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Fanteria - 153° e 154° reggimento, brigata Novara

Schede

Si costituisce il 1 marzo 1915 con reparti del 23° e 67° fanteria

Anno 1915
Al momento della costituzione la brigata viene trasferita nei pressi di Desenzano per essere istruita; successivamente si sposta sull’altipiano d’Asiago, dove il 13 luglio assume la difesa del settore val d’Astico – Tonezza sostituendo in linea la brigata Puglie.
Il giorno 21 occupa con suoi reparti il Coston d’Arsiero, il 20 agosto partecipa all’attacco contro i forti Dosso del Sommo e Sommo Alto, nei pressi del passo Coe (Folgaria).
L’azione, pur condotta con estremo vigore, si scontra con difese avversarie intatte e ben munite che non cedono un palmo di terreno, l’attacco viene respinto su tutto il fronte ed i fanti prendono posizione sul fianco di Costa d’Agra.
Dopo un periodo di stasi, le operazioni riprendono a metà settembre, vengono conseguiti modesti successi, ma i forti ed i bunker sulle colline Plaut e Durer non consentono ulteriori progressi: a fine ottobre la linea italiana si è avvicinata sino a 150 metri dal passo Coe, oltre il quale inizia la strada per Trento.
La brigata Novara viene di nuovo trasferita, in dicembre occupa le trincee di Oslavia – quota 188, parte centrale della testa di ponte austriaca di fronte a Gorizia.

Anno 1916
L’11 gennaio i suoi reparti presidiano la prima linea della località “Lenzuolo Bianco”; il giorno 14 gli austriaci lanciano un poderoso attacco preceduto da preparazione di artiglieria, il 153° reggimento deve abbandonare la quota 188 lasciando sul terreno molti morti e feriti, il giorno successivo con un contrattacco il reggimento riprende quasi tutto il terreno perduto. Ma non è finita, il 24 gennaio gli austriaci, favoriti dalla nebbia, si portano sotto le posizioni tenute dalla Novara, l’attacco, improvviso e devastante, costringe i fanti a ripiegare sino alla linea di massima resistenza, poi un contrattacco permette loro un modesto recupero e la prima linea italiana si assesta nel settore del “Lenzuolo Bianco”.
Alla fine di un meritato periodo di riposo, la brigata si porta per ferrovia ai piedi dell’altipiano d’Asiago; sferrata il nemico la strafexpedition, il 17 maggio il 153° fanteria si schiera al passo della Vena ed il 154° ad Arsiero, alle dipendenze della 35° divisione.
A seguito del ripiegamento di tutto il fronte italiano sugli altipiani trentini, anche il 153° deve abbandonare le difese del passo della Vena e scendere in pianura dove si ricongiunge col reggimento gemello, la Novara assume così la difesa della stretta di Cogollo, operando su due linee tra il Cengio, monte Summano e Paù. A fine maggio i combattimenti sono tra il forte italiano di punta Corbin ed il monte Cengio; gli austriaci tentano un ultimo sforzo per scendere a valle, occupano il monte Cengio, ma trovano nei fanti del 154° una barriera insormontabile e la strada della Val Canaglia, l’obiettivo, rimane italiana.
Al termine della nostra controffensiva, il fronte si è stabilizzato circa a metà dell’altipiano d’Asiago, mentre è rimasto agli austriaci il monte Cimone di Tonezza, che guarda direttamente sulla pianura veneta; il 23 luglio la brigata Novara concorre coi suoi reparti alla formazione delle colonne d’attacco che tenteranno di riprendere il Cimone: dopo una violenta preparazione d’artiglieria due compagnie del 154° reggimento, gli alpini del Val Leogra e due plotoni del 209° fanteria riescono ad occuparne la cima ed a resistere al contrattacco nemico.
Nei giorni seguenti gli austriaci tentano di riprendere le loro posizioni senza successo, il 9 d’agosto gli italiani occupano saldamente la cima e gli avversari sono a cinquanta metri.
Terminato un periodo di riposo, il 1° settembre la Novara torna nelle trincee del Cimone, alternandosi in linea con la brigata Sele.

