Grande rastrellamento contro i partigiani della Stella Rossa

Scheda

Il 20 maggio una squadra di partigiani assale la caserma dei carabinieri di Marzabotto, uccidendo due militari e mettendo in fuga gli altri.
Dall'alba del 28 maggio la zona di operazione della brigata Stella Rossa, sull'acrocoro montano tra le valli del Reno e del Setta, è oggetto di un grande rastrellamento nazifascista. Dopo aver piazzato batterie di cannoni a Cà di Bocchino, sulla strada di Monzuno, i tedeschi, affiancati da reparti fascisti, iniziano a salire da Monte Abelle verso Monte Sole. Per tre giorni le formazioni partigiane sono impegnate in combattimenti.
La brigata Stella Rossa, forte di oltre 300 uomini ben armati (anche a seguito di lanci alleati) sostiene una serie di attacchi e contrattacchi tra monte San Silvestro, Caprara e San Martino, mettendo in fuga i tedeschi e i fascisti, inseguiti fino sul ponte della Direttissima.
Più di 50 case coloniche sono date alle fiamme. Nelle località Puzzola e Casa del Sarto sono fucilati quattro partigiani e rastrellati numerosi civili. Undici di essi verranno passati per le armi nei pressi di San Luca.
Al termine della battaglia il grosso della brigata, al comando di Mario Musolesi (Lupo), riesce a trasferirsi in modo ordinato alla Quercia e lì guada il Setta con una lunga fila indiana, mettendosi in salvo al confine con la Toscana, fuori del perimetro del rastrellamento.

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