Falconieri Lelio

Falconieri Lelio

1585 - 14 Dicembre 1648

Note sintetiche

Titolo di studio: Laurea
Causa della morte: Malattia

Scheda

ARMA: Di rosso alla scala di tre pioli scaccata di azzurro e d'argento di tre file.
Lo scudo è cimato da una croce trilobata d'oro e sormontato da un cappello cardinalizio con cordoni e fiocchi laterali.
Il cartiglio sottostante dice: LELIVS CARD· / FALCONERIVS LEG· / 1644. (Cardinale Lelio Falconieri. Legato. 1644).

I Falconieri erano originari di Fiesole e fin dal 1225 fecero parte del Consiglio della Repubblica. Alla battaglia di Montaperti essi militavano nelle file guelfe e tra il 1282 ed il 1498 ottennero per 14 volte il priorato e per una volta furono gonfalonieri.
Alessio, morto nel 1310, fu uno dei fondatori dei Servi di Maria e venne beatificato. Suo fratello Chiarissimo fondò la Chiesa della S.S. Annunziata e sua figlia, la Beata Giuliana, fondò l'ordine delle Mantellate.
Un ramo della famiglia si trapiantò a Roma con il Cardinal Lelio ed i suoi fratelli Orazio e Pietro. Essa fu insignita del rango principesco e dette alla Chiesa 3 cardinali.
La famiglia si estinse nel XIX secolo.

Lelio Falconieri nacque a Firenze nel 1585 e studiò a Perugia e Pisa dove si laureò in legge. Portatosi a Roma si fece notare come avvocato di curia. Deciso a intraprendere la carriera ecclesiastica, divenne referendario delle due segnature e venne incaricato da Paolo V del governo di Spoleto poi di Benevento e quindi di S. Severino Marche.
Sotto Gregorio XV divenne Governatore della provincia di Campagna e Marittima; successivamente Urbano VIII lo nominò Commissario Generale per l'Umbria e le Romagne.
Il 10 dicembre del 1634 divenne Arcivescovo di Tebe e contemporaneamente per l'intervento del Cardinal Sacchetti con cui era imparentato, fu inviato Nunzio in Fiandra, ma non potè raggiungere la sede perché sgradito al governo spagnolo. Dopo una vana attesa in Francia ricevette l'ordine di recarsi a Colonia che raggiunse nel 1637.
Ammalatosi, rientrava a Roma nello stesso anno e poco dopo diventava Segretario della Congregazione dei Vescovi, guadagnandosi la stima e la fiducia del Papa che nel 1643, lo creava Cardinale con il titolo di S. Maria del Popolo.
Nello stesso anno poi venne inviato Legato a Bologna. Qui si recò in novembre e dovette subito affrontare le difficoltà finanziarie dovute alla situazione di guerra. Si interessò soprattutto alla ricostruzione della fortezza urbana e alla risistemazione dell'ospedale cittadino. Oltretutto ebbe modo di mettere in mostra le sue capacità riuscendo a comporre e sedare le sanguinose contese della nobiltà locale.
Sofferente di calcolosi renale, nel gennaio del 1648 si ammalò gravemente e fu costretto a lasciare la legazione fermandosi a Firenze per farsi curare, ma il 14 dicembre dello stesso anno morì mentre si recava a Viterbo.
Venne seppellito in Roma nella Chiesa di S. Giovanni ai Fiorentini.

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