Anno 1917
Il 25 maggio, la Novara è inviata sul fronte del basso Isonzo, davanti a Castagnevizza, alle dipendenze della 4° divisione. Durante la X° battaglia dell’Isonzo, prende parte all’attacco di quelle posizioni, la progressione è lenta per la tenacia dell’avversario nel resistere ad ogni costo, tuttavia qualche progresso viene compiuto.
Fino ad agosto la brigata osserva turni di riposo e di trincea, poi la sua azione riparte dalle posizioni precedentemente conquistate ( XI° battaglia dell’Isonzo ), ma gli austriaci, consapevoli di non avere alle spalle un’altra linea di difesa, oppongono durissima resistenza e le conquiste dei fanti italiani non sono pari al sangue versato.
Dal diario storico della 3° armata
– 19 agosto 1917-
4° divisione, brigata Novara e 3° bersaglieri: viene occupata la “Montagnola” e la prima linea ad ovest di Castagnevizza. La reazione nemica si manifesta violentissima con tiro d’artiglieria e di mitragliatrici e con pronti contrattacchi, ciò ha rallentato l’avanzata delle nostre truppe.
Ore 22: la 4° divisione deve ripiegare alle linee di partenza.
- 20 agosto 1917-
Ore 01,15: un violento contrattacco nemico viene respinto dal nostro fuoco. L’artiglieria nemica fa uso di proietti a gas lacrimogeno.
Ore 12,00: le fanterie ripetono l’attacco alle quote, ostacolato dal fuoco delle mitragliatrici. La Brigata Novara benché fortemente battuta da artiglieria e mitragliatrici nemiche mantiene le posizioni raggiunte sotto la “Montagnola”
-21 agosto 1917-
Le truppe della 4° divisione per l’intenso tiro di artiglieria e gli ostinati contrattacchi nemici, non possono sostenersi sulle posizioni faticosamente raggiunte. La Brigata Novara rientra sulla linea di osservazione nemica.

Il 3 ottobre la brigata viene trasferita tra Porpetto e Bagnaria d’Arsa. Iniziatosi il nostro ripiegamento per la rottura del fronte a Caporetto, la Novara raggiunge prima la sponda destra del Tagliamento, poi il 5 novembre è a Ponte di Piave, dove si schiera a difesa del grosso della 4°divisione in ritirata, sino al 9 quando oltrepassato il fiume fa saltare il ponte alla sue spalle. Il giorno 16 forti nuclei tedeschi attaccano le posizioni italiane tra Salettuol e Sant’Andrea di Barbarana, riuscendo a creare una testa di ponte sulla riva destra; la brigata interviene per eliminare la minaccia ed il giorno dopo il suo contrattacco ha pieno successo.

Anno 1918
Fino al 15 marzo la brigata rimane sulla linea del Piave, poi per ferrovia viene inviata nel basso Trentino, nel settore del monte Altissimo di Nago, catena del monte Baldo. A fine giugno ritorna sul Piave, ed il 2 luglio i suoi reparti fanno parte delle colonne che hanno il compito di scacciare gli austriaci dal Piave Vecchio sino al canale detto Piave Nuovo.
L’azione si protrae violentissima per 4 giorni, terminando con tutti gli obiettivi raggiunti. La Novara viene poi inviata a Capo Sile, dove sostituisce in linea la brigata Torino.
Il 23 ottobre inizia l’ultima battaglia, Vittorio Veneto, il 153° reggimento rimane come riserva d’armata, mentre il 154° passa sulla sinistra Piave a Staffolo puntando su Grisolera; il giorno 4 novembre la brigata entra a Cervignano facendo largo bottino di armi e catturando migliaia di prigionieri.

Paolo Antolini