Il cappellano dei rastrellati

Scheda

Don Giulio Salmi viene ordinato sacerdote dal cardinale Nasalli Rocca. Pochi giorni dopo diviene il cappellano della Pro. Ra. (Pro Rastrellati), addetto al conforto di quanti, in attesa di essere deportati nei campi nazisti o costretti a lavorare per l'esercito tedesco sul fronte italiano, sono rinchiusi nel campo di smistamento delle Caserme Rosse.
Operando costantemente per la salvezza dei prigionieri, a rischio della vita, viene infine cacciato a calci dalle SS nell'ottobre '44, dopo che i tedeschi si sono accorti che le sue omelie contengono messaggi per i rastrellati e indicazioni per l'evasione.
Più tardi otterrà nuovamente il permesso di portare conforto ai prigionieri concentrati nella caserma di artiglieria a Porta D'Azeglio.
Nel dopoguerra don Salmi viene riconosciuto partigiano e insignito della medaglia d'oro dei comuni e delle provincie di Bologna e Lucca. Come responsabile dell'ONARMO, sarà in seguito animatore di case per ferie e strutture di accoglienza per lavoratori.

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