparativi per l’ultima battaglia di Vittorio Veneto richiedono lo spostamento della Siena nei pressi di Bassano, poi nel settore di prima linea Col Moschin – Asolone; i suoi reparti unitamente a quelli della Brigata Forlì tentano più volte di impadronirsi della cima dell’Asolone, senza riuscirvi.
Finalmente il 29 si ha la svolta della battaglia e una colonna mista italiana penetra nelle trincee nemiche che cingono la cima conquistandole; nei giorni seguenti gli austriaci in ritirata abbandonano anche il col della Berretta, il 3 novembre la Siena ferma la sua avanzata nei pressi dell’abitato di Borgo.

Paolo Antolini