Industria e commercio bolognese nel 1877

Industria e commercio bolognese nel 1877

1877

Scheda

Nel 1877 Carlo Colognesi dà alle stampe una delle tante strenne che si proponevano al pubblico a fine anno: "Margherita - Strenna per l'anno 1878". Oltre alla consueta raccolta di racconti, poesie e piccole cronache, questa si distingue per il particolare risalto che viene dato al commercio ed all'economia locale: comprensibile, in quanto Colognesi è il produttore dell'omonima polvere per la pulizia delle mani. Le ultime pagine del volumetto sono dedicate ad un riassunto pittosto fedele di tutto ciò che muove l'economia bolognese, anche se le omissioni o il maggiore risalto verso alcune aziende è dovuto alla presenza della pubblicità che chiude la strenna. Anche l'immagine generale della città appare forse un poco troppo ottimistica, ma d'altronde lo scopo del libretto era anche quello di promuovere Bologna.

"Mentre fra noi si sentono continui lagni contro l’andamento del credito, del lavoro, del commercio e dell’agricoltura, ecco che fuori di Bologna invece si trova opportuno citare la città nostra quale esempio di vitalità economica. Il signor Francesco Bosi, in un opuscolo testé pubblicato col titolo: Cause ed effetti della decadenza di Ferrara, scrive: "Quanta diversità a poca distanza! Bologna è fiorente; nelle campagne l’agricoltura non langue; il commercio, le industrie e le arti belle sono ausiliate e sorrette in buona parte dal ricco. Ivi i capitali non impaludano nelle casse, nè sono pasto alla avidità di un miserabile ammassatore, o di un geloso e sordido avaro. Il contante posto in circolazione serve di leva all’operoso speculatore che non accumula, ma spende a profitto degli artisti, artigiani ed operai, non morenti d’inedia, non corrotti dall’ozio che uccide ogni senso morale. Là tutto ha vita, qui domina un desolante, e vituperevole letargo!" Parole d’oro son queste. Il signor Francesco Bosi, giudice imparziale, ha proferito una grande verità; e noi bolognesi ci lagniamo a torto. Infatti tutti i forestieri che vengono a Bologna giungono sempre fra noi col sorriso sul labbro dalla contentezza, e partono invece addolorati. Essi dicono che una città cosi generosa e cortese come la nostra cara patria non si trova in tutta l’Italia; ed un celebre magistrato che pochi anni or sono fu traslocato nell’Italia meridionale diceva: «cosa volete: a Bologna ci si sta bene, meglio che in qualunque altra città di provincia, ed io me ne parto addoloratissimo tanto più che in questa città trovai un certo non so che, che sarà impossibile rinvenire in altro paese.» Egli alludeva alle donne, le quali, secondo lui anche le brutte, quasi ti magnetizzano colla loro coquetterie, come dicono i francesi, tanto esse sono affascinanti. Che volete di più?

A lode del vero però bisogna convenire che qui da noi il vitto non è molto caro, gli alloggi sono ad un prezzo conveniente. Qui tanto il povero impiegato che il ricco può viver bene, e senza punto soffrire. Il povero può trovare degli alloggi per cinquanta centesimi al giorno negli alberghi secondari; il ricco invece trova all’Hotel d’Italie, Hotel San Marco, Hotel Brun, camere fin che ne vuole da 3 fino a 50 lire per giorno. Il povero con una lira trova un buon pranzo da sfamarsi per due giorni, il ricco, se vuole, recandosi al Caffè delle Scienze, Albergo di Roma, Albergo della Corona, Ristorante Felsineo e Stelloni, nella Bella Venezia, Quattro Pellegrini, e negli Alberghi suaccennati, trova dei pranzi squisiti con locali ampi e signorili da spendere tre ed anche cinquanta e cento lire per volta. Le nostre industrie sono piucchè fiorenti. Nel comune di Bologna abbiamo due grandiosi Stabilimenti meccanici ove si fonde la ghisa e si eseguiscono una quantità di lavori in macchine d’ogni genere, l’una condotta dalla ditta Alessandro Calzoni, casa assai rinomata e facoltosa, fuori porta Galliera, di fronte alla Stazione ferroviaria, l’altra a Castel Maggiore presso Bologna diretta dall’egregio signor Gaetano Barbieri e figlio. Solo in questi due esercizi vi sono impiegati oltre a trecento operai. Abbiamo ancora due altre officine meccaniche una di proprietà del Signor ing. Edoardo De Morsier, e l’altra del Signor Clodoveo Franchini, due case queste molto rispettabili e conosciutissime per la loro onestà nei prezzi e precisione nei lavori. Abbiamo una fonderia di caratteri del signor Amoretti, un’altra di campane del signor Clemente Brighenti, una fabbrica d’organi da chiesa, assai riputata diretta dal valentissimo signor Adriano Veratti; una fabbrica di passamani e cordoni di proprietà della Banca Industriale di Bologna ove un centinaio di lavoranti trovano di che occuparsi; una fabbrica di bottoni ed uncinetti del signor Filippo Benfenati ove trovansi collocati molti ragazzetti dai 10 ai 12 anni. In Zola Predosa trovasi da qualche anno una tessitoria imponente ove si fabbricano moltissime tele comuni e damascate colla canapa dei nostri terreni con una raffinatezza e precisione di lavoro veramente incantevole, ove qualche centinaio di persone trovano il loro sostentamento tutto l’anno; abbiamo una filanda, e tanti altri opifici, che troppo sarebbe l’enumerare, nei quali migliaia di individui sono occupati.

