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Giorgio Scarabelli detto/a Vincenzo

2 marzo 1912 - [?]

Scheda

Giorgio Scarabelli, «Vincenzo», da Alberto e Ersilia Canè; nato il 2 marzo 1912 a Anzola Emilia. Nel 1943 residente a Bologna. Licenza elementare. Mezzadro e, poi, operaio marmista.
Comunista.
Componente di una famiglia di mezzadri che, nel 1924, fu sfrattata per rappresaglia padronale dal fondo che conduceva in Argelato, dovette - come gli altri componenti del nucleo famigliare - ricercare una nuova occupazione. Fu assunto da un artigiano marmista. Proveniente da un ceppo socialista, nel 1927 iniziò a partecipare all'attività dei comunisti di Calderara di Reno fungendo da staffetta.
Nel 1928 venne incaricato di dare vita a gruppi di giovani comunisti e nel 1929 divenne responsabile provinciale della FGCI. Si adoperò per creare cellule di giovani antifascisti nelle principali fabbriche di Bologna; lavorò alla pubblicazione e alla diffusione di "Avanguardia comunista" e fu tra gli organizzatori delle manifestazioni indette nel 1930, in occasione del 1° Maggio e della giornata mondiale della pace del 1" agosto.
In seguito alla dimostrazione organizzata per il XIII anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, il 7 novembre 1930, fu arrestato, con altre centinaia di giovani, 63 dei quali furono poi deferiti al Tribunale speciale.
Quale responsabile della FGCI fu condannato, il 23 settembre 1931, a 7 anni e 5 giorni di detenzione, 3 anni di libertà vigilata ed espulso a vita dall'esercito quale elemento pericoloso. Incarcerato a Lucca, venne liberato il 16 novembre 1932 in seguito all'amnistia del decennale.
Pur restando sottoposto a libertà vigilata, si occupò dell'attività antifascista «legale» nei sindacati fascisti e nei GUF ed organizzò sottoscrizioni per la Spagna repubblicana.
Arrestato di nuovo e deferito al Tribunale speciale nel novembre 1937, con sentenza del 22 novembre 1938 fu condannato a 18 anni di reclusione per «costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda». Incarcerato a Fossano (CN), Civitavecchia (Roma) e San Gimignano (SI), venne liberato il 16 agosto 1943.
Ritornato a Bologna, fu assunto come operaio alla Ducati ed eletto segretario della Commissione interna costituitasi subito dopo.

Entrato nella clandestinità dopo l’8 settembre 1943, partecipò alla organizzazione di alcuni gruppi di partigiani che costituirono poi la 7ª brigata GAP Gianni Garibaldi e contemporaneamente si occupò del coordinamento della lotta di massa. Ebbe parte direzionale nella preparazione e nell'attuazione dello sciopero dell'1 marzo 1944 e specie dei tranvieri.
Nell'aprile, arrestato dalle SS tedesche, fu inviato prima nel campo di concentramento di Fossoli (Carpi - Modena), poi in quello di Mauthausen (Austria) e, infine, nel campo di lavoro di Wels. Di qui, allacciati contatti con civili locali antinazisti, riuscì a fuggire e a raggiungere Milano il 23 aprile 1945.
Il 25 aprile 1945 partecipò all'insurrezione assieme agli operai della Breda e alle forze antifasciste di Sesto San Giovanni (Milano).
Riconosciuto partigiano, col grado di maggiore, dall'11 settembre 1943 al 25 aprile 1945. [AR] Testimonianza in RB3.
Ha scritto il libro di memorie: 25 anni di galera per antifascismo. Dall'aula IV del «tribunale speciale» al lager di Mauthausen, tranche de vie di un militante comunista, Bologna, 1982.