Il Campo trincerato di Bologna

Il Campo trincerato di Bologna

1859 | 1889

Scheda

Il 12 giugno 1859 il Legato Pontificio lascia Bologna in seguito agli esiti della Seconda guerra di Indipendenza. Il giorno successivo si forma una giunta provvisoria di Governo composta da Gioacchino Napoleone Pepoli, Luigi Tanari, Camillo Casarini e Antonio Montanari. Nelle settimane successive viene creata una Lega Militare che raccoglie Parma, Modena, Firenze e le Legazioni Emiliano-Romagnole, comandate da Manfredo Fanti. Secondo un suo progetto, per difendersi da eventuali futuri attacchi da nord occorre costruire tre piazzeforti (Piacenza, Bologna e Ancona), che possano impedire per gli anni a venire ogni rischio di ritorno di soldati austriaci. Luigi Carlo Farini, intanto nominato Governatore delle Romagne, accetta la proposta, e il 12 febbraio 1860 viene presentato il progetto definitivo del Campo Trincerato di Bologna.

La fortificazione di pianura, che andava dalla Testa di Ponte di Casalecchio a San Ruffillo (12 km circa) era composta da tre linee: la linea dei forti, posti in posizione avanzata ed isolata; la linea delle Lunette (il nome deriva dalla loro forma, e tale nome è rimasto nella toponomastica locale, anche una volta scomparse le fortificazioni) ed una terza linea composta da un trinceramento continuo, costruito a circa 1.000 metri dalle mura cittadine e che si fondeva in buona parte con la seconda linea delle Lunette. La linea era composta da uno spalto continuo in terra battuta alto 3-3,5 metri, con spessore di circa 4 metri, e con un piano di campagna raso per 300 metri. La zona della collina bolognese era difesa da postazioni isolate fortificate. Furono poi costruite delle batterie d'artiglieria di supporto. L’avvio della costruzione presentò diversi problemi: in primis la mancanza di operai necessari per la costruzione dell'opera, che furono fatti giungere dal Piemonte, dalla Liguria e dalla Lombardia, provocando una piccola rivoluzione nel tessuto sociale della città, che da sonnolenta comunità di circa 65.000 abitanti si trovò invasa da oltre 5.000 operai e migliaia di militari, che sicuramente portarono abitudini e necessità diverse.

I forti della linea di pianura erano, da ovest ad est:
Forte di Villa Contri, Forte San Felice e Forte Ferrovia: Costruiti in corrispondenza della via Emilia e di fronte all'ampio letto del Reno, facilmente guadabile nei periodi di magra.
Forte Beverara, Forte Galliera e Forte San Donato: costruiti sulla fronte settentrionale della cinta fortificata, in corrispondenza delle strade principali provenienti dal Po e dirette al centro residenziale di Bologna.
Forte San Vitale, Forte Strada Maggiore e Forte Beldiporto: costruiti rispettivamente sulla strada di San Vitale (Ravenna), sulla via Emilia (Forlì) e sulla strada di Toscana (Firenze).

La linea delle lunette era composta:
sul fronte ovest:
in corrispondenza del Forte di Villa Contri le lunette Garagnani, Ghisello e Fornaci Basse;
in corrispondenza dei Forti San Felice e Ferrovia le lunette Otto Colonne, Ferrovia e Canaletta
e le batterie Passano e Canonica sulla strada Porrettana a difesa del Reno.

sul fronte nord
in corrispondenza del Forte Beverara: le lunette Mariotti e Bistega
in corrispondenza del Forte di Galliera: le lunette Spisni, Bersani e Casaralta
in corrispondenza del Forte di San Donato: le lunette Alvisi e Casino
e la batteria Sassatelli col compito di battere il canale Navile allora navigabile

sul fronte est
in corrispondenza del Forte San Vitale: le lunette Gozzadini e Pizzardi
in corrispondenza del Forte Strada Maggiore: la lunetta Gamberini
in corrispondenza del Forte Beldiparte: la lunetta Mazzacurati
e le betterie Tabboni a difesa della strada di San Donato, Gozzadini e Strada Maggiore

In collina:
il gruppo occidentale (detto anche di San Luca) comprendeva:
Forte Mezzacavallo, Forte Cipressone, Forte Mandorli, Lunetta Ramino, Lunetta Cocca, Forte Superiore, batteria Monte San Luca, Forte Osteria, batteria Bassa, Forte Costantini e Forte Mandria (quest'ultimo era situato poco sopra alla porta monumentale del Meloncello)

il gruppo centrale detto anche di Paderno comprendeva:
Forte Paderno, il più arretrato sul fronte sud
Forti Predone e di Monte Albano, fra le testate della valletta del Meloncello e quella di Ravone, la più profonda di tutte
Forti Ronzano, Forte Serra, Forte Ratta, fra le testate della valletta di Ravone e di Val d' Aposa
Forte San Vittore, fra le testate dell' Aposa e la valle di rio Castiglione
Forte di Barbiano e ridotta Barbiano, fra la valle del rio Castiglione e quella di rio Barbiano

il gruppo orientale comprendeva:
il Forte Iole, Forte Bandiera, Forte Griffone, Forte Monte Donato e Forte Camaldoli

Il campo Trincerato era presidiato da 20.000 – 30.000 soldati ed armato con circa 400 cannoni. Esistevano poi le Polveriere: in val di Reno, a Monte San Luca, in val di Ravone, a Ronzano, a San Vittore, in val d' Aposa e a Monte Donato. Il 18 marzo 1860 l’ex-legazione di Bologna venne annessa al Regno Sabaudo, e l’anno dopo, con la proclamazione del Regno d’Italia, ne divenne ufficialmente parte. Nel 1875, mutati i tempi e le alleanze, Bologna non fu più considerata perno di difesa per il paese, e nel 1889 il campo trincerato venne dismesso, anche per fare posto al nuovo piano urbanistico della città di Bologna. Il Forte di Villa Contri fu adibito al caricamento proiettili e a polveriera; il 20 settembre 1944 fu assalito da un commando partigiano e fatto esplodere; il Forte Beldiporto fu usato per la fabbricazione di polvere nera; il Forte Galliera (Casaralta) nel 1892-95 fu adibito a stalla bovini, a macello ed a centro di produzione di scatolette di carne di bue in conserva e di boccette di brodo concentrato fino al 1920; la lunetta Gamberini fu utilizzata per la fabbricazione di fulminato di mercurio.

Sanzio Campanini

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