Le Banche sono diverse, cioè la Popolare, quella dell’Emilia, l’Agricola, l’Industriale, più la Cassa di Risparmio donde i negozianti ed industrianti possono facilmente scontare le loro cambiali al 6 per cento senza aver bisogno di cadere sotto le forche caudine degli strozzini. Gli Stabilimenti tipografici saranno circa 20, ove un seicento operai trovano pane: le stamperie più facoltose sono sei, cioè quella di Merlani, Acquaderni, Mareggiani, Cenerelli, Fava e Garagnani, e Monti; alle quali, per nitidezza di caratteri, precisione e lusso tipografico non è certamente inferiore la Società Tipografica dei Compositori, situata nella Piazza San Martino Palazzo Santinelli Num. 1470; e le supera poi tutte per il numero dei lavoranti che essa impiega. È fornita di macchine velocitipo e per la stereotipia, non che di ogni altro meccanico accessorio utile all’esatta lavorazione. Ma ciò che veramente rende simpatica questa Società si è che essa nacque proprio dal nulla e solo in forza del risparmio collettivo e costante degli stessi operai compositori, de’ quali unicamente si compone, fondata su solide basi e che oggi ha un lavoro indefesso o sempre continuo. E qui torna opportuno fare un ben meritato elogio all’integerrimo Direttore, rappresentante di questa benemerita Società, il quale colla sua infaticabile solerzia, squisita gentilezza ed onestà seppe procacciarsi la stima e la simpatia del pubblico in ogni ceto di persone, grado ed opinione politica.

Moltissime qui in Bologna sono le Società di mutuo soccorso dove migliaia di artisti ed operai hanno di che cibarsi in caso di malattia, ed oggi si è introdotto perfino la cassa pensioni ed i piccoli prestiti, mercè lo zelo dell’infaticabile e non mai abbastanza lodato signor avvocato Ferdinando Berti presidente benemerito della Società Operaia, e dell’illustre signor marchese Gioacchino Napoleone Pepoli presidente della Società Artigiana. Anche la Società cattolica operaia per la santificazione delle feste e di mutuo soccorso presieduta dal sig. march. Alfonso Malvezzi, perfetto gentiluomo, va annoverata come una delle Società modello, mercè l’onestà di tutti gli amministratori fra i quali ci piace annoverare il segretario signor cav. Alfonso Rubbiani, giovane temperante, di un’onestà non comune, di un sentire veramente nobile, di un carattere franco, dignitoso, disinvolto nella persona, e di un animo gentile. Questo giovane, assai noto nella repubblica letteraria, gode la simpatia d’ogni classe di persone. Anche i consiglieri Gaetano Respighi, Pellegrino dott. Matteucci, Alessandro dott. Bacchi e Bernardi dottor Antonio sono meritevoli d’ogni encomio, i quali tutti si sono adoprati allo scopo di formare un fondo di cassa oggi non indifferente per sovvenire gli artisti ed operai infermi. Pochi mesi or sono si costituì in Bologna anche una Società di fiaccherai presieduta dall’egregio signor Giuseppe Marzocchi allo scopo di accumulare un fondo per sovvenirsi vicendevolmente. Di fatti di 500 fiacres che trovansi nella nostra città pochi sono quelli informi; pochissimi i cavalli ridotti agli estremi per le troppo fatiche, mentre gli scarti furono mandati al macello. Se oggi qualche forestiere si reca a Bologna troverà delle buone vetture quasi da confondersi colle carrozze signorili.

