La Linea Gotica sull'Appennino

Scheda

La difesa tedesca dopo il ritiro dall'Italia centrale si attesta sull'Appennino con un sistema fortificato organizzato in profondità. Il nome Linea Gotica è assegnato dagli anglo-americani, con allusione alle storiche invasioni barbariche. I tedeschi la chiamano Linea Verde.
Si tratta in realtà di più linee di difesa: alla Linea Verde 1, corrispondente ai passi appenninici tra Massa e Pesaro, si succede la Linea Verde 2, organizzata 20 chilometri più a nord.
La prima linea è stata realizzata, tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1944, dall'Organizzazione paramilitare Todt, che ha reclutato, spesso con la forza, migliaia di lavoratori italiani, inquadrati nei Battaglioni del Lavoro. La linea è disseminata di postazioni anticarro in cemento armato, protette da fossati e da estesi campi minati. Al 28 agosto del 1944 risultano realizzati 2375 nidi di mitragliatrici, 479 postazioni di cannoni, 16.606 postazioni di tiratori scelti, 5 Panther Bodenturm (bunker in cemento armato sormontati da torrette di carri armati Panther con cannoni da 70/75 mm), 18 fortini, 8,944 chilometri di fossati anticarro. Sono state posate 75.515 mine anticarro Teller, 23.172 mine antiuomo Schrapnel e oltre 117 chilometri di reticolati. La linea è difesa dal 10. gruppo di armate comandate dal gen. Heinrich von Vieitinghoff e dal 14. gruppo di armate del gen. Joachin Lemelsen: si tratta di 13 divisioni di 12.700 uomini ciascuna, 7 delle quali tenute a riserva. A 180.000 combattenti fanno riscontro circa 169.000 addetti ai servizi.

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