La difesa tedesca sui monti della Riva

Scheda

L'ordine di Alfred Jodl, capo di stato maggiore tedesco, emanato il 6 ottobre, è di tenere a tutti i costi, "fino all'ultimo uomo", le postazioni della Linea Verde B. Nell'area di Lizzano in Belvedere giungono le truppe della Task Force 45, formata da artiglieri inviati in prima linea per carenza di effettivi di fanteria.
Arrivano in zona anche le truppe corazzate del Combat Command B, dotate di carri Sherman. I tedeschi della 232a Divisione si sono asserragliati su posizioni formidabili. Dai monti della Riva controllano Rocca Corneta. La loro linea sale attraverso Corona fino alla vetta del monte Belvedere.
Gli alleati, che non sono attrezzati per la sosta invernale, si affidano ai partigiani della zona per le pattuglie sul fronte. A Lizzano e Gaggio Montano operano la brigata Giustizia e Libertà guidata da Pietro Pandiani (100 uomini), la Matteotti di Toni Giuriolo (250 uomini) e la Modena (1100), al comando di Mario Ricci (Armando).
A scardinare le difese tedesche saranno inviate, nel febbraio del 1945, le truppe scelte della 10a Divisione da montagna USA (13.000 uomini divisi in tre reggimenti: l'85°, 86° e 87° fanteria).

cronologia sala borsa

Leggi tutto

Persone

Altro