In Bologna i caffè più rinomati sono quelli delle Scienze in Via Ponte di Ferro, in Piazza Vittorio Emanuele, in Piazza del Pavaglione, dei Grigioni sotto il portico della Gabella, del Commercio in Via Ugo Bassi, dei Cacciatori dalle due Torri, degli Stelloni in Piazza del Nettuno, del Corso in Strada Stefano, nonché quello della Barchetta in Via Farini; come pure vanno lodati i Caffè dell’Arena, di Garibaldi, del Rosso, in prossimità ai pubblici giardini, i quali tutti offrono un servizio senza eccezione ed un confortable il più compito per buongusto ed eleganza da non invidiare i primi caffè di Milano. Fra i negozi di orificeria ve ne sono tre che sfoggiano in articoli di lusso per signore, due dei quali di proprietà Coltelli, ed uno del signor Costantini in Via Spaderie: però anche gli altri sono ben forniti. In pellicceria abbiamo il signor Vincenzo Laurati successore al signor Bencini in Via Ponte di Ferro, sotto il palazzo Zambeccari, negozio superbo ed imponente. In pizzi trovasi il negozio del signor Porro Gazzaniga in Via Miola; in chincaglieria il signor Rattazzi in Via Mercato di Mezzo, Toldi e Zagnoli in Via Spaderie, e Beha sotto il portico della Gabella vecchia: questi quattro sono i principali. Molte sono le profumerie, ma la più accreditata è quella dei fratelli Bortolotti inventori della famosa Acqua di Felsina sotto le loggie del Pavaglione. Fra le specialità degne d’ogni encomio vanno annoverate l’Acqua della Lupa del signor Annibali Eugenio, profumo veramente soave, e l'Elisir Persiano del signor Collina Luigi, assai indicato per le languidezze di stomaco.

Le pasticcerie più accreditate in Bologna sono diverse; ma quelle che portano il vanto sono tre: Maiani per la cioccolata da lui fabbricata, Rovinazzi pei confetti e canditi, e Viscardi per le specialità in dolci. Quest’ultimo ha ridotto il suo negozio con una eleganza tale veramente straordinaria: la sua bottega si potrebbe paragonare ad una anticamera di una elegantissima signora con un lusso imponente. Aggiungete poi a tutto questo una squisita gentilezza di cui è dotato il signor Geremia Viscardi: fate osservazione ai dolci di sua fabbricazione di qualunque forma, cioè in fiori, frutti, fazzoletti da collo, uccelletti, solini, bonboniere in forma di camicie, di stivali, di busti, di cappelli da uomo e da donna: fermatevi per qualche minuto sul limitare del suo negozio, e poi se non commettete dei peccati di gola siete un uomo forte. Molti qui in Bologna sono i negozi ove trovansi macchine da cucire, ma le più perfette e meno costose sono quelle della signora Marianna Leonesi in Via Clavature. Infatti questa signora d’una intelligenza straordinaria, in pochi mesi vendette qualche centinaio di macchine non solo in Bologna, ma eziandio nelle Romagne. Essa qui da noi ne ha lo smercio maggiore, giacché si sono unanimemente persuasi i romagnoli e bolognesi che le macchine della signora Leonesi sono anche più economiche, perchè le trovarono di maggior durata. A Bologna si è perfino introdotto l’uso dei materassi di cotone all’ orientale, di durata eguale alla lana, che costano 25 lire ognuno. Medici distintissimi trovano che il cotone sia molto più salubre della lana, ed anche il nostro Ospedale Maggiore ha incominciato ad adottarli per gli infermi e dicesi con molto profitto specialmente per le artritide, spinite e diverse altre malattie. Il negoziante che ha introdotto questo nuovo genere di materassi è il ben noto signor Giulio Marchesini che tiene negozio in Via Trebbo de’ Carbonesi da S. Paolo, accanto alla Pasticceria Maiani. In questo magazzino trovansi tanti altri generi a prezzi moderatissimi, cioè: piumini, pedane, coperte alla Jaquard, coperte imbottite, lana per materassi vera Missolungi, cotone inglese per calze, ecc. ecc.

