Kienerk Giorgio

Kienerk Giorgio

1869 - 1948

Note sintetiche

Scheda

Giorgio Kienerk (1869 - 1948), vince il “Premio Baruzzi” dell’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1892. La statua dal titolo L'Anguilla, è un efficace episodio di realismo quotidiano, raffigurante un ragazzino accovacciato nell’atto di agguantare un’anguilla dopo averla pescata con l’amo, certamente in linea con il senso della ricerca del suo maestro Adriano Cecioni, ma pure debitrice de Il giocatore di carte che Vincenzo Gemito espone con grande successo a Napoli nel 1870. Anche pittore e illustratore, Giorgio Kienerk a Firenze studia anche pittura con Telemaco Signorini. Sino al 1915 si dedica interamente alla scultura abbandonando l'attività pittorica, che sarà ripresa con una certa continuità solamente intorno al 1920 con la produzione di piccoli dipinti da cavalletto di gusto post-macchiaiolo. Nel 1899 è eletto Accademico corrispondente della fiorentina Accademia delle Arti del Disegno ed espone con continuità alla Promotrice di Belle Arti di Firenze a partire dal 1886. Presente anche ad importanti rassegne a Milano, Torino e alle Biennali di Venezia, un’ampia selezione del suo lavoro è nel museo a lui dedicato a Fauglia.

Il sepolcro Comi del 1898 è certamente un unicum straordinario in Certosa, ma è anche un unicum nel percorso dello scultore che non risulta aver più eseguito monumenti funerari. Filippo Comi acquista il posto sepolcrale nella Sala di San Paolo nel 1895 e commissiona a Kienerk il grande monumento marmoreo. Incorniciato da un arco a pieno centro, bordato di serti vegetali che richiamano l’arte toscana rinascimentale, è composto di un rilievo di fondo e da una figura a tutto tondo, stante dinanzi ad esso. D’altissima qualità tecnica, il rilievo e dominato al centro da una grande croce dorata e si presenta come una raffigurazione della “Parabola della vita” nel suo svolgersi biologico dall’infanzia alla vecchiaia; mentre la colossale figura femminile simboleggiante la “Rassegnazione” reca un cartiglio con la scritta “Memento homo quia pulvis es” (Genesi, 3, 19), a rammentare la vanità e la brevità dell’esistenza terrena.

Alfonso Panzetta

Testo tratto da: R. Martorelli (a cura di), La Certosa di Bologna - Un libro aperto sulla storia, catalogo della mostra, Tipografia Moderna, Bologna, 2009.

Giorgio Kienerk giovanissimo pittore e scultore toscano, nato a Firenze il dì 5 maggio 1869, fece dapprima gli studi ginnasiali, poi fu posto dal padre ad imparare disegno e scultura sotto il valente artista Adriano Cecioni, col quale rimase fino alla morte di questo, avvenuta improvvisamente nel maggio 1886. Si pose allora a studiare pittura sotto la guida di Telemaco Signorini, ed in breve tanto nello scolpire, quanto nel dipingere, diè prova di una intelligenza artistica superiore, esponendo alla Promotrice statuette e quadri che destarono l'ammirazione del pubblico tutto, degli artisti e dei critici. Un suo busto di ragazzo quasi al naturale ed un ritratto, esposti per la prima volta alla Promotrice del 1886, piacquero assai, ma più vennero ammirate la bella statua in gesso: Sulla spiaggia, esposta l'anno dopo; e l'altra: Al sole, rappresentante un ragazzo che esce dal bagno, sotto la sferza dei raggi solari, e che ritto sulla spiaggia guarda lontano, socchiudendo gli occhi, che espose nel 1889, e che venne acquistato dal pittore Edoardo Gelli.

Come pittore esordì facendo alcuni ritratti di parenti e d'amici e molti studi dal vero, e comparve al pubblico appunto con alcuni Studi dal vero e con Pagine d'album; poi in seguito coi quadri: Colli fiesolani; Fra gli asparagi; Ricamando; Via Frusa e L'addipanatrice, uno diverso dall'altro, di paese e di figura, ma tutti scrupolosamente fedeli al vero, e tutti encomiabili per eccellenti qualità pittoriche. Nella Mostra tenutasi alla detta Promotrice nel 1890-91 espose: Presso le Mozzette (mattino); Nebbia; Calma; L'Arno alla Zecca, ove ancor più emersero le sue buone qualità, che il pubblico apprezzò acquistando i suoi quadri. Trasportato poi dal desiderio vivissimo di dare la maggiore luminosità possibile alla pittura, si è dato alla maniera impressionista, ed anche in questo nuovo campo artistico che ha sollevato acerbe critiche e tante discussioni vivacissime, ha saputo emergere al disopra dei suoi colleghi, ed i quadri: Sull'Arno (mattino d'estate); Mattina e Pioggia e nebbia sulla riviera di Genova erano indubbiamente i migliori tra quelli esposti dagli impressionisti alla Mostra della Promotrice dell'anno corrente. Di questo artista parlarono già con lode molti autorevoli critici.

Tratto dal 'Dizionario degli artisti italiani viventi', ed. Gonnelli, Angelo De Gubernatis, 1906.

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DOCUMENTARIO | BOLOGNA NEL LUNGO OTTOCENTO (1794 - 1914)
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Documentario - Bologna nel lungo Ottocento (1794 - 1914), 2008. La città felsinea dall'età napoleonica allo scoppio della Grande Guerra.

Documenti
Italia Ride n. 07
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Italia Ride, settimanale umoristico artistico, Stabilimento Zamorani e Albertazzi, Bologna. N. 7, 17 febbraio 1900. Collezione privata.