Diverse sono le distillerie a vapore per la fabbricazione dei liquori; ma la più reputata è quella dei signori Buton e Comp. proprietà Rovinazzi. I droghieri più in voga e che hanno un maggior consumo sono i signori Pizzighini, Magri, Galassi, Melloni, Saragoni, Brunetti, fratelli Fratta, Lepori, Carlo Sparapani e fratelli Torri. Questi sono eziandio proprietari d’una fabbrica di saponi comuni che vengono assai lodati. I farmacisti più facoltosi ed onesti sono i signori Zarri, sotto il portico della Gabella, Bersani in Via Maggia, Zanoni in Strada Stefano e Scarabelli in Via Orefici. Il primo tiene ancora nel suo negozio un grande assortimento di specialità d’ogni genere e ferri chirurgici. I signori Malmusi e Gandini, ditta assai accreditata, sono possessori d’una fabbrica di candele steariche d’ottima qualità, forse migliori di quelle della Mirra. I negozianti in merci diverse, mode e manifatture sono innumerevoli, come anche i magazzini di sartoria e confezioni da uomo e da donna. Ci limiteremo perciò a nominare i più conosciuti, cioè la signora Clementina Moschini, la quale possiede un vasto magazzino col laboratorio per cappelli e sartoria da donna, il signor Luigi Pitani ed Agostini sartori da uomo, Cleto Brighenti, Bonfiglioli, Policardi, Baroni, Bozzi, Dalfiume, Zanetti e Trebbi negozianti in manifatture; Solieri all’insegna dei tre mondi in Piazza Vittorio Emanuele negoziante in seterie, nastri e confezioni, Beau e Dalpini, fabbricatori di guanti in pelle, Marchesini Pietro fabbricatore di cappelli di paglia e fusti di linone da uomo e da donna con macchine le più perfette. Esso tiene eziandio un copioso deposito di cappelli di castor da donna e li confeziona attenendosi sempre ai figurini di Parigi i più recenti.

Gli artisti più rinomati nella città nostra sono i signori Serra, Mastellari, ed i professori Busi e Guardassoni, e pochi altri pittori; Viallet e Monari scultori; Baldini Ulisse e Collina Luigi incisori; Thumb, Wenk a Barigazzi litografi; Bianchi, Nobili e Mezzini ebanisti; Barilli e Mannini fabbri ferrai; Finalmente i fratelli Lollini, i quali sono proprietari d’una straordinaria ed accreditatissima fabbrica di Ferri Chirurgici. Carlo Labanti e diversi altri come marmisti. Brunetti Giuseppe, Pierantoni Agostino, Moruzzi e Gaibi fra i muratori; Marzocchi, Amadori, Muzzi e Zaniboni lanternai e Vetrai. Peretti e Fiorini fabbricatori di carrozze. Giuseppe Marchello fabbricatore e negoziante molto noto di caminetti, stufe, e quadretti in cemento. I commissionari più conosciuti per onestà ed intelligenza sono i fratelli Ralfanini, i quali tengono il loro banco in via Canton dei Fiori, di fronte a Renoli e Buggio. Questi giovani, industriosi nel più stretto senso della parola, commerciano in grano, cioè frumento e granturco, riso, faggioli bianchi, ma quasi sempre per commissione. Non si fa un contratto a Bologna in questi generi, di qualche rilevanza, se prima direttamente od indirettamente non è passato per le mani dei signori fratelli Raffanini. La ditta Gollinelli e Comp. lavora anch’essa alacremente in commissioni, ed anche per conto proprio, ma in altri generi, cioè in macchine idrauliche, tipografiche, carta, mobili di Vienna, casse forti, ecc. ecc Di qualunque cosa voi abbiate bisogno, siete sicuri di avere, involgendovi ai signori Gollinelli e compagno, non solo in articoli eterogenei italiani, ma anche esteri. Avete d’uopo di ingrassi artificiali? Rivolgetevi dal signor Gollinelli e sarete pienamente serviti. Avete mestieri di viti, piante, recatevi dal sig. Gollinelli, ed egli vi servirà. Vi abbisognano casse forti per custodire la moneta cartacea perchè non s’abbruci in caso d’incendio, andate dal signor Gollinelli ed egli ve le fornirà non solo, ma ve le garantirà. Volete ammogliarvi, e v’abbisognano mobili di molta durata, rivolgetevi al signor Gollinelli il quale ne tiene un deposito d’una primaria casa di Vienna, ad un prezzo convenientissimo.

La leggendaria mortadella di Bologna continua ad essere la delizia ed il conforto dei nostri Petroniani, come la zucca di Comacchio è il refrigerio di quegli abitanti per sollevarsi lo spirito allorché, come spesso accade, sono innondati dalle acque. Poveri Comacchiesi costretti le tante volte ad essere confusi colle anguille! Crudele destino! Meno male per gli uomini, peggio per le signorine, le quali, come diceva con ragione un celebre chirurgo: «sono le più avvenenti femmine di tutta l’Italia che Iddio creò nel suo più bel trasporto d’amore». Il sig. Giuseppe Romagnoli, uno dei primari negozianti di salumi, che possiede molti negozi per la vendita al dettaglio ed un magazzino fuori porta Galliera per lo smercio all’ingrosso, fa un consumo straordinario di mortadella in fette, rinchiuse in scatole. Egli ne spedisce dappertutto non solo in Europa, ma perfino nell’Africa e nell’America tanto Meridionale che Settentrionale. Di questo genere è uno dei più grandi consumatori. Questo giovane mercè il suo ingegno e grande amore al commercio si è formato un patrimonio rilevantissimo, ed è uno dei negozianti più facoltosi che conti la città di Felsina.

Da vent’anni a questa parte Bologna non è più riconoscibile. Essa è totalmente cambiata; già una quantità di strade e palazzi sono rifabbricati, fra i quali annoveriamo il sontuoso edificio della Cassa di Risparmio, che costerà tre milioni; il palazzo della Banca Nazionale; quello del marchese Camillo Pizzardi; della marchesa Zambeccari; del conte Pallavicini; del cavaliere Silvani e tanti altri. Fra poco avremo fuori di porta strada Stefano i pubblici giardini che invidieranno quelli di Firenze; fra due anni avremo i Tramway, e mercè l’acquedotto che si sta ricostruendo guadagneremo acqua in abbondanza distillata, leggera e freschissima che vivificherà tutti i buoni Petroniani; e questo lo dobbiamo ai nostri padri della patria ed in ispecial guisa al solerte ed integerrimo sig. comm. Gaetano Tacconi sindaco di questa illustre città di Bologna, il quale non risparmiò fatiche e sudori per adoprarsi in vantaggio de’ suoi amministrati. Gloria ed onore a questo integerrimo e magnanimo cittadino, e s’abbia i nostri più sentiti ringraziamenti che noi gli indirizziamo con tutto lo slancio del cuore."

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Quadro socio politico della Bologna post unitaria nel periodo 1859-1900. Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

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Una mezz'ora accanto al fuoco
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Carlo Colognesi, Una mezz'ora accanto al fuoco, in "Margherita - Strenna per l'anno 1878 compilata da Carlo Bolognesi di Bologna", Società Tipografica dei Compositori, 1877. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

Per l'America!... Racconto di uno scettico
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Antonio Fiacchi, Per l'America!... Racconto di uno scettico, in "Margherita - Strenna per l'anno 1878 compilata da Carlo Bolognesi di Bologna", Società Tipografica dei Compositori, 1877. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

Orfana (L')
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Raffaele Belluzzi, L'Orfana, in "Margherita - Strenna per l'anno 1878 compilata da Carlo Bolognesi di Bologna", Società Tipografica dei Compositori, 1877.

Guida artistica commerciale industriale
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Guida artistica, commerciale ed industriale per l'interno della città di Bologna; anno settimo, Bologna, Società Tipografica dei Compositori, 1872. Collezione privata.

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La storia di Bologna è anche la storia dei suoi artigiani e dei suoi commercianti. Un’incessante operosità si è espressa in antichi mestieri oggi scomparsi ma che, per la loro importanza, erano denominati “Arti